The Witness, la miniserie sull'omicidio di Rachel Nickell: cosa sapere e la vera storia
Serie TVLa giovane donna fu uccisa in pieno giorno a Wimbledon Common, nella periferia di Londra, davanti al figlio di due anni unico testimone di quanto avvenuto. La serie racconta come il piccolo Alex, insieme al padre Andrè, abbiano cercato pace e verità su quanto avvenuto nel mezzo della pressione mediatica sul caso
È in uscita domani, 4 giugno, The Witness: si tratta di una miniserie, divisa in tre parti, ispirata alla vera storia dell’omicidio di Rachel Nickell. La giovane donna fu uccisa in pieno giorno a Wimbledon Common, nella periferia di Londra, davanti al figlio di due anni unico testimone di quanto avvenuto. La serie racconta come il piccolo Alex, insieme al padre Andrè, abbiano cercato pace e verità su quanto avvenuto nel mezzo della pressione mediatica sul caso e delle difficoltà della polizia nel trovare il colpevole dell’omicidio. La miniserie arriva su Netflix (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick).
Il cast e il documentario sul caso
Lo stesso giorno la piattaforma distribuirà anche il documentario The Murder of Rachel Nickell, che accompagna la miniserie raccontando i dettagli dell’omicidio. Nel cast sono presenti Claire Rushbrook nel ruolo della dottoressa Jean Harris-Hendriks, James Bradshaw in quello dell’ispettore capo Tony Nash, James Dryden come l’agente Paul Miller e Jon Pointing come l’agente Nick Sparshatt. Presenti anche Jordan Bolger che interpreta il ruolo di André, Kerry Godliman come June, Kevin Eldon come l’ispettore capo Mick Wickerson, Mark Stanley come il sergente Ivan Agnew, Max Fincham nei panni di Alex e Neil Maskell come l’ispettore Keith Pedder.
La vera storia dell’omicidio di Rachel Nickell
La serie, come detto, è ispirata alla vera storia dell’omicidio di Rachel Nickell. La donna, di 23 anni, fu uccisa con diverse coltellate nel luglio del 1992 a Wimbledon Common, a sud di Londra. In quel momento si trovava con il figlio di due anni, Alex, che fu l’unico testimone di quanto avvenuto. Come ha raccontato anni fa alla BBC, l’uomo conserva un vivido ricordo di quanto accadde: “Più di tutto ricordo che subito dopo l’attacco chiesi a mia madre di alzarsi. Mi accorsi in un attimo che non c’era più e non sarebbe ritornata”. Alex ricorda anche di aver visto l’assalitore lavarsi le mani in un vicino ruscello.
Vedi anche
Vought Rising, il teaser trailer della serie tratta da The Boys
Le indagini sull’omicidio
La storia catturò un’intensa attenzione da parte dei media, e furono necessari molti anni prima che si arrivasse a scoprire l’identità dell’assassino. Un uomo fu inizialmente erroneamente accusato dell’omicidio, con un giudice che criticò le indagini condotte dalla polizia. Il caso fu riaperto anni dopo, e nel 2008 un uomo chiamato Robert Napper si dichiarò colpevole dell’omicidio: affetto da schizofrenia, era già stato condannato per un duplice omicidio nel 1993. Fu recluso a tempo indeterminato nell’ospedale psichiatrico di massima sicurezza Broadmoor, dove secondo il Guardian già si trovava per gli altri omicidi.
La vita del figlio Alex
Il padre del piccolo Alex, André, decise dopo l’omicidio di spostarsi insieme al figlio in una zona rurale della Francia anche per via della pressione mediatica. Tuttavia dopo un po’ la stampa scoprì la loro posizione, e dunque l’uomo decise di trasferirsi nuovamente, questa volta in Spagna. Secondo la BBC, in un periodo in cui l’assassino era ancora creduto in libertà e il figlio l’unico testimone di quanto avvenuto, il fatto che la loro residenza fosse di dominio pubblico poteva rappresentare un pericolo. Tuttavia Alex, che oggi è un uomo adulto, disse all’emittente britannica di non aver mai avuto paura.