Game of Thrones, George R.R. Martin torna sulle reazioni dei fan al finale

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Camilla Sernagiotto

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Lo scrittore dei libri “Cronache del ghiaccio e del fuoco” (in lingua originale "A Song of Ice and Fire") da cui è tratta la famosa serie televisiva “Il trono di spade” si è stupito delle reazioni molto forti del pubblico. “Non capisco come le persone possano odiare così tanto qualcosa che avevano amato. Se non ti piace una serie, non guardarla! Come è diventato tutto così tossico?”, ha notato con amarezza il romanziere in un’intervista con The Independent

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George R.R. Martin, lo scrittore dei libri “Cronache del ghiaccio e del fuoco” (in lingua originale "A Song of Ice and Fire") da cui è tratta la famosa serie televisiva “Game of Thrones”, è tornato a commentare le reazioni dei fan ringuardanti il finale della serie.

“Non capisco come le persone possano odiare così tanto qualcosa che avevano amato. Se non ti piace una serie, non guardarla! Come è diventato tutto così tossico?”, ha notato con profonda amarezza il romanziere, intervistato da The Independent.
Ha voluto aggiungere che non si tratta di una tendenza legata soltanto alla serie televisiva ispirata alla sua opera letteraria. “Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere non è ancora uscita, ma se si segue quello che accade online la controversia sulla serie è come la seconda Guerra Mondiale. Stanno lanciandosi bombe atomiche a vicenda”, ha detto George R.R. Martin. “Si sentono controversie su alcuni degli show Marvel e sui film Marvel, certamente sui personaggi DC”.

Il romanziere americano a cui si deve Il Trono di Spade della HBO, l’epica serie fantasy che ha ottenuto riconoscimenti a livello mondiale e ha registrato un successo travolgente e inaspettato, se ne torna a casa con un po' di amaro in bocca. Perché la stagione conclusiva di Game of Thrones ha raccolto così tante (e aspre) critiche dai fan online che Martin sì è detto amareggiato.

La sua esperienza diretta di feroci attacchi online da parte dei fan lo ha profondamente ferito innanzitutto, ma lo ha pure lasciato perplesso. Perché a suo avviso si dovrebbe smettere di seguire uno spettacolo se non piace, non continuare a seguirlo per poi lamentarsi ferocemente con chi l’ha creato.

La delusione dello scrittore alla cui penna dobbiamo lo show non compromette chiaramente (almeno così si spera) l’uscita della prossima serie prequel di Game Of Thrones, ossia House Of The Dragon, adattata dal romanzo di Martin Fire & Blood. Uscirà il 21 agosto 2022 ed è ambientata 200 anni prima degli eventi del popolare dramma fantasy Game Of Thrones. Questa serie spin-off esplorerà più da vicino le case dei Targaryen e Velaryon.

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Nell’intervista a The Independent lo scrittore sottolinea anche come siano cambiate le cose dai tempi in cui lui era giovane: “Se si era un fan di Star Trek si amava Star Trek. Ora sembra che metà delle persone che si definiscono fan di Star Trek odino Star Trek, e i fan di Star Wars odino Star Wars, e i fan di Tolkien odino gli Anelli del Potere… Che diavolo? Forse perché sta cambiando, ma come scrittore rischi di impazzire se non lo cambi in qualche modo. Vuoi raccontare nuove storie, non le stesse più e più volte”, con queste parole George R.R. Martin si è sfogato, dopo le critiche che l'hanno subissato per il finale della serie.

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Il romanziere ha ricordato di quando da giovane era un fan della Marvel ma è rimasto deluso da alcuni suoi show degli anni ’70, notando che non ha incominciato a scrivere lettere piene di odio ai produttori ma semplicemente ha smesso di guardare quegli show, dato che non li apprezzava.
"Ero un grande fan della Marvel e ho provato alcuni di quegli spettacoli Marvel che erano in onda negli anni Settanta, The (Incredible) Hulk con Bill Bixby e (film TV su) Captain America. Li ho provati una volta e ho deciso di non guardarli più perché non mi piacevano molto, ma non sono impazzito iniziando a scrivere messaggi di odio”, ha detto Martin a The Independent.
E conclude con arguzia dicendo: “Devo pensare che i social media abbiano qualche ruolo”.

Infatti dietro tutto questo c'è l'odio online, un fantasma altamente nocivo che si infila tra i tasti e spesso fa parlare chi altrimenti non parlerebbe. Questo odio che serpeggia in rete è la prova che la nostra società è composta da gente molto scontenta, frustrata, pensa ciò che non rivela di pensare, o meglio: pensa ciò che non rivelerebbe di pensare guardando negli occhi qualcun altro. Quel finto scudo - come viene percepito lo schermo, una parete che separa chi scrive dal resto del mondo - in realtà non è affatto uno scudo: è un'arma molto pericolosa. E a doppio taglio.

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