Warrior 2, cos'è successo nei primi due episodi

Serie TV sky atlantic

Linda Avolio

Ecco cos'è successo nei primi due episodi della seconda stagione di 'Warrior', il "kung-fu drama" nato dagli scritti di Bruce Lee in onda su Sky Atlantic il martedì sera alle 21.15 (disponibile on demand e in streaming su NOW). ** ATTENZIONE: SPOILER **

Warrior 2, cos'è successo nel primo episodio

Il primo episodio della seconda stagione di Warrior si apre con Ah Sahm nuovamente sul ring, intento a battersi con un energumeno nettamente più grosso di lui. Siamo in un club clandestino, e quello è chiaramente un combattimento su cui sono state fatte delle scommesse. Il nostro un po’ le prende – e intanto in flashback rivediamo alcuni momenti della sua sconfitta a opera di Li Yong –, ma soprattutto le dà, e infatti ne esce vincitore e con un gruzzoletto in tasca che viene gli viene prontamente consegnato da Rosalita Vega, l’organizzatrice degli incontri, un businesswoman messicana senza che vive in quel mondo sotterraneo.

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In realtà Ah Sahm non si batte per i soldi, bensì per tenersi allenato. Tornato a Chinatown, per dimenticare il dolore va fumare un po’ di oppio presso la casa d’appuntamenti di Ah Toy, che lo avvisa: ora che fa di nuovo parte della Hop Wei è meglio che non attiri troppo l’attenzione su di sé. E qualunque cosa stia cercando, non la troverà in quel postaccio. Lui, però, la pensa diversamente: non solo continuerà a combattere, ma ha anche in programma una bella spedizione punitiva nei confronti di alcuni Teddy Boys, un gruppo di bianchi, prevalentemente irlandesi, che ce l’ha a morte con i cinesi. Lei lo aiuterà?

 

Nel frattempo, Leary va a portare dei fiori al cimitero. E’ l’anniversario della morte dei suoi due figli e di sua moglie, racconta a una ragazza che gli si è avvicinata, una giovane che si chiama Sophie, che dice di essere lì per portare omaggio al padre, trapassato di recente, e che è decisamente di famiglia benestante. Una donzella alquanto loquace e capace d’iniziativa, non c’è che dire. Impossibile non rimanere colpiti. Dopo questa parentesi, l’agitatore di folle torna al suo solito business, cioè la riscossione di una parte degli stipendi dei lavoratori – che sono stati assunti grazie a lui, bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare... – e, soprattutto, il recupero di qualcosa che di lì a breve gli tornerà molto utile: una cassa piena di candelotti di dinamite.

 

Facciamo un passo indietro. L’arzilla e arguta Sophie, scopriamo proprio in questo episodio, è, come si poteva facilmente prevedere, la sorellina di Penny. Dopo la morte del padre, la ragazza è andata a vivere con lei, anche se Samuel, che la considera un po’ troppo sfacciata, non è proprio contentissimo di averla come ospite. Le cose che però lo irritano di più in questo momento sono altre due: sua moglie, che contro il suo volere ha deciso di continuare a gestire personalmente la fabbrica di famiglia, e l’eterna e irrisolta questione tra cinesi e irlandesi. Buckley, infatti, continua a pressarlo affinché prenda una posizione più netta contro gli immigrati arrivati dall’Asia, colpevoli, secondo lui e soprattutto secondo il senatore Crestwood, di dumping salariale e di corruzione dei costumi (ndr, è proprio vero che non c'è nulla di nuovo sotto il sole).

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Intanto Mai Ling compra tutti i limoni al banco di un uomo al mercato per permettergli di portare dal medico la moglie malata. La leader della tong Long Zii ora si sente potente, ma quando incrocia suo fratello per la strada c’è tensione nell’aria. Young Jun – che ancora non sa che i due sono parenti, ma sicuramente la cosa prima o poi salterà fuori – è sprezzante, ma poi, tornato a casa, viene rimesso a posto con un sonoro ceffone da suo padre. Per adesso le cose stanno così: la Hop Wei volerà basso, in attesa di riprendersi ciò che le spetta. Ma nel frattempo niente colpi di testa.

 

Nel mentre, Ah Sahm ha un incontro segreto proprio con Mai Ling, che prova a spiegare le sue decisioni. Lui, però, è ancora un po’ piccato per il fatto che lei, nonostante sia sua sorella, fosse pronta a lasciarlo morire sul ring. Ovviamente la proposta di unirsi ai vincitori, cioè alla tong Long Zii, viene scartata in pieno. Inutile girarci attorno: in passato saranno anche stati una famiglia, ma ormai tra loro è guerra aperta. Intanto è tempo di dare una bella lezione ad alcuni Teddy Boys che se la stanno prendendo con un povero cinese in un magazzino. Ah Sahm, Ah Toy e Lai, che è ufficialmente diventata il braccio destro della scaltra madame, li fanno fuori in quattro e quattr’otto, ma il successivo ritrovamento dei cadaveri mette sull’attenti Bill e Lee, incaricati ufficialmente del caso dello “spadaccino cinese,” che sembra essere tornato in attività.

 

In realtà, gli spadaccini sembrerebbero essere due, come rilevato dal fine occhio di Richard, che però non ha una bella faccia, perché nel frattempo è diventato dipendente dal laudano, l’unica cosa che gli permette di tenere a bada il dolore fisico e il trauma dell’aggressione. Flanagan è categorico: bisogna assolutamente risolvere questa rovinosa faccenda! Bill e Lee vanno così a parlare con Chao, ma questi dice di non sapere niente di niente. In compenso, fa intendere a O’Hara di essere a conoscenza della sua situazione. Ma a cosa si riferisce?

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Semplice: Big Bill è ancora nelle mani dei Fung Hai, per i quali è costretto a lavorare come riscossore di debiti per il casinò. In realtà il nostro prova ad allontanarsi, ma, per usare un’espressione colloquiale, è tenuto per i gioielli di famiglia da Zing. Intanto sua moglie, vedendo arrivare a casa molto spesso dei tagli pregiati di carne, sospetta che abbia ricominciato a giocare d’azzardo. Insomma, per lui non si mette bene. Nel frattempo, Ah Sahm, desideroso di mettere i bastoni tra le ruote a sua sorella, mette il tarlo nel cervello a Young Jun: è arrivato il momento di mettere in piedi un business parallelo per recuperare le perdite causate dalla cessione di parte della vendita dell’oppio ai Long Zii. Ovviamente, però, dovranno fare tutto di nascosto da Father Jun (che in compenso gli chiede di tenere d’occhio suo figlio per conto suo, vatti a fidare!).

 

Dopo una tesissima conversazione con "Jun figlio," Chao va a parlare con Ah Toy, per avvisarla che questa storia dello spadaccino/degli spadaccini sta seriamente compromettendo il suo business, visto che la polizia è convinta che lui sappia qualcosa. Lei lo rassicura: per un po’ se ne starà tranquilla, non c’è nulla da temere. Ma lui continua a essere preoccupato. Fastidi in vista anche per Penny, che deve dire di no per l’ennesima volta a un collega di suo padre che vorrebbe acquistare la sua fabbrica. L’episodio si chiude col botto, letteralmente, con Leary che accende soddisfatto un sigaro dopo aver fatto saltare in aria un’attività colpevole di aver assunto operai cinesi. BOOM.

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Ah Sahm e Young Jun passano dalle parole ai fatti, e grazie all’intercessione di Rosalita hanno un incontro d’affari con l’afroamericano Happy Jack, che dopo una trattativa serrata accetta di vendere loro delle partite di oppio che arrivano da non si sa dove (ed è meglio non chiedere). Per un po’ di dollaroni in più, il contrabbandiere accetta anche di tenere le casse da parte per conto loro: Father Jun, infatti, non dovrà mai sapere quanto stanno per andare a fare. In realtà Young Jun non è proprio convintissimo (un po’ gli dispiace agire alle spalle di suo padre), ma è necessario boicottare il business di Mai Ling e della Long Zii, perché solo così la Hop Wei tornerà potente come prima.

 

Alla stazione di polizia, Lee, che ha passato tutta la notte sveglio, espone a Bill la sua ipotesi: in base alle carte recuperate, i due imprenditori trovati morti in spiaggia avevano appena concluso un accordo con un certo Leonard Patterson: un’ampia tenuta poco lontano dalla città per la decisamente non modica cifra di 5.000 dollari. Peccato che il terreno fosse stato valutato appena 2.000. E se Patterson avesse deciso di vendicarsi in qualche modo? Il sergente O’Hara è quantomeno scettico, ma vale la pena andare a fare due chiacchiere con l’uomo, che però, nervosissimo, nega ogni cosa e dice loro che non potrà essere d'aiuto in nessun modo, purtroppo. Inutile dire che Lee e Bill non gli credono neanche per mezzo secondo, ma in che modo tutto questo può essere collegato anche ai Teddy Boys e ad altre esecuzioni?

 

Penny si auto-invita a un incontro che suo marito sta tenendo con gli industriali. Prova a dire la sua su quanto accaduto la notte prima – l’esplosione a opera di Leary, tutti concordano sul fatto che dietro questo atto terroristico ci sono lui e i suoi scagnozzi –, ma nonostante le sue giuste argomentazioni non viene presa troppo sul serio dal consorte. Poco male: cercherà da sola protezione per la sua fabbrica. In compenso i suoi colleghi sono d’accordo con lei. Inutile dire che gli animi già caldi ora sono diventati a dir poco bollenti, e Samuel, che si trova tra l’incudine e il martello, comincia seriamente a sudare (freddo, però!).

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Chao va a trovare una certa Claire, una prostituta con cui, scopriamo, ha avuto una figlia. La bimbetta, che si chiama Hannah, lo chiama papà, ma lui, che le ha portato un regalo (e dei soldi) la corregge: è un amico, solo un amico. Intanto Penny, che non ama stare con le mani in mano, ha un incontro con Ah Sahm: per la giusta paga accetterà di proteggere la sua azienda e i suoi lavoratori? Lui, ancora piccato per la loro ultima conversazione, rifiuta neanche troppo cortesemente e se ne va. La tensione tra i due si taglia col coltello.

 

Subito dopo, il nostro va da Happy Jack insieme a Young Jun. Il contrabbandiere dice che sono subentrate delle “criticità” (banalmente, i sempre più frequenti controlli da parte della polizia) e che non potrà tenere da parte l’oppio, gli animi si scaldano nel giro di poco, e, per farla breve, scatta la rissa. A far calmare le acque è lo stesso Happy Jack, stavolta armato di pistola: non sta cercando di truffare nessuno, semplicemente dovranno trovare un’altra soluzione.

 

Nel frattempo, il senatore Crestwood sta tenendo un accorato comizio per la sua imminente campagna elettorale (intende infatti correre per la presidenza del Paese). Le sue tirate anti cinesi e anti immigrazione – il Chinese Exclusion Act è dietro l’angolo, qui per chi vuole saperne di più – centrano il bersaglio, cioè i suoi possibili elettori, per la “gioia” di Flanagan e di Bill, che purtroppo sanno fin troppo bene quanto sia delicata la situazione. Forse gettare benzina sul fuoco non è proprio la strategia migliore... Samuel, ovviamente presente sul palco, si ritrova costretto a prendere una decisione netta, come gli dice senza mezzi termini il suo vice. Nel mentre, Leary, che preferisce starsene tranquillo dentro il Banshee, riceve la visita di Sophie, che si mette a suonare il "Chiaro di Luna" di Beethoven al piano (ndr, una volta sì che si flirtava con classe, altro che i messaggi privati su Instagram!).

 

Quella notte, Buckley si incontra con Mai Ling per mettere in chiaro una cosa: per ora i loro interessi sono allineati, ma il futuro non è ancora scritto, dunque sarà bene rispettare i patti. In tutta risposta, la leader dei Long Zii recluta un ex Pinkerton, un certo Nichols, per recuperare un po’ di informazioni sul suo misterioso socio, che sicuramente avrà qualche scheletro nell’armadio. Intanto Lee, tormentato dai dolori e dal trauma dell’aggressione, ci dà dentro col laudano, ma rimane a secco, così si reca in un pub della zona per comprarne un po’ sottobanco. La ragazza al bancone, afroamericana, somiglia incredibilmente all’amata e compianta Nora (ndr, si tratta per l’appunto della stessa attrice). Richard si lascia irretire da lei, ma si tratta di una trappola, e poco dopo viene picchiato e derubato da due energumeni.

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La signorina Davenport, una ricca vedova, irrompe insieme alla polizia in un lurido bordello clandestino a Chinatown e libera le ragazze. Poi si reca presso la casa d’appuntamenti di Ah Toy, che in un certo senso la stava aspettando: le due, infatti, si conoscono già. La madame ribadisce che le sue “dipendenti” sono trattate nel migliore dei modi e che, soprattutto, sono libere di andarsene quando vogliono, ma l’altra non crede ci possa essere vera libertà in quell’ambiente. Per oggi se ne tornerà a casa a mani vuote, ma domani è un altro giorno. Dopo aver ricevuto in dono una collana, Lucy, la moglie di Bill, è sempre più sospettosa. E fa bene.

 

Il business segreto di Ah Sahm e Young Jun comincia a portare i primi frutti. Mai Ling, infatti, viene informata che un membro di una piccola e giovane tong, la Suey Sing, è stato beccato a spacciare oppio sul loro territorio. La leader dei Long Zii vuole spiegazioni. Li Yong va immediatamente a parlare coi “colleghi,” ma, su ordine della sua amata, è costretto a portarsi dietro anche l’imprevedibile Zing e alcuni suoi uomini. Il capo dei Suey Sing nega ogni cosa, ma “l’erede di Genghis Khan” non gli crede, e la situazione degenera nel giro di pochissimo. Per farla breve, la giovane tong viene letteralmente sterminata…e Li Yong è molto, molto, molto preoccupato: può ancora fidarsi di Mai Ling? A quanto pare no, visto che la strage è stata ordinata proprio da lei, gli rivela Zing...

 

Ah Sahm va a parlare con Penny: proteggerà i suoi lavoratori e la sua fabbrica, ovviamente dietro giusto compenso. Il nostro, però, non ha cambiato idea per questioni di cuore, ma semplicemente perché ha bisogno di un posto dove nascondere le numerose casse di oppio già acquistate, e la Mercer è il posto perfetto: nessuno penserà mai di perquisirla.

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