Your Honor, la recensione del finale della serie tv con Bryan Cranston

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Linda Avolio

Ecco cos'è successo nel finale (nono e decimo episodio) di 'Your Honor', la serie tv con Bryan "Walter white" Cranston (disponibile on demand e in streaming su NOW TV). ** ATTENZIONE: SPOILER **

Your Honor, cos'è successo nel nono episodio

Il penultimo episodio di Your Honor si apre con Joey braccato dai poliziotti. Il migliore amico di Carlo addirittura salta fuori da una finestra e praticamente si rompe una caviglia pur di non farsi prendere, ma è tutto inutile. In commissariato, il ragazzo, che tra crisi d’astinenza e dolori atroci non è messo propriamente bene, viene interrogato dalla detective Costello e Fiona McKee…e capisce che se non vuole farsi un bel po’ di anni in galera gli conviene collaborare. Salta dunque fuori la storia della testa di Kofi aperta in due "come un cocomero" e la storia del coinvolgimento di Gina Baxter in merito al breve soggiorno del figlio nell’O.P.P., il carcere cittadino. Bingo.

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Intanto Frannie decide di mettere in imbarazzo Adam braccando lui e Fia in un caffè. Sì, ormai on c’è più nulla da nascondere. Nel mentre, Nancy, che ha continuato a indagare su richiesta di Elizabeth, scopre da una foto che Robin aveva una relazione con qualcuno…con un membro della gang Desire. Ecco cosa ci faceva lì in quella parte della città quel maledetto giorno. Michael, che confessa di essere sempre stato a conoscenza di questo tradimento, la implora di non dire nulla a Adam: ha solo bei ricordi della madre. Elizabeth rimane spiazzata solo in parte: qualche dubbio le era venuto. Anche lei si chiede se sia il caso di dirlo al nipote: meglio lasciarlo all’oscuro di tutto, o meglio dargli la possibilità di affrontare la verità?

 

Fiona chiede che Joey sia ammesso come testimone chiave, e Michael è praticamente obbligato a farlo. La cosa non va molto giù a Jimmy, che gli ordina di trovare una soluzione. Di nuovo in tribunale, Desiato, con fare amichevole, cerca di farsi dare qualche informazione da Nancy – vorrebbe ovviamente sapere cos’ha confessato l’amico di Carlo –, ma lei non si sbilancia. In compenso, quando arrivano Baxter e Frankie non ci pensa due volte e li avvisa: meglio che stiano lontani dal giudice e da suo figlio, Adam, altrimenti… Quel nome fa scattare qualcosa nella testa di Jimmy, che tramite Instagram scopre che il ragazzo di sua figlia è proprio quell’Adam.

 

Intanto Eugene fa una proposta a Big Mo: poiché è bravo a gestire i soldi, potrebbe gestire anche quelli dei Desire Sì, si parla di riciclo di denaro sporco, è chiaro. Più tardi, mentre è solo con lui, Little Mo si lascia scappare che un certo Rudy era preoccupato del suo ingresso nella gang. Eugene vorrebbe sapere di chi si tratta, ma l’altro, che si è accorto di aver cantato troppo, non gli dice altro.

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Con la scusa di verificare personalmente in che stato fisico e mentale versa il testimone (e con la scusa del distanziamento sociale), Michael passa qualche minuto da solo con Joey nel suo ufficio. Mentre gli infila le sue scarpe da corsa – una manna dal cielo per il dolore alla caviglia –, gli suggerisce di bere un bel sorso d’acqua ogni qualvolta si sentirà sopraffatto quando sarà al banco dei testimoni. Consiglio che il ragazzo segue alla lettera. Beve, beve, beve, ed è sempre meno lucido. Fiona attacca, ma c’è evidentemente qualcosa che non va. Dopo un po’, Joey quasi sviene e dev’essere portato via in ambulanza. Nel marasma generale del momento, Desiato afferra caraffa e bicchiere e va di corsa a lavarli nel suo bagno personale. Per quale motivo? Per cancellare ogni traccia delle sostanze usate per far stare male il testimone e renderlo inattendibile…le medicine di Django… Ovviamente quanto appena sentito non dovrà essere tenuto in considerazione, dice Michael alla giuria…e Nancy è sempre più dubbiosa…

 

Quella sera, Frannie e Adam parlano. Lei non ha dubbi: Fia lo attrae “solo” perché ha ucciso suo fratello. Lui, però, non cambia idea: tra loro è finita. La mattina seguente, Zander istruisce Carlo su come rispondere alle domande di McKee, ma Baxter Junior non è proprio sveglio, per usare un eufemismo. Si fregherà con le sue stesse mani, oppure riuscirà a recitare come si deve la parte del fratello affranto e del poverino che ha pensato di morire ammazzato in carcere? Intanto Lee scopre che il giorno della morte di Rocco Kofi era a fare un esame. Fare due più due a quel punto è facilissimo: i Desire hanno usato il ragazzo come capro espiatorio. Eugene non si lascia andare a grandi manifestazioni di rabbia, ma dentro è furibondo. Tira fuori il nome di Rudy: magari potrà essere utile? Bingo. Di lì a poco, infatti, Lee scopre che il Rudy in questione è il tenente Cunningham, dunque è evidente che in tutta quella storia c’è qualcosa, anzi, molto, che non va.

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Fia viene incastrata dai suoi (in realtà più da sua madre), che la obbligano a parlare con un prete, ma dopo pochissimo dà in escandescenza: odia quel dio che ha permesso che Rocco morisse in quel modo…e ama Adam… Nel frattempo, Desiato Junior si confida con Charlie e gli parla di Frannie. Charlie non ci pensa due volte e va a fare quattro chiacchiere con la Signorina Latimer, alla quale dà un buon consiglio: meglio lasciare stare il suo figlioccio, altrimenti verrà denunciata per pedofilia. Lei, però, in tutta risposta si lascia scappare (neanche tanto casualmente) che Desiato Junior le ha confessato l’omicidio di Rocco Baxter…ops! Jimmy dice a Fia che gli farebbe piacere conoscere questo Adam, anche se in realtà sa già benissimo chi è. Tornato a casa dopo la sua solita corsetta, Michael fa giusto in tempo a salutare suo figlio, che sta andando a incontrarsi con la sua misteriosa fidanzata.

 

Your Honor, cos'è successo nel decimo e ultimo episodio

Il finale di stagione di Your Honor si apre con Elizabeth che dice a Michael di aver raccontato la verità su Robin al nipote. Desiato, giustamente, si arrabbia: non spettava a lei farlo. Poi, finalmente solo con suo figlio, gli dice di avergli nascosto quella terribile verità solo e solamente per il suo bene: sua madre è stata tante cose, alcune bellissime, altre meno, ma di sicuro non è stata solo i suoi errori.

 

Intanto Lee va da Big Mo e le dice di sapere dei suoi accordi con la polizia. Ma non dirà nulla in cambio del nome di chi guidava l’aiuto quel giorno maledetto. La boss un nome non ce l’ha, ma in compenso le rivela che l’auto è stata rubata il 10 ottobre, dunque il giorno dopo la morte di Rocco. Mentre gli fa il nodo alla cravatta, Jimmy dice a Carlo che un giorno sarà il suo erede, e che dovrà imparare a usare il cervello più che i muscoli. Sì, Baxter Junior dovrà impegnarsi, perché se verrà giudicato colpevole andrà dritto al Creatore.

 

Al banco, interrogato da McKee, Carlo parte anche bene: è (abbastanza) credibile, dice che era triste per il suo fratellino e che temeva per la sua incolumità. Racconta che Kofi, dopo essersi chiuso la porta alle spalle, gli ha strizzato i “gioielli di famiglia” così forte da farlo quasi svenire…e la giuria sembra credergli. Dice anche che, a cose fatte, Jones ha riaperto la porta della sua cella e se n’è andato via, e che lui l’ha lasciato andare via perché quella sarebbe stata la sua salvezza. Fiona, però, non se la beve, e in pochi secondi – grazie all’aiuto di Lee, che si è personalmente recata all’O.P.P. per verificare di persona – smonta la sua testimonianza: una volta chiuse, le porte della sezione di massima sicurezza del carcere si possono riaprire solo da fuori con la chiave. Come se non bastasse, da un filmato si vede chiaramente che la porta è stata sempre aperta. Balle, per usare un eufemismo, tutte balle. A quel punto, la vera natura di Baxter Junior emerge, e c’è poco da aggiungere: dire “Stupida stron*a!” all’avvocata dell’accusa non è proprio una mossa furba.

 

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Costello, che nel frattempo ha fatto due chiacchiere con Lee, si reca al cimitero dove è sepolta Robin. Il veterano trattato non proprio benissimo da Michael è ancora lì…e quando la detective gli fa qualche domanda, l’uomo risponde che sì, ha visto un tipo di mezza età con un ragazzo, ma non era il 9 ottobre, era il 10. No, non si sta sbagliando: è in quel giorno maledetto di molti anni fa che un suo commilitone gli è morto tra le braccia, durante la guerra in Vietnam.

 

Da qui in avanti, per dirla in breve, va tutto a scatafascio. Nancy, infatti, va subito da Desiato per chiarire alcune cose, ma questi ribatte indignato e le dice che sta uscendo per pranzo. Lei non ha dubbi: sa benissimo cosa si cela dietro un’indignazione così estrema…una bugia…un’enorme bugia… Fuori con Charlie, che gli dice di aver saputo una certa cosa da Frannie, Michael decide di raccontare tutto. Anche, soprattutto, che Jimmy pensa che sia stato lui, e anche Costello. Non poteva non proteggere suo figlio, non poteva.

 

Charlie va così a parlare con la detective e le rivela ogni cosa: Michael ha agito solo per il bene di Adam, non è un criminale. Lei non è molto convinta, e vuole sapere cosa voglia davvero l’aspirante sindaco. Semplice: il suo appoggio. Poi, quando il suo mandato avrà inizio, lui l’aiuterà a ripulire la città…e il dipartimento. Più che una richiesta di collaborazione sembra una minaccia, gli fa notare lei, ma Charlie non ha dubbi: il fine giustifica i mezzi. Lei cosa sceglierà di fare? Si lascerà scappare una tale opportunità?

 

Poco dopo, Lee, va da Michael per aggiornarlo in merito alle sue ultime scoperte, e per chiedergli di ammettere Eugene come nuovo testimone. Lui risponde che riaprire il caso Jones è praticamente impossibile, poi le dà i soldi ricavati dalla vendita della palla da baseball. Lei, ragionando ad alta voce, si ricorda di essere stata chiamata al telefono da lui il 9 ottobre…subito dopo la telefonata fatta a Nancy… La denuncia è stata una farsa, visto che l’auto è stata rubata il 10 ottobre, un’altra cosa quantomeno sospetta. Poi il colpo di grazia: Eugene, portato lì dalla guardia su richiesta di Lee, dice “E’ lui il fantasma grigio…” Si riferisce alla mattina del 9 ottobre, è evidente. A quel punto, Lee mette assieme tutti i puntini, e la conclusione a cui arriva è una sola: c’era Adam alla guida, non Michael.

 

Ormai scoperto, Desiato dice a una Lee in lacrime di chiamare Nancy e di avvisarla: se proprio non vuole una macchia sulla coscienza, che lo faccia lei. Lei, però, GIUSTAMENTE ribatte che non è la sua anima ad aver bisogno di una buona pulizia. Lee si sente tradita, è stata chiaramente manipolata, ma è anche furiosa per la morte non solo di Kofi, ma anche di sua madre e dei suoi fratelli. In lacrime, chiede a Michael almeno di permettere che sia fatta giustizia ammettendo Eugene come testimone e condannando Carlo, e il personaggio di Bryan Cranston per un momento tentenna. Quando però vede entrare in aula Fia, che va a salutare Adam e poi si siede di fianco a Jimmy, capisce di non avere altra scelta: Eugene non testimonierà, il caso non verrà riaperto.

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Fuori dal tribunale, una disillusa Lee dà al suo giovane e decisamente inca**ato assistito la busta coi soldi, poi se ne va. È ora di voltare pagina. In aula viene fatta partire, su richiesta di Fiona McKee, la registrazione della telefonata fatta al 911 dal telefono di Rocco Baxter. Quando sente il rantolo del ragazzo, Adam, in preda al panico, si alza ed esce. Anche Gina, seguita da Jimmy, non riesce a restare seduta e deve andarsene. Fuori, i coniugi Baxter odono un suono che attira la loro attenzione: qualcuno sta usando un inalatore per l’asma…e quel qualcuno è Desiato Junior…

 

Il verdetto finale è INCREDIBILMENTE a favore di Carlo Baxter: niente iniezione letale per lui (ndr, non a breve, quantomeno!). Mentre Fia invita Adam a una festa all’hotel per celebrare l’assoluzione del fratello, Michael tira un gran sospiro di sollievo. Con i soldi ricavati dalla vendita della palla da baseball, Eugene, che non riesce a credere che le cose siano andate veramente così, va a comprare una pistola. La sera, Desiato cerca suo figlio per tutta la casa, ma non lo trova. Gli arriva però una telefonata che gli fa gelare il sangue nelle vene: è Jimmy, che gli dice che Adam si trova all’hotel, alla festa.

 

Michael chiama la detective Costello, che però ha la casella vocale piena, poi è costretto a correre, perché la sua auto è bloccata da un’altra parcheggiata in strada. Intanto Eugene è arrivato all’hotel, e riesce a entrare proprio grazie al fatto che i due buttafuori sono impegnati a impedire a Desiato di varcare la soglia, perché non è stato invitato. È questione di poco, pochissimo: Eugene spara, ma invece di colpire Carlo centra per sbaglio Adam, al collo. Michael assiste impotente alla tragedia da fuori, attraverso il vetro di una finestra. Nel marasma generale riesce finalmente a entrare e si lancia sul figlio. Lo abbraccia, lo stringe forte a sé…ma Adam muore dissanguato di lì a poco… È stato tutto inutile…

Your Honor, il commento al finale

Come previsto, Your Honor si chiude nel peggiore dei modi per il suo protagonista, e non poteva essere altrimenti: non importa quanto tu possa sforzarti per avere ogni cosa sotto controllo, perché alla fine saranno il caso e il caos a vincere. Questa tragica conclusione – la morte di Adam, la fine dell’innocenza di Eugene, e, purtroppo, il farla franca di Carlo – era comunque già scritta fin dall’inizio, e ogni mossa del personaggio di Bryan Cranston, ogni azione, ogni decisione, non ha fatto altro che portare a un momento ben preciso, cioè a quell’inquadratura finale, con un Michael straziato dal dolore che stringe il corpo ormai senza vita di quel figlio che ha tentato in ogni modo di proteggere.

 

Non c’è speranza in Your Honor – a meno che tu non ti chiami Carlo Baxter, ma è solo questione di tempo, perché è evidente che uno così ci metterà poco a tornare dietro le sbarre –, soprattutto non c’è giustizia, a parte quella poetica, e ci riferiamo ovviamente alla morte di Adam per mano di Eugene, anche se il proiettile non era indirizzato a lui. A soffrire più di tutti, però, è proprio Michael, costretto nonostante tutto a provare lo strazio descrittogli solo qualche giorno prima da Jimmy.

 

Non va bene neanche a Nancy Costello e Lee Delamere, le convincenti Amy Landecker e Carmen Ejogo, due donne pragmatiche ma anche idealiste, e si sa che gli idealisti in certi campi professionali non vanno molto lontano, purtroppo o per fortuna. La prima, che non ha mai smesso di mettere insieme i pezzi del puzzle con una tenacia a dir poco ammirevole, praticamente costretta a stare zitta in cambio della collaborazione del futuro sindaco, Charlie, che le promette che l’aiuterà a dare una bella ripulita alla città e al dipartimento di polizia se terrà per sé quanto fatto dai Desiato. Una proposta troppo allettante, anche per una tipa integerrima come lei. La seconda che, delusa e tradita, esce di scena con una frase – “Prendi i soldi, Eugene! Prendi tutto quello che puoi!” – concettualmente ed eticamente opposta alla sua decisione di licenziarsi dallo studio legale che le ha fatto e le avrebbe fatto guadagnare svariate migliaia di dollaroni. E tanti saluti.

 

Lascia un po’ l’amaro in bocca questo finale, che però ha il pregio di non indorare la pillola. Perché la vita a volte è esattamente questo: fare tutto e il contrario di tutto, compromettersi al punto da non poter tornare indietro, e poi essere comunque sconfitti.

Your Honor, il cast

Bryan Cranston è Michael Desiato

Hunter Doohan è Adam Desiato

Michael Stuhlbarg è Jimmy Baxter

Hope Davis è Gina Baxter

Sofia Black-D'Elia è Frannie

Isiah Whitlock Jr. è Charlie

Carmen Ejogo è Lee Delamere

Lilli Kay è Fia Baxter

Amy Landecker è Nancy Costello

Tony Curran è Frankie

Keith Machekanyanga è Little Mo

Lamar Johnson è Kofi Jones

Benjamin Flores Jr. è Eugene Jones

Maura Tierney è Fiona McKee

Jimi Stanton è Carlo Baxter

Chet Hanks è Joey Maldini

Andrene Ward-Hammond è Big Mo

David Maldonado è il tenente Brendan Cusack

Melanie Nicholls-King è Female Jones

Lorraine Toussaint è Sara LeBlanc

Margo Martindale è Elizabeth Guthrie

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