Lovecraft Country, la recensione del quinto e del sesto episodio della serie tv

Serie TV sky atlantic

Marco Agustoni

HBO

Leggi la recensione del quinto e del sesto episodio di 'Lovecraft Country', in onda su Sky Atlantic e disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV - ** ATTENZIONE: SPOILER **

Lovecraft Country, cos'è successo nel quinto episodio


Dopo un quarto episodio quasi “alla Indiana Jones”, con Leti, Tic e Montrose alle prese con sotterranei e trappole mortali, Lovecraft Country riprende non tanto dai protagonisti della serie, quanto da un personaggio che finora era rimasto in secondo piano: stiamo parlando di Ruby, interpretata da Wunmi Mosaku. Dopo la notte di sesso sfrenato con William, la sorella di Leti si sveglia “un po’ diversa” dal solito: per farla breve, si ritrova trasformata in una donna bianca. In principio è sconvolta dall’accaduto, ma scopre presto due cose: innanzitutto che dietro questa trasformazione c’è lo zampino dello stesso William; in secondo luogo, che la metamorfosi è temporanea e il ritorno allo stato originario è molto, molto (molto, molto) doloroso. Il suo amante di una notte la lascia libera di decidere cosa fare del suo dono. E Ruby, pur spaventata, non ha dubbi: vuole godersi la vita come solo a un bianco è permesso di fare.

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Nel frattempo, quando Tic capisce che Montrose ha ucciso Yahima e si è liberato delle pagine del libro di Titus, massacra di botte il padre, sfogando anni di rabbia repressa per i maltrattamenti subiti. A salvare lo sventurato Montrose è solamente l’intervento di Leti, che rimane però sconvolta dal lato violento dell’uomo di cui si è innamorata. I due in ogni caso si rappacificano e Leti consegna ad Atticus il rullino con le foto scattate alle pagine vergate da Titus. A proposito di Montrose, durante l’episodio scopriamo un nuovo particolare su di lui, ovvero la sua relazione con un uomo che si esibisce in un locale come drag queen.


Ruby, nei panni del suo alter ego bianco, si fa assumere nel centro commerciale dove aveva rinunciato a lavorare perché c’era già una commessa nera, Tamara. Qui deve però confrontarsi con il razzismo nemmeno troppo velato delle colleghe e con un datore di lavoro viscido: questo lato dell’uomo viene fuori in particolare quando Tamara, suo malgrado, deve portare tutto il team per un “safari” notturno in un quartiere afroamericano. Ebbro, l’uomo cerca di violentarla, ma viene respinto. Ad assistere alla scena, non vista, c’è Ruby. Dopo aver ricambiato il favore a William, nascondendo un artefatto misterioso nello studio del capitano Lancaster a una festa dove si fa passare per cameriera, Ruby incontra Christina, che le spiega il vero senso del dono della metamorfosi: ritrovarsi per la prima volta libera di essere se stessa, fino in fondo. Al che Ruby capisce cosa vuole davvero più di tutto. Tornata al centro commerciale, seduce il suo datore di lavoro e lo lega. Ma il poveretto, che si aspettava una sessione erotica piccante, finisce invece sodomizzato a sangue da un tacco a stiletto, mentre la donna bianca che aveva assunto perde pezzi di carne, rivelando la sua vera essenza.


Ma una sorpresa aspetta la nostra vendicatrice: di ritorno a casa, Ruby scopre infatti che il William con cui ha avuto a che fare nei giorni precedenti altri non è che Christina. L’episodio si conclude con Tic che, aiutato da Leti, riesce a decifrare alcune parole dalle pagine di Titus. Sconvolto, fa una telefonata verso la Corea.

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Con il suo sesto episodio, Lovecraft Country si concede una lunga digressione che ci porta alcuni anni indietro, in Corea. Qui facciamo finalmente conoscenza con Ji-Ah (interpretata da Jamie Chung), all’apparenza una timida studentessa alla scuola per infermiere, che vive con la madre, preoccupata perché dopo la morte del marito la reputazione della loro casa è rovinata. La giovane non ha amici, a parte una collega sfrontata da cui sembra essere attratta. La futura amante di Atticus però non è una ragazza qualunque: è una kumiho, uno spirito-volpe evocato da una sciamana su richiesta della madre, per vendicarsi del marito che abusava di sua figlia. Lo spirito ha però preso il posto della giovane, che tornerà “in vita” solo quando la kumiho avrà assorbito cento anime. Per reperire la “materia prima”, questo essere con le sembianze di Ji-Ah seduce e poi uccide degli sventurati con le sue code-tentacolo.


Nel frattempo, la Corea del Nord, comunista, tenta l’invasione del Sud, soccorso dagli alleati americani. Ji-Ah, impegnata come infermiera di guerra, ha quasi completato il suo compito, ma decide di non rubare la centesima anima e per questo si scontra con la madre, che la considera un mostro e spera ancora di riavere sua figlia. Un evento fa però cambiare idea a Ji-Ah: gli americani scoprono che nel suo reparto c’è una spia comunista e la portano in caserma con altre infermiere. Per far confessare la colpevole, un soldato spara a sangue freddo a un’infermiera: si tratta di Atticus. Alla seconda innocente uccisa, l’amica di Ji-Ah confessa e viene portata via per essere torturata e giustiziata. Quando tempo dopo Ji-Ah si trova davanti Atticus ferito, decide di vendicarsi. Peccato che il giovane si dimostri di buon cuore e pentito per le atrocità commesse. Per questo, alla loro “prima volta” (che per Tic è la prima in assoluto) decide di risparmiarlo e invece di ucciderlo lo caccia via. Comincia così la loro love story improbabile, messa a repentaglio dal conflitto, ma ugualmente felice.


A Tic viene però concessa la possibilità di tornare in patria e vorrebbe che Ji-Ah lo seguisse. I due fanno l’amore, ma lei questa volta non riesce a controllare le sue code. Non solo come con le altre sue vittime riesce a rivivere il passato di Atticus, ma questa volta ne vede il futuro, un futuro di morte. Il ragazzo fugge terrorizzato. Lei è affranta, ma risoluta: non vuole più essere un mostro e spera in qualche modo di salvare il suo amato. La madre, che alla fine sembra accettarla per quello che è, la riporta dalla sciamana che l’aveva evocata.

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Lovecraft Country, il cast e i personaggi della serie tv


Sorpassato il giro di boa di metà stagione, Lovecraft Country conferma la tendenza a voler affiancare allo sviluppo verticale della serie un approccio orizzontale marcato, facendo in modo che ogni singolo episodio (o, nel caso dei primi due, ogni coppia di episodi) si regga in piedi di per sé, mutuando in questo qualcosa dalle serie cosiddette antologiche.


Addirittura, possiamo dire che ogni singolo racconto è contraddistinto dall’appartenenza a un sottogenere horror differente. Mentre la quarta puntata ibridava il cinema dell’orrore con i film d’avventura, in questo caso ci troviamo di fronte a un quinto episodio in salsa body horror, con le trasformazioni di Ruby che, a suon di ossa rimestate e brandelli di carne, vengono mostrate con compiacimento dalla cinepresa. Anche il finale con la punizione del datore di lavoro viene messa in scena in tutta la sua brutalità, senza risparmiare sui dettagli.


Allo stesso modo, è molto esplicito anche il sottotesto della puntata, ovvero la comparazione tra la vita di una donna bianca e una donna nera, e più in generale di una persona bianca e una nera, che viene a più tratti evidenziata, ad esempio nella scena iniziale in cui Ruby “versione William” si aggira smarrita per il suo quartiere e la polizia interviene in stile commando per salvare la donna bianca da un “pericolosissimo” ragazzino del posto. Nell’episodio sei, di sicuro uno dei più interessanti dell’intera serie, interamente ambientato in una Corea del Sud stilizzata, siamo invece dalle parti delle spirit stories di derivazione orientale.

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Per quanto queste due puntate non contribuiscano molto all’avanzamento della trama principale, hanno però il pregio di approfondire alcuni personaggi secondari, ma decisamente di interesse. A cominciare da Ji-Ah, finora intravista solo in versione marziana nella sequenza onirica che apriva la serie e come fantasia di Tic nella magione appartenuta a Titus Braithwhite, e da Ruby, un personaggio che sicuramente avrà ancora molto da dire nei prossimi episodi. Ma senza dimenticare Montrose, che oltretutto durante la prima delle due puntate sembra subire un’importante evoluzione interiore.


In ogni caso, a ben vedere il tema di fondo dei due episodi è lo stesso. Non solo Ji-Ah dalla madre, ma in qualche forma anche la sua collega infermiera (in quanto lesbica e comunista) e Ruby (in quanto donna di colore) sono considerate “mostri” dalle società in cui vivono. Ma non si è mostri per nascita: si è mostri solo per scelta. In questo senso sono mostri i soldati americani che stuprano le donne che dovrebbero proteggere o i coreani che impiccano i connazionali perché comunisti. Anche Tic, stritolato da un’esperienza di guerra disumanizzante, rischia di diventare un mostro, ma si pente delle sue azioni. Ruby comprende di non dover chiedere scusa a nessuno per il colore della sua pelle quando dichiara al capo: “È una donna nera che ti ha fatto questo”. E Ji-Ah fa una scelta precisa: decide attivamente di non essere un mostro e per questo non prende la centesima anima che dovrebbe renderle un’umanità che tutto sommato non è poi così allettante.


NOTE SPARSE    

  • Sarà interessante assistere a un probabile incontro fra Leti e Ji-Ah, e vedere come quest’ultima la prenderà scoprendo che il suo amato Atticus ha trovato un nuovo amore.
  • Un’altra incognita: sarà facile per Ruby digerire il fatto di essersi quantomeno invaghita non di William, ma di Christina?
  • A proposito di Ruby e Christina: mentre per la prima l’ostacolo principale da superare era quello della pelle, per la seconda, da sempre ostracizzata dal padre e dai suoi confratelli per via del suo sesso, le difficoltà maggiori derivano dal suo essere donna, di qui la decisione di trasformarsi in William. In parte ha quindi ragione Christina, quando dice a Ruby che tutto sommato non sono poi così diverse.
  • La questione razziale rimane centrale, e non solo nel quinto episodio. Nel sesto è l’amico di origini coreane di Tic a esplicitare il proprio status di paria tanto negli USA, quanto in Corea: in entrambe le sue patrie è infatti considerato uno straniero.
  • La scena in cui Michael K. Williams, che interpreta Montrose, è protagonista di un balletto estatico nel locale animato da travestiti dove finisce per baciare, probabilmente per la prima volta, l’uomo di cui è innamorato, ha un che di spirituale, come se per il personaggio si trattasse di una vera e propria rinascita.

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