Perry Mason, la recensione del quinto episodio della serie tv con Matthew Rhys

Serie TV sky atlantic

Marco Agustoni

Leggi la recensione del quinto episodio della prima stagione di 'Perry Mason', in onda su Sky Atlantic ogni venerdì alle 21.15 (la serie è disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV) - ATTENZIONE: SPOILER

Perry Mason, cos’è successo nel quinto episodio


Al termine del quarto episodio di Perry Mason, la serie tv con Matthew Rhys in onda ogni venerdì sera su Sky Atlantic, ci lasciava uno dei personaggi principali, il burbero E.B., interpretato da un eccezionale John Lithgow. E da qui riprende la quinta puntata, con Della (Juliet Rylance) che bussa invano alla porta di casa del suo datore di lavoro, senza però ottenere risposta. Una volta entrata, quella che per l’avvocato era ben più di una semplice assistente trova il corpo senza vita di Elias Birchard Jonathan.


Prima di avvertire la polizia, però, Della chiama Perry Mason (Matthew Rhys), che accorre per aiutarla a far sembrare la dipartita dell’uomo naturale. Non tanto per una questione di decoro, come si potrebbe essere spinti a credere in principio. Ma, come si capirà poco dopo, per rendere il tutto “a prova di assicurazione sulla vita”, dato che il suicidio non è un’opzione contemplata ai fini del rimborso.


Non che Della e Perry vorrebbero incassare il tutto. Anzi, si sobbarcano il viaggio per riportare le spoglie di E.B. fino alla tomba di famiglia e per destinare ai suoi eredi il compenso. Ma l’accoglienza da parte del figlio Byron è a dir poco fredda, se non addirittura gelida, il che getta un’ombra sul passato di E.B. come padre di famiglia.

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Perry approfitta di quella gita fuori porta per una scappatella alla sua vecchia casa. Qui l’ex moglie Linda (Gretchen Moll, la prorompente Gillian Darmody di Boardwalk Empire) in principio lo accoglie con ostilità, ma quando viene a sapere della morte di E.B. si scioglie e gli permette, nonostante lui non sia propriamente sobrio, di andare da loro figlio, che lo abbraccia contento. Per alcuni istanti, più tardi, Perry sembra quasi sperare in una riapertura da parte della sua vecchia famiglia, ma Linda è molto chiara: lui non è mai stato davvero un padre per il piccolo e non lo sarà mai. Poco dopo arriva quello che ormai ne è il papà a tutti gli effetti, il gentile Ed, che addirittura lo invita a cena, ma Perry capisce che è arrivato il momento di togliere il disturbo.


Nel mentre, gli altri personaggi della serie tv non stanno con le mani in mano. Pete (Shea Whigham, che come ben sanno gli appassionati di serialità televisiva può vantare anch’egli un passato in Boardwalk Empire) parla con un sergente della polizia di Los Angeles, che gli spiega come il detective Joe Ennis (Andrew Howard) abbia fatto carte false per soffiargli di sotto il naso il caso del piccolo Charlie. L’agente Paul Drake (Chris Chalk) ascolta assieme alla moglie Clara (Diarra Kilpatrick) un sermone incentrato sui diritti degli afroamericani, ma mentre lui sembra ascoltare interessato, lei liquida il tutto dicendo che “è inutile lottare per qualcosa che non cambierà”.

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Un’euforica Alice (Tatiana Maslany) chiede a mamma Birdy (Lily Taylor) i 25mila dollari necessari a pagare la cauzione di Emily (Gayle Rankin) e, vedendola preoccupata per le voci sempre più ostili nei confronti dell’Assemblea Radiante di Dio, annuncia che è arrivato il momento di una nuova “guarigione divina”. Birdy non può fare altro che accontentare la figlia: Emily viene così portata a casa dei McKeegan, dove Alice le dice che se lei è lì c’è una buona ragione. Più tardi arriva anche Della, che trova sul posto Frank Dillon, il nuovo avvocato di Emily, assegnato d’ufficio alla sua difesa. Questi, però, sembra più interessato alla torta che gli è stata offerta che al caso, e a Della non ci vuole molto per capire che l’uomo altro non è che una pedina nelle mani del machiavellico Maynard Barnes (Stephen Root).


Il personaggio interpretato da Juliet Rylance, dimostrando una volta di più il proprio valore, è abbastanza scaltro da nascondere le nuove, importanti prove raccolte da Perry Mason a proposito di Steve Gannon e da cercare un altro avvocato che si occupi del caso. Se sul primo versante la missione si rivela un successo, perché l’attenzione di Dillon, la cui affiliazione con Barnes è confermata da una telefonata origliata dalla stessa Della, è sviata dai pochi documenti a sua disposizione e dagli appunti illeggibili di Mason, il secondo incarico si rivela più difficile del previsto: nessun avvocato è disposto a difendere Emily, perché la donna è stata scelta come “vittima sacrificale” e accettare quel caso significherebbe compromettere la propria carriera.

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Drake non sembra avere un attimo di pace: in spiaggia con la moglie e con amici, viene sfollato dai poliziotti di Santa Monica, che non gradiscono la presenza di persone di colore dalle loro parti e non sembrano molto turbati nello scoprire di trovarsi davanti a un collega: dopotutto quella, gli spiegano, non è la sua giurisdizione, per cui gli tocca sloggiare come tutti gli altri. Più tardi, parlando dell’accaduto con la moglie, questa, vedendolo carico di rabbia, si scusa per avere sminuito l’importanza della lotta per l’eguaglianza e gli assicura che, qualunque cosa lui dovrà fare, gli sarà accanto.


Pete è ancora alle prese con Ennis, ma mentre lo pedina viene visto, così il detective corrotto lo invita a parlare nel “suo” bordello cinese: qui gli spiega come sia Holcomb (Eric Lange) a fare pressioni sul caso e lo invita a far ragionare Perry Mason. Come “incentivo”, alla fine della loro chiacchierata gli offre un giro con una prostituta. Più tardi, Perry e Pete non potranno che concordare sul fatto che Ennis sembri coinvolto da capo a piedi nel caso.


È il momento del “comeback show” di Alice. E la spumeggiante predicatrice ha in serbo qualcosa di davvero straordinario per tornare sulla cresta dell’onda: davanti agli occhi estatici dei fedeli, riesce infatti a “convincere” un uomo in sedia a rotelle a tornare a camminare. “Credete ai miracoli?”, chiede alla folla, in un chiaro rimando alla sua promessa di resurrezione. La risposta sarà un fragoroso “Sì!”. Ma Alice sembrerà un po’ meno sicura di sé quando, davanti alla tomba di Charlie in compagnia di Emily, questa le chiederà con un sorriso amaro: “Dovrai scavare per farlo uscire, quando lo farai [risorgere]?”.

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Un Perry Mason in preda al sacro furore caccia a “librate” Frank Dillon, che nel frattempo si era messo un po’ troppo comodo nello studio di E.B. Più tardi, sbronzo e furibondo, si reca a parlare da Della. Lei gli spiega di avere imboscato le prove e vedendolo così determinato e così arrabbiato di fronte alle ingiustizie del mondo, ha un’illuminazione: improvvisa lì per lì, complice la macchina da scrivere della sua padrona di casa, una lettera di E.B. attestante il fatto che Perry abbia svolto un periodo di praticantato da avvocato presso di lui e con grande disinvoltura ne falsifica la firma.


Perry è a metà fra l’incredulo e il confuso, ma decide di stare al gioco. Il fantastico duo riesce prima a convincere Emily a scegliere Mason come avvocato difensore e poi a ovviare all’ultimo, non propriamente trascurabile inconveniente: il nostro eroe un avvocato non lo è. Almeno non ancora. Ma anche per questo Della, vero e proprio asso di questo episodio, ha una soluzione: grazie alle dritte di una sua conoscenza, l’ambizioso avvocato Hamilton Burger (Justin Kirk), Perry riesce infatti a superare l’esame e a ottenere la licenza. Questa quinta puntata di Perry Mason si chiude così con il protagonista che presta giuramento e diventa a tutti gli effetti un avvocato.

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Questo gustosissimo quinto episodio ci consegna una memorabile Della Street, che grazie a una serie di abili manovre assurge a tutti gli effetti al rango di coprotagonista della serie. E introduce un altro personaggio chiave del canone di Perry Mason, ovvero Hamilton Burger, futuro nemico giurato del novello avvocato.


Ma il punto focale della puntata è un altro: ci troviamo infatti davanti al momento della nascita del “vero” Perry Mason, l’avvocato paladino della giustizia che tutti conosciamo. Trascinato per la collottola da Della, il personaggio interpretato da Matthew Rhys si trova così costretto a crescere e a lasciarsi alle spalle l’aura del malinconico (e malconcio) loser per prendere il posto del suo mentore E.B., ma in definitiva anche per riuscire dove in realtà lui aveva fallito: dare tutto se stesso per la difesa degli innocenti.


Se questa fosse una serie tv dedicata a un supereroe, ci troveremmo insomma davanti al compimento della sua origin story. Quello che seguiremo nella sesta puntata non sarà più Perry Mason, detective, ma Perry Mason avvocato/detective (perché sì, un po’ detective il nostro beniamino lo resterà sempre).

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