Yellowstone 2, la recensione del quinto episodio della serie tv con Kevin Costner

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Linda Avolio

Leggi la recensione del quinto episodio della seconda stagione di 'Yellowstone', in onda su Sky Atlantic ogni mercoledì alle 21.15 (la serie è disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV) - OVVIAMENTE CI SONO SPOILER PER CHI NON HA ANCORA VISTO L'EPISODIO

Yellowstone 2, cos'è successo nel quinto episodio

Il quinto episodio della seconda stagione di Yellowstone si apre con un bel flashback che ha come protagonisti Rip e Beth in versione adolescente. Lui, ultimo arrivato, che accetta la sua condizione e lavora a testa bassa, lei che ormai è quasi completamente trasformata, a livello caratteriale più che fisico, nella donna che conosciamo. Lui che fa per prendere il cavallo che ha causato la morte di Evelyn, lei che lo ferma, che gli chiede se è il nuovo cagnolino di papà e che poi gli dice che può guadarla mentre si allontana. Peccato che l’invito venga raccolto da un viscido mandriano di mezza età, ma Beth non si lascia intimidire e lo manda a quel paese con le seguenti parole: “Fo**iti, vaccado di mer*a.” 

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E’ sempre lo stesso mandriano, la sera, a prendere in giro Rip apostrofandolo come “orfanello” mentre questi gli sta lucidando gli stivali. Il gioco dura poco, perché il giovane Wheeler lo butta a terra e lo prende a pugni. E’ Lloyd, già veterano del ranch all’epoca, a far calmare le acque. Tornato nel fienile, dove ha il suo giaciglio, Rip trova Beth. Piange perché è arrabbiato, le dice, ed è arrabbiato perché non essendo abbastanza grande ha causato la morte della sua famiglia. Lei lo capisce: avendo paura ha causato la morte di sua madre. Ora, però, Beth non ha più paura. Si baciano (perché ci farà stare meglio, suggerisce la giovanissima Miss Dutton), ed è l’inizio di un legame che durerà nei decenni a venire…

 

Ritroviamo i personaggi di Kelly Reilly e Cole Hauser nel presente. Beth osserva Walker, e fa un discorso sul vedere del buono nelle persone, anche in quelle terribili, prendere quel buono e farlo suo. Rip non ci gira attorno: “C’è tanto di buono in te, e niente in quel figlio di pu**ana.” Lei si scusa per quello che gli ha fatto, ma lui non serba rancore: non gli ha fatto niente, però se lo desidera può fargli quello che vuole! Flirtano come due ragazzini, ma Wheeler ha del lavoro da sbrigare, dunque galopperà metaforicamente verso il tramonto. Beth sorride…ma poi, a tavola per la colazione, il suo umore è ben diverso. 

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John, Kayce e Jamie stanno parlando di lavoro: non va bene. Per Dutton a colazione si può, è diverso, ma Beth non demorde: sono sempre a tavola, e tra l’altro il tavolo della colazione è quello della cucina. Si alza, e col suo famigerato passo arrabbiato se ne va. Dopo aver ordinato a Kayce si mettersi il distintivo e andare insieme a Ryan da Jenkins, John prima ricorda a un preoccupato Jamie (da qualche giorno inutilmente rincorso via smartphone da Sarah Nguyen) di aver perso per un po’ il diritto a fargli delle domande, e poi va dalla figlia in cucina.

 

E’ evidente che c’è qualcosa sotto, e infatti Beth gli parla di Rip. Che lo ha sempre considerato un padre, e che ora si trova “declassato.” “Kayce è mio figlio.” dice seccamente il personaggio di Costner, però ci tiene a chiarire che non si tratta di una punizione, ma solo di una transizione. Un sacrificio per il bene più grande. Basta un bacio sulla fronte per far calmare Beth, disperatamente avida di amore paterno. “Rovina la giornata a qualcun altro, tesoro.” è il saluto di John, e il piano, conferma lei, è proprio quello.

 

Monica ha accettato l’invito di Martin e ha portato i ragazzi del suo corso di Storia Americana a vedere la staffetta indiana (a cavallo, of course). Il fisioterapista, sempre incurante del fatto che lei gli ha chiaramente detto di essere sposata, flirta…e Monica sembra ricambiare…ma non si era appena “riavvicinata” a Kayce??

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Anche al Yellowstone Dutton Ranch c’è fermento. All’allegro gruppo dei mandriani del posto si sono uniti i texani guidati da Travis Wheatly (lo stesso Taylor Sheridan, showrunner della serie). I cowboy si sfidano: fanno correre i loro cavalli e poi frenano. La frenata migliore vince. In ballo c’è anche un bel gruzzoletto, così Jimmy decide di tentare la fortuna. Walker gli spiega come e cosa deve fare, e lui è convinto di essere pronto. Ovviamente perde, arriva ultimo ed è costretto a pagare tutti quelli davanti a lui, come gli ordina Rip. E’ Lloyd, di nuovo, a trarlo d’impiccio e a evitare che si faccia male. “Al mondo ci sono gli squali e le sardine, e se non sai quale dei due sei, allora non sei di certo lo squalo.” è la severa ma giusta lezione del fixer.

 

Cassidy Reid è ancora dai Dutton, questa volta per discutere della sparatoria. Nel verbale, lo sceriffo è stato molto vago, e questo non va bene. Jamie è distratto, continua a ricevere messaggi e telefonate da Sarah. John a un certo punto gli intima di uscire dalla stanza e rispondere, cosa che effettivamente lui fa. Rimasto solo, comunica alla giornalista di aver cambiato idea, ma lei gli spiega che ormai è tardi per tirarsi indietro. Ci sono solo un paio di cose da verificare con la controparte, cioè con suo padre, e poi si andrà online. Jamie a quel punto va nel panico: prova a minacciarla con una querela, ma è tutto inutile. Intanto Dutton raggiunge una pensierosa Beth nel portico. “Ti chiedi mai che aspetto avesse questo posto prima di noi?” domanda lei. “Sempre.” è la secca risposta di lui.

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Su consiglio di Rainwater, Jenkins ha assunto una guardia privata, e dopo la sua prima lezione di tiro è a dir poco estatico. Tornato a casa, trova Kayce e Ryan ad aspettarlo. Ha la decisamente poco furba idea di tirare fuori la pistola dalla fondina, ma ovviamente Dutton Junior lo disarma in un nanosecondo. Poi lo porta dentro per parlare. Vuole informazioni sull’aereo, ma Dan non ha idea di cosa stia parlando. In compenso ricorda benissimo il momento in cui gli ha messo al collo una corda…ma cosa vuole ancora da lui?! Kayce non ci gira attorno e gli parla del bestiame ucciso, ma l’altro dice di non essere stato lui. Purtroppo, aggiunge, perché se avesse saputo che questa cosa avrebbe causato tanti grattacapi al suo nemico, beh, allora ci avrebbe fatto un pensierino!

 

Di nuovo al ranch, Kayce dice al padre che non è stato Jenkins. John è dubbioso, ma comunque si fida di suo figlio…anche se fa fatica a riconoscere l’uomo che ha davanti. Un uomo che si tiene dentro tutto il suo dolore, che non riesce a parlare di certe cose. Forse sono veramente più simili di quanto non sembri. Il personaggio di Luke Grimes coglie la palla al balzo e si apre un po’. Parla di episodio vissuto in Pakistan, di un uomo che si faceva scudo con la moglie e la figlioletta di otto anni, tenuta al guinzaglio. Ricorda di aver dovuto prendere una decisione: o loro, o i suoi uomini. E ovviamente ha scelto i suoi uomini, ritrovandosi a uccidere una donna e una bambina indifese. Lui non è più la persona che era prima di partire.

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Donnie riceve un pacco anonimo. Dentro ci sono una bottiglia di whisky, un biglietto con sopra scritto “Non dimenticare per chi lavori,” e un proiettile. E’ la voce di Malcolm Beck, in voice over, a leggere questo inquietante messaggio. La mattina successiva, lo sceriffo fa una conferenza stampa dove ammette gli errori delle forze dell’ordine, scusandosi con gli agenti del bestiame. Da casa, John e Beth osservano il notiziario soddisfatti, ma lui non ha idea di cosa sia appena successo…

 

La sera, Dutton rispolvera alcune foto in bianco e nero. Foto di un passato in cui il suo impero era ancora solo un piccolo regno. Nel frattempo Jamie, completamente in panico, fa nuovamente l’errore di andare a chiedere aiuto a Beth. Che prima lo sfotte, ma che poi, quando sente la parola “reporter,” si incupisce e lo schiaffeggia. “Che ca**o hai combinato?” vuole sapere lei, e lui confessa. Le parla dell’intervista…non su cosa, ma su chi…

 

Beth, furibonda, si lancia in corridoio, ma Jamie la ferma spingendola contro il muro. Ci vuole ben altro però per fermare sua sorella, che infatti gli assesta un calcio là dove fa più male e lo trascina in salotto per i capelli, al cospetto del padre. “Diglielo, bastar*o, diglielo!!” lo incalza, e a quel punto John prende in mano la situazione. Rimasto solo col figlio, che ha le lacrime agli occhi e quasi trema, Dutton non ci gira troppo attorno: “Per una donna che è bravissima a dare di matto devo dire che non l’ho mai vista così arrabbiata. Cos’hai fatto per spaventare l’unica persona al mondo che non teme niente? Che cosa ca**o mi hai fatto?”

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Giro di boa per Yellowstone 2, che dopo una prima metà di stagione preparatoria finalmente comincia a mordere. Le varie linee narrative fanno dei passi in avanti non indifferenti, e la posta in gioco si fa ancora più alta. Per esempio, per quanto riguarda la storyline relativa all’attacco al ranch scopriamo, peraltro dal diretto interessato, che non è Jenkins il mandante della strage che è costata a John un’intera mandria, e scopriamo anche che lo sceriffo Donnie è in qualche modo connesso ai Beck.

 

Le parti più interessanti, comunque, sono sempre quelle relative ai Dutton e ai loro disastrati rapporti, tra di loro e con terzi. Grazie a un lungo flashback iniziale ci viene finalmente mostrato com’è nato il legame tra i personaggi di Cole Hauser e Kelly Reilly, così quando li ritroviamo nel presente, con lei che è inca**ata nera col padre per l’affronto fatto a lui, siamo in grado di comprendere alla perfezione da dove nasce il furore che la alimenta, in questo caso specifico e in generale nella vita. Se Rip è diventato esattamente ciò che John Dutton l’ha fatto diventare, quantomeno per certi aspetti, è altrettanto vero che Beth è diventata esattamente ciò che Evelyn Dutton, sua madre, l’ha fatta diventare. Nel bene e nel male.

 

Ci sono poi due confessioni degne di nota in questo episodio: quella di Jamie – che continua a commettere gli stessi errori, tipo andare a chiedere aiuto a sua sorella, che lo detesta con tutta sé stessa – e quella di Kayce. La prima doveva arrivare, e infatti è arrivata, e c’è da dire che vedere interagire in maniera così viscerale e violenta i personaggi di Wes Bentley e Kelly Reilly fa sempre una certa impressione. La seconda, invece, giunge inaspettata, e finalmente ci aiuta a capire un po’ meglio la psicologia del personaggio di Luke Grimes. Una scelta senza dubbio azzeccata, sicuramente da qui in avanti vedremo Kayce sotto un’altra luce.

 

Sempre perfetto Costner nei panni del granitico John Dutton, un personaggio che magari non riserverà grandi sorprese – è un uomo che porta in scena determinati valori e determinate credenze ormai consolidate, il suo modo di agire e pensare non cambierà da qui agli anni a venire –, ma che è sempre un piacere vedere in scena. Perché in fondo lui è l'essenza stessa di Yellowstone.

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