The New Pope: cosa è successo durante la nostra visita sul set della serie tv

Tra maestose scenografie e favolosi costumi, un viaggio a Cinecittà insieme a Paolo Sorrentino, John Malkovich, Jude Law, Silvio Orlando e Javier Cámara alla scoperta di The New Pope, una produzione originale Sky, HBO e CANAL+ ambientata in Vaticano

The New Pope: Le Foto del Backstage

The New Pope: il Vaticano a Cinecittà

Roma: l'azzurro del cielo incornicia Via Tuscolana. I Pini domestici si stagliano all'orizzonte come soldatini di piombo. Sembra una cartolina del Bel Paese e invece à la realtà. Anche se siamo davanti alla fabbrica dei sogni. Davanti alle porte di Cinecittà. E con una certa emozione attraversiamo i cancelli della Hollywood sul Tevere. A darci il benvenuto c'è La Venusia la scultura creata per il Casanova di Federico Fellini. E non a caso la nostra meta è lo Studio 5, il regno del maestro riminese. In questo teatro che ha fatto la storia del cinema mondiale, Paolo Sorrentino, altro, al pari di Fellini, magnifico costruttore di mondi, sta plasmando The New Pope, serie originale SKY-HBO-CANAL + prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Dopo il successo di The Young Pope, Sorrentino torna con una seconda serie ambientata in Vaticano e scritta insieme Umberto Contarello e Stefano Bises. Sempre Fellini diceva: “Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio". Perché anche se si tratta di televisione, qui di piccolo c'è solo lo schermo su cui alla fine vedremo i nuovi episodi (il primo e il settimo saranno presentati in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia). Nello straordinario libro dedicato a The Young Pope, si interrogava sul peso di Dio. Ma qui, perduti in un Vaticano ricostruito, tra una copia della Pietà di Michelangelo e il piacere proibito di affacciarsi dal balcone di San Pietro, si respira la leggerezza di chi ama profondamente il proprio lavoro. E’ una meraviglia  vedere l'eccellenza italiana delle maestranze di Cinecittà generare capolavori finti che paiono più veri dell'originale. Già basta sbirciare una scena in cui John Malkovich attraversa la cappella Sistina per far crescere a dismisura la voglia di vedere The New Pope. Parliamo di una serie che ha coinvolto 103 attori e 9.000 comparse. Un cast proveniente da 65 paesi diversi per 22 settimane di riprese. Una troupe di 140 persone, che tra 27mila pasti consumati ha ricostruito alcune delle meraviglie del mondo, quasi a grandezza naturale. In fondo niente è più grande dell'immaginazione umana. E solo l'arte ci avvicina all'infinito.

La Scenografia di The New Pope: incontro con Ludovica Ferrario

Non c’è niente di più soddisfacente di ascoltare il racconto di chi ama il proprio lavoro. È il caso di Ludovica Ferrario, production designer, nonché scenografa di The Young Pope, Youth e La Grande Bellezza. Capisci subito che l'affinità con Paolo Sorrentino è elettiva. Mentre passeggiamo tra queste stanze vaticane perfettamente ricostruite, Ludovica ci svela numeri e segreti di questo set che possiede la grandeur della Hollywood dei tempi d'oro senza averne la spocchia. Solo per gli interni e gli esterni di San Pietro parliamo di 8 settimane progettazione, 10 settimane di costruzione in laboratorio, 8 settimane costruzione in teatro, 6 settimane stampa e montaggio pavimento, per un totale di circa 8 mesi di lavoro complessivi di cui 10 settimane di sola pittura. Un lavoro incredibile che ha coinvolto 58 persone per la costruzione del set interno, 25 persone per la costruzione (falegnami, stuccatori, stampatori, montatori pavimento) 18 pittori (tra pittori e aiuti) 15 persone per l’arredamento. 

E anche i tempi e le maestranze impiegate per ricostruire la Cappella Sistina e la sala regia sono impressionanti. 2 mesi di studio/ricerca, progettazione, campionature, preventivi. 2 mesi e mezzo di lavoro per 2 disegnatori assistenti scenografi, un mese di progettazione grafica e un art director come supervisione. 2 mesi di lavoro di una squadra di stuccatori e costruttori. un mese e mezzo con 5 pittori con relativi aiuti. 2 settimane di preparazione per l’allestimento e arredamento (arredatrice con un’assistente, un aiuto arredatrice, un tappezziere, attrezzisti e 2 pittori). Per un totale di 6 mesi complessivi di lavoro dalla ricerca al ripristino conservativo. Al netto della neutralità dei numeri, il risultato è che ti aspetti che dà un momento all'altro da un angolo sbuchi Michelangelo o il Bernino. Cosi in questa epifania di altari, crocefissi, candelabri, tavoli, mappamondi, stufe, sedie gestatorie, altari, viene da abbassare gli occhi abbacinato da tanta bellezza, salvo scoprire che pure il pavimento è un'opera di ingegno: un marmo fittizio dalla complessa lavorazione. Insomma sul set di The New Pope, tutto è finto, ma niente è falso.

I costumi di The New Pope: Incontro con Carlo Poggioli e Luca Canfora

Su Carlo Poggioli dovrebbero farci un documentario. Con il suo accento toscano e la sua capacità affabulatoria ti incanta. In pochi minuti ti travolge con una marea di spigolature, aneddoti, racconti. Ha già lavorato con Paolo Sorrentino in The Young Pope, Youth e Loro. Insieme a Luca Canfora, Carlo  è il costumista di The New Pope. La sartoria di cinecittà dove ci accoglie è una sorta di tempio dello stile e della bellezza. Sulle pareti campeggiano bozzetti, disegni, appuntamenti e nomi. Abbiamo così conferma che Marilyn Manson farà parte del cast di The New Pope. Il nome della rockstar, infatti, è  su un appunto scritto a mano. E fa un po'specie vederlo in quella stanza stracolma di abiti talari, uniformi di guardie svizzere papaline. Insomma una cosa tipo il diavolo e l'acqua santa. Con bonaria ironia Poggioli ci svela che i costumi delle suore grigie che stanno intorno al Papa, sono state tutte create in laboratorio perché quelle che si trovano nei negozi del Vaticano hanno gonne troppo corte e Sorrentino desiderava suore più classiche e vicine all'iconografia tradizionale. Anche per quanto riguarda gli abiti, i numeri di The New Pope sono da Kolossal: 4.500 costumi, 1.100 paia di scarpe, 300 croci preziose per cardinali e vescovi, 200 croci per suore, frati, ordini religiosi, 350 anelli preziosi per cardinali, vescovi, 450 papaline e cappelli, 12.000 grucce appendiabiti, 4 ricamatrici, 120.000 pietre usate per i ricami sui piviali papali, 200 bozzetti disegnati, 12.000 metri di tessuto utilizzati. Per non parlare della ricchezza e della sontuosità degli abiti sfoggiati dai due papi della serie.  Per Jude Law, ovvero Papa Pio XIII sono stati creati un abito borghese realizzato da Armani, 2 paia di scarpe realizzate da Louboutin, 4 talari bianchi semplici con accessori realizzati dalla sartoria clericale di Ety Cicioni, 4 talari bianchi con importanti ricami realizzati dalla ditta Cesarin, un mantello rosso con ricamo realizzato sempre dalla ditta Cesarini, un cappotto di cashmere, diversi cappelli lavorati con materiali preziosi e rari, 3 piviali completamente ricamati con pietre preziose Swarovski e cordoni pregiati e antichi, cuciti con fili d’oro e realizzati da personale interno altamente specializzato (hanno lavorato ai piviali 4 persone per 3 mesi), 3 mitrie preziose ricamate a mano, una casula raffigurante figure funebri realizzata con stoffa Rubelli completamente ricamata con fili d’oro, una mozzetta in velluto rosso con il bordo di ermellino, una mozzetta di raso rosso, una stola del pontificato ricamata e dipinta a mano dove sono raffigurati gli Apostoli, una casula verde in seta con stola ricamata con cordoni e pietre preziose, una casula bianca in seta con ricca stola, un talare con taglio seicentesco, realizzato con stoffa antica in avorio laminata con circa 100 piccoli bottoni realizzati a mano, un accappatoio con stemma papale ricamato a mano, una tuta da ginnastica in cashmere, 2 Pigiami, un paio di pantofole in velluto rosso con ricamo a mano di una croce sulla tomaia, 3 paia di guanti con croci ricamate a mano, un triregno realizzato dalla ditta Pieroni, 2 croci Papali (realizzati dalla ditta Jewel House), 10 anelli papali (realizzati da Jewel House)

E anche il personaggio di John Malkovich non è da meno. Parliamo di 20 completi realizzati dalla ditta Cesare Attolini. Le scarpe per gli abiti borghesi sono Church’s. Le Vestaglie realizzate utilizzando stoffe di varie ditte come la Rubelli, che utilizza ancora antichi telai. Altre pregiate stoffe sono state recuperate tra le più famose aziende di Como. I cappelli sono stati realizzati dall’antica ditta Pieroni e una parte gentilmente sponsorizzati da Borsalino. I guanti sono della ditta Merolla. Per quanto concerne, invece i vestiti clericali sono stati realizzati dalla sartoria Ety Cicioni con scarpe realizzate da Louboutin. Gioielli, anelli, croci e accessori vari sono stati realizzati dalla ditta Jewel House.

The New Pope: Le parole di Paolo Sorrentino

In una Cappella Sistina ricostruita alla perfezione, Paolo Sorrentino ci racconta quello che può su The New Pope con la consueta ironia e con la volontà comprensibile di non svelare troppo.

"La serie inizia dove era finita The Young Pope. Papa Pio XIII si è sentito male, è sospeso tra la vita e la morte In questa situazione di impasse il Vaticano, ovvero il cardinale Voiello, decide che va eletto un nuovo pontefice. La scelta ricade su un cardinale inglese interpretato da John Malkovich, una figura sui generis. Tuttavia Lenny è in coma e potrebbe svegliarsi da un momento all'altro. D'altronde ci sembrava eccessivamente costoso pagare Jude Law solo per farlo dormire per tutta la serie.  Io poi amo molto sviluppare i miei personaggi e con la tv non corro il rischio che mi dicano che il film è troppo lungo. Al limite che la serie è troppo corta. Per quanto concerne il carattere dei due Papi, quando abbiamo immaginato un Papa così reazionario e conservatore come quello interpretato da Jude Law sembrava una cosa anacronistica. Invece, visto quello che sta accadendo oggi, Pio XII sembra rappresentare l'umore del tempo che stiamo vivendo: certe forme di intransigenza hanno preso molto piede. Di contro il Papa interpretato da John Malkovich, che in apparenza parrebbe più in linea con la tradizione, professa qualcosa di moderno e al tempo stesso dimenticato: essere a favore del compromesso e contrario a ogni forma di estremismo. Comunque al netto delle tante brutture e contraddizioni del Vaticano, quello che mi piace è che uno dei pochi luoghi dove ancora si pensa prima di parlare”

The New Pope: Le parole di Jude Law

“Grazie al talento di Paolo Sorrentino ho potuto far evolvere il mio personaggio così pieno di contraddizioni. Mi piace che in questa nuova stagione non venga ripercorsa la stessa strada ma che ci si avventuri in nuovi territori. Io poi sono sempre contento di lavorare in Italia perché la mia carriera è inizia con una tournée teatrale nel vostro Paese. Per cui attraverso la mia partecipazione a The New Pope ho ridefinito e compreso meglio il mio rapporto con l'Italia”

The New Pope: Le parole di John Malkovich

“Ero un fan della prima serie, quindi è stato fantastico entrare nel mondo di The New Pope creato da Paolo Sorrentino: premetto che non sono un esperto di questioni religiose e non sono neanche cattolico, per cui per qualcuno può risultare sconvolgente che io venga eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo III.  Detto questo sono rimasto molto affascinato dal Vaticano e dalle sue dinamiche. La serie poi è così ricca di tante linee narrative”

The New Pope: Le parole di Silvio Orlando

“Il mio personaggio porta un elemento di concretezza all'interno della serie, e anche di ineleganza. In fondo nella Chiesa convivono la bellezza di capolavori assoluti come la Cappella Sistina e la realtà di figure sgraziate come quella del cardinale Voiello. lavorare con Paolo Sorrentino è come un viaggio in cui smetti di essere un turista per diventare un viaggiatore. Tutti i giorni hai una sorpresa, non sempre piacevole (lo dice ridendo). E’ come stare appesi su una roccia a strapiombo e ti viene da pensare perché non sono a Ischia alle Terme. A parte gli scherzi, terminate le riprese inizierò una tournee teatrale. Per quanto concerne la reazione del Vaticano rispetto al mio personaggio, in linea generale c’è stata indifferenza anche perché non volevano fare pubblicità gratuita. A parte l'arcivescovo Charles Scicluna che è un fan della serie”.

The New Pope: la parola a Javier Camara

“Per un attore spagnolo lavorare a Cinecittà con attori così straordinari e interpretare un ruolo che ti porta all'interno del Vaticano è un’esperienza fantastica. Tanti miei amici in Spagna mi invidiano amichevolmente per la fortuna che ho di lavorare con un talento straordinario come Paolo Sorrentino così attento ai dettagli, con un cast come questo, in un luogo come questo, il teatro 5 di cinecittà dove ha lavorato Federico Fellini che per Paolo è sempre stato una fonte di ispirazione. Mi viene quasi da commuovermi. Come mi è successo ieri quando ha assistito a una scena in cui recitavano John Malkovich e Jude Law insieme a 800 persone tra comparse e attori. E sono contento che in The New Pope ci sia la presenza anche di una società di produzione spagnola”