Dolcenera compie 45 anni, le sue 10 canzoni da (ri)ascoltare

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Nata il 16 maggio del 1977, la cantante salentina ha raggiunto il successo nel 2003 fra le Nuove Proposte di Sanremo con il brano "Siamo tutti là fuori". Poi ha esplorato stili e generi diversi, mixando il pop con suoni elettronici e contaminando gli strumenti classici, cantando d’amore ma anche delle difficoltà dei giovani, della voglia di libertà e della bellezza di una vita che non si ferma mai

Era il 2003 quando una giovane Dolcenera trionfava fra le Nuove Proposte di Sanremo con la canzone Siamo tutti là fuori. Oggi, quasi 20 anni dopo, l’artista salentina - all’anagrafe Emanuela Trane - spegne 45 candeline: nata a Galatina il 16 maggio del 1977, nel corso della sua carriera ai successi musicali ha poi affiancato lavori da attrice e conduttrice televisiva. In attesa del nuovo album, previsto per l'autunno 2022, ecco le sue 10 canzoni da riascoltare (o scoprire).

Siamo tutti là fuori (2003)

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Presentata per la prima volta al Festival di Sanremo 2003 nella categoria Nuove proposte - poi vinta da Dolcenera - la canzone è un mix fra folk pop e ritmi della pizzica salentina, in cui convivono rock e pianoforte. Il testo racconta della voglia di leggerezza e di evasione di una generazione giovane, che è alla ricerca di qualcosa in un sabato sera alla fine di una settimana di lavoro: Siamo tutti là fuori / In attesa di vivere un sogno incredibile / Diamo l'anima in ogni storia / Sempre in cerca di nuove emozioni da vivere.

Mai più noi due (2005)

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È stato il singolo radiofonico di lancio dell’album Un mondo perfetto e il brano con cui Dolcenera, nel 2005, ha vinto Music Farm 2. È un lento, guidato dal pianoforte, con un testo autobiografico che racconta la fine di un amore e il miscuglio di emozioni che la accompagnano. Una canzone che la stessa Dolcenera ha definito “terapeutica”.

Com'è straordinaria la vita (2006)

Presentato al Festival di Sanremo 2006, il brano ha conquistato il secondo posto nella categoria Donne e il quinto nella classifica generale. Dopo alcune polemiche per la presenza di una parolaccia nel testo, la cantante decise - solo per la kermesse - di modificarlo, per evitare che non venisse data la giusta attenzione al significato della canzone: Com'è straordinaria la vita / Che un giorno ti senti come in un sogno / E poi ti ritrovi all'inferno / Com'è straordinaria la vita / Che non si ferma mai, sì, non si ferma mai.

Il mio amore unico (2009)

Anche Il mio amore unico ha fatto il suo debutto a Sanremo, nel 2009: è il primo singolo estratto dall'album Dolcenera nel Paese delle Meraviglie e fa parte della colonna sonora del film Amore 14 di Federico Moccia. La canzone, con sonorità pop-rock elettroniche, parla di un triangolo amoroso con protagonista un uomo che assomiglia a Kurt Cobain.

Il sole di domenica (2011)

Il sole di domenica mescola un sound pop-rock a elementi di musica elettronica, ed è stata scritta da Dolcenera con la collaborazione di Finaz della Bandabardò. Presentando l’album che contiene il brano, Evoluzione della specie, l’artista ha spiegato che la canzone “è un invito alla presa di coscienza della personalità, un invito al dovere morale di esprimerla, anche se questo può far crollare la pace interiore che a fatica ci siamo costruiti”.

Ci vediamo a casa (2012)

Nel 2012 Dolcenera torna a Sanremo con Ci vediamo a casa, un brano che racconta l’incertezza e la precarietà che hanno colpito i giovani con la crisi economica iniziata nel 2008. Un testo in cui il concetto di casa, o meglio il non riuscire ad averne una, diventa il fulcro e si intreccia con l’amore: “La casa è il simbolo, il presupposto per costruire una vita insieme - ha spiegato Dolcenera - è il senso di appartenenza, il rifugio, in un sistema che invece sembra non poter dare possibilità di avere certezze, di fare progetti”. La canzone è anche la colonna sonora dell’omonimo film di Maurizio Ponzi.

Niente al mondo (2014)

È il primo singolo estratto dal sesto album in studio di Dolcenera, Le stelle non tremano. Un ritmo che mescola tamburi e rullanti della marching band alla modernità della batteria elettronica, a servizio di una melodia sostenuta da archi e fiati. “Avrei voluto scrivere una canzone sulla speranza contro il senso di precarietà e di disgregazione - ha raccontato Dolcenera - Ho iniziato a documentarmi, e chiunque mi ritrovassi a leggere, da Pasolini a Monicelli, considerava con disprezzo la ‘passività’ della speranza, quell’aspettarsi qualcosa che non arriverà mai se non viene cercato e conquistato, ed esaltava, invece, il senso ‘dinamico’ del sogno che stimola a provare a cambiare la propria vita. Il sogno lo ritenevo troppo fanciullesco! Ma poi, come una bambina, istintivamente, è venuta fuori una canzone sul sogno”.

Fantastica (2015)

Lo sai che quando penso a te / Le stelle no non tremano / Ma brillano di più / Lo sai che quando penso a te / Qualsiasi cosa è per me / Ogni cosa è così fantastica. Per questa canzone Dolcenera sceglie un genere che va dalla dance al pop, e contamina strumenti classici con suoni dei synth, inseriti in una struttura dance. E racconta di quelle persone che ci insegnano ad affrontare la vita con il sorriso: “Grazie ad una persona alla quale ho voluto tanto bene, continuo ad imparare ogni giorno che la vita va presa con un sorriso - ha spiegato Dolcenera parlando del brano - Un sorriso cambia, non solo le visioni delle cose che ci accadono intorno, ma anche i punti di vista sui sentimenti più crudeli che proviamo, come la rabbia e la paura”.

Ora o mai più (le cose cambiano) (2016)

Per questo brano, presentato al Festival di Sanremo del 2016, torna la collaborazione fra Dolcenera e Finaz della Bandabardò. L’artista canta di un amore arrivato a una situazione di stallo, di abitudine, che richiede una scossa e una decisione per cambiare le cose: ora o mai più.

Più forte (2019)

E parla di amore anche Più forte, canzone di Dolcenera che contamina il pop con diversi generi musicali: c’è un pianoforte suonato con accompagnamento cubano, dei synth, ma anche fiati e percussioni. “È una canzone d'amore, che è sempre la più difficile da scrivere perché tanto se ne è scritto - ha raccontato Dolcenera - L'amore inteso in senso assoluto, un sentimento che non conosce generi, età o altre differenze. Per me è stata una rivelazione pensare che il dolore che proviamo, nascendo da una mancanza di amore, può solo essere vinto, non ci rende migliori come lo fa l'amore. Siamo più forti del dolore, ma soltanto l'amore è più forte di noi”.

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