Bob Dylan in concerto a Milano, la musica al centro. Smartphone sigillati
Musica ©Kika PressLunedì 2 novembre Bob Dylan si è esibito all’Unipol Dome di Milano per il primo dei tre appuntamenti italiani. Il cantautore statunitense ha stupito con un concerto memorabile. Nessun dialogo con il pubblico. Smartphone sigillati all'ingresso. Attesa per gli spettacoli del 5 novembre al Palazzo dello Sport di Roma e del 7 novembre all’Unipol Arena di Bologna
Lunedì 2 novembre Bob Dylan si è esibito all’Unipol Dome di Milano per il primo dei tre appuntamenti italiani del suo Lights of Autumn Tour. Il cantautore statunitense ha regalato un’esperienza unica, resa ancora più indimenticabile dal divieto di utilizzare smartphone per filmare e fotografare. Un’ora e mezza di flusso musicale vissuto in religioso silenzio.
Bob Dylan, solo musica e nessuna parola
Alle 20:55 l'artista ha fatto il suo ingresso dando il via a uno show unico e irripetibile. Nessun maxischermo sul palco, come a voler arrivare all’osso della produzione artistica. Un viaggio onirico tra terre sconfinate in cui il country e il blues si sono mescolati l'un l'altro. Il cantautore ha deciso di stupire riarrangiando i brani per creare nuovi mondi sonori in grado di lasciare sbalorditi.
L’Unipol Dome, la nuova cattedrale milanese del live entertainment, ha registrato il sold out confermando il suo ruolo centrale nell’ospitare alcune delle più grandi stelle di fama italiana e internazionale. Il pubblico, senza distrazioni, ha assistito a quasi due ore di spettacolo ad alto tasso emozionale. Nell’era della condivisione e dell’engagement social, il cantautore ha vietato l'utilizzo degli smartphone, facendoli sigillare in apposite custodie all’ingresso. Uno spettacolo accessibile soltanto ai presenti, chiamati a immergersi completamente nell’evento.
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Come un prisma di cristallo che emana infinite proiezioni di luce, l'artista ha metabolizzato le frequenze del tempo scomponendole in fasci di una produzione musicale sfaccettata, imprevedibile e in costante mutamento. Nessuna parola o commento durante la serata, ma un flusso continuo di musica. Rivoluzionario nella sua semplicità. In alcuni momenti il pubblico ha accompagnato l’esecuzione applaudendo a tempo. La scaletta è stata caratterizzata dall'assenza dei brani più iconici in favore di pezzi più recenti. Tra le esibizioni più sentite spicca quella sulle note della canzone I’ve Made Up My Mind To Give Myself To You, contenuta nell’album Rough and Rowdy Ways uscito nel 2020. In scaletta anche Tangled Up in Blue, traccia di apertura di Blood on the Tracks.
Sul palco il cantautore è apparso ermetico, con un cappuccio nero tirato su. Chiuso nella sua arte e lontano dagli spettatori, ma allo stesso tempo così vicino a tutti. Il palco si è trasformato nel centro di un'esperienza collettiva in cui l’artista, all’anagrafe Robert Allen Zimmerman, ha officiato un rituale laico dispensando i suoi versi con grande solennità. Uno spettacolo a cui assistere almeno una volta nella vita.
Oltre sei decenni di carriera monumetale, numerose vittorie ai Grammy Awards e una statuetta per la Miglior canzone originale alla 73esima edizione degli Academy Awards, nel corso degli anni Bob Dylan ha influenzato profondamente la cultura globale. Dopo la tappa all'Unipol Dome di Milano, il cantautore statunitense sarà protagonista di altri due appuntamenti live in Italia: giovedì 5 novembre al Palazzo dello Sport di Roma e sabato 7 novembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, a Bologna.