No Borders Music Festival, il fondatore Tognoni: "Nel 2027 sogno Florence e Nick Cave"
Musica Foto di Simone Di LucaSi è conclusa la 31ma edizione del No Borders Music Festival: tra i protagonisti dei concerti ai Laghi di Fusine quest’anno spiccano Tom Smith, Elvis Costello, LP e Manu Chao. Internazionalità e sostenibilità sono due elementi chiave di una realtà che, negli anni, è diventata una certezza per il Tarvisiano e non solo: abbiamo incontrato il fondatore Claudio Tognoni, con cui abbiamo fatto un bilancio dell’edizione 2026 e parlato anche dei prossimi anni, soprattutto degli artisti che sogna di portare. L’intervista
“Questa edizione è stata importante, sia per quanto riguarda la partecipazione del pubblico – con una platea italiana ma anche da Slovenia, Austria, Germania – sia per la presenza di artisti che hanno creato momenti magici nei luoghi del Festival. Al No Borders si vive un’esperienza completa: non c’è solo il concerto, ma anche il viaggio che ti porta nei luoghi della musica, la natura e molto altro ancora. Anche quest’anno siamo soddisfatti di quello che abbiamo creato e vissuto tutti insieme”.
Claudio Tognoni, fondatore e cuore pulsante del No Borders Music Festival, racconta il valore dell’edizione di quest’anno: si è da poco concluso il concerto di Mannarino, a cui hanno partecipato tantissime persone, tanto da riempire l’area dei Laghi di Fusine. Famiglie, bambini, giovani e adulti: tutti insieme per ascoltare musica immersi dalla natura, la forza di questa realtà che, anno dopo anno, è diventato una certezza del Tarvisiano.
Gli obiettivi di ogni edizione
Chiediamo a Tognoni quali sono ora gli obiettivi per il 2027: “Quando cerco gli artisti penso sempre a non fare le stesse scelte dell’anno precedente, a chi non è mai venuto. Quindi l’idea è realizzare una lineup differente e ricca allo stesso tempo, affinché ogni edizione del Festival sia bella e arricchente ogni anno”.
Musica, sostenibilità e internazionalità
Musica e sostenibilità sono due elementi-chiave del No Borders: “Il pubblico abbraccia le caratteristiche e gli obiettivi della nostra realtà, ed è bello vedere tanta gente arrivare in bicicletta, a piedi. Il Festival accoglie tutti, non è un caso che il nome sia No Borders, ovvero una realtà senza confini. E la sostenibilità è un’altra caratteristica che racconta chi siamo, e chi vogliamo continuare ad essere”.
Un Festival internazionale, un altro elemento fondamentale del No Borders: “Superiamo costantemente una realtà di confine, che ci distingue. C’è un pubblico eterogeno e da più paesi europei che abbraccia i nostri artisti, anche gli italiani. Nella giornata di domenica ha suonato Mannarino: in tanti dalla Slovenia si sono interessati e hanno partecipato attivamente al concerto. Bellissimo”.
Il concerto per soli ciclisti e il Mystery Concert
Lo scorso anno il concerto solo per ciclisti, ovvero: per avere accesso all’area bisognava arrivare in bici. La regola era questa. Chiedo a Tognoni se intende ripetere l’esperienza: “Certo! Il concerto per soli ciclisti si rifarà, senza alcun dubbio. Nel 2025 è stata un’esperienza accolta molto bene, e credo sia importante ripeterla. Rifaremo presto anche il Mystery Concert, quindi un artista a sorpresa in cartellone: negli anni è stata una bella sfida, per il pubblico e anche per gli artisti, quindi credo ripeteremo presto”.
"Chi sogno per il 2027"
Ora, però, lo sguardo è già al 2026. Quali artista sogna Claudio Tognoni? “Beh, intanto ho già in mente alcuni Mystery molto interessanti, vedremo. Da tempo sogno di riuscire a portare Florence + The Machine, Nick Cave e Damon Albarn in versione solo piano”.