Concerto Primo Maggio, Delia spiega il cambio di testo di “Bella Ciao”

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All’indomani del Concerto del Primo Maggio, la cantante interviene sui social per chiarire la scelta di cantare “Bella Ciao” sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”. Parla di un messaggio frainteso, ribadisce la sua posizione contro chi toglie la vita ad altri esseri umani e richiama i conflitti in Ucraina, Iran e Gaza. Dalla piazza di San Giovanni, aggiunge di aver percepito affetto e partecipazione

l giorno dopo l’esibizione al Concerto del Primo Maggio, Delia affida ai social un messaggio per chiarire la scelta di modificare il testo di “Bella Ciao”. La cantante parla delle polemiche nate online e spiega il senso della sua decisione.
 

“Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso”, scrive. E aggiunge di avere una “posizione chiara contro chi si arroga il diritto di togliere la vita ad altri esseri umani, oggi e sempre”.

Il significato della parola cambiata

Nel post Delia distingue il valore delle parole. “Il partigiano era letteralmente un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato. ‘Essere umano’ era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli”.

Nonostante le critiche, la cantante sottolinea il clima in piazza. “A San Giovanni ho sentito tanto affetto e partecipazione”, scrive, riferendosi alla risposta del pubblico durante l’esibizione.

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Il riferimento ai conflitti in corso

Delia allarga poi la riflessione alle guerre attuali. “Mentre ci indigniamo per una parola cambiata, da oltre quattro anni in Ucraina muoiono civili che non hanno scelto di combattere”, afferma. Nel messaggio cita anche parole attribuite a Papa Leone, parlando di decisioni prese “da una cerchia ristretta di persone che giocano a fare i bulli”, spesso “guidate da interessi economici”.

La cantante richiama anche la situazione in Iran. “Da settimane vengono calpestati diritti fondamentali e migliaia di persone hanno già perso la vita”, scrive, aggiungendo che l’indignazione “troppo spesso non basta a farci reagire davvero”.

Gaza e il valore universale del canto

Nel post c’è un passaggio dedicato a Gaza. “Ci indigniamo per una parola cambiata mentre a Gaza sta avvenendo un vero e proprio genocidio”, afferma Delia.

La cantante rivendica infine il valore simbolico di “Bella Ciao”. “Se una canzone, ottant’anni fa, è stata simbolo di libertà, possiamo esserne fieri. E se oggi può ancora servire a stimolare una riflessione su ciò che accade nel mondo, allora ha senso cantarla”. Ricorda anche una sua esibizione a X Factor, legata ai Vespri siciliani, “un vero e proprio sterminio del mio popolo”. Conclude: “Ogni essere umano deve essere rispettato, a prescindere dalla sua origine, dal suo credo e dal suo ruolo sociale. Perché, prima di tutto e sopra tutto, siamo esseri umani”.

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