Monopolele Mediterranean Ukulele Fest, torna l'acclamato festival di ukulele di Monopoli
Musica Credits: Valerie Tristan
Il festival di ukulele premiato come migliore al mondo torna in Puglia dal 28 maggio al 1° giugno 2026, riportando nella città pugliese cinque giorni di concerti, incontri e performance dedicati all’ukulele. "Il pubblico, che viene da tutto il mondo, rimane estasiato da questa varietà e dall’energia positiva e vitalità che il Festival emana”, racconta a Sky TG24 Salvo McGraffio, uno dei due ideatori della kermesse
C’è un festival italiano che, in pochi anni, è riuscito a imporsi sulla scena internazionale fino a essere riconosciuto come il migliore al mondo nel suo ambito. È il Monopolele – Mediterranean Ukulele Fest, che dal 28 maggio al 1° giugno 2026 riporta a Monopoli cinque giorni di concerti, incontri e performance dedicati all’ukulele, trasformando la città pugliese in un punto di riferimento globale per appassionati e artisti.
Nato nel 2022 da un’idea di Mauro Minenna e Salvo McGraffio, l’evento ha ricevuto nel 2025 agli Ukies — considerati il riconoscimento più autorevole della comunità internazionale dello strumento — il premio della giuria come Best Festival mondiale. Un traguardo che certifica una crescita rapida e strutturata, capace di attirare pubblico da oltre venti Paesi e di generare un impatto concreto anche sul territorio.
A raccontare la filosofia alla base del progetto è uno dei due ideatori della kermesse, Salvo McGraffio, che racconta ai microfoni di SkyTG24: “La scelta della mediterraneità. L’apertura, il respiro. L’ukulele è uno strumento straordinario, versatile e musicale ma spesso si autocompiace del suo essere un po’ outsider, un po’ di nicchia, come si dice. Il Monopolele Festival, le scelte artistiche fatte, lo hanno ‘obbligato’ a uscire dalla sua zona di confort e dialogare con altri strumenti, musicisti di altro background, ne è uscito così un festival variopinto, ibrido, musicalmente ricco e coinvolgente. Il pubblico, che viene da tutto il mondo, rimane estasiato da questa varietà e dall’energia positiva e vitalità che il Festival emana”.
Un festival globale con numeri da record
Il Monopolele si distingue non solo per il prestigio artistico, ma anche per i numeri che lo accompagnano. Nelle ultime edizioni, circa due terzi degli spettatori sono arrivati dall’estero, con presenze registrate da Germania, Francia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Australia e altri Paesi. La permanenza media dei visitatori internazionali supera le cinque notti e l’85% dichiara l’intenzione di tornare.
A questi dati si aggiunge un impatto economico diretto superiore ai 100 mila euro per edizione, distribuito tra strutture ricettive, ristorazione e fornitori locali. Un risultato che rende il festival un esempio concreto di destagionalizzazione, in un periodo strategico alle porte dell’estate.
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Cinque giorni di musica tra centro storico e mare
Dal porto antico alle chiese, passando per chiostri e piazze, per l'eccezionale Monopolele Festival la città di Monopoli si trasforma in un palcoscenico diffuso.
Concerti, workshop e jam session si alternano per cinque giorni in una formula che mantiene gratuito l’accesso agli eventi principali, ampliando il pubblico e favorendo una partecipazione trasversale.
È proprio questa apertura a rappresentare uno dei tratti distintivi del festival, che negli anni ha costruito una comunità internazionale sempre più attiva, sia dal vivo sia online.
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Gli artisti in cartellone: da Daniel Ho a Erica Mou
Il cartellone 2026 riunisce alcuni dei nomi più rilevanti della scena internazionale. Tra questi spicca Daniel Ho, sei volte vincitore del Grammy Award, considerato una delle figure più autorevoli della tradizione hawaiana contemporanea.
Accanto a lui, Gaute Søderholm, primo musicista laureato in musica folk norvegese con l’ukulele come strumento principale, e la francese Jane For Tea, che mescola chanson e pop acustico.
Presenti anche il duo olandese Sage & Zaza, il britannico Arlo Anwin e il Paper Moon Trio, formazione slovacca al femminile che rilegge le armonie degli anni Venti e Trenta.
A completare il programma Four String Boy, la londinese Ukulele Ska Collective e Erica Mou, attesa per il gran finale in Piazza XX Settembre.
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L’incontro con il jazz e la dimensione sperimentale
Tra i momenti più attesi, la partecipazione del contrabbassista e compositore Paolo Damiani, figura centrale del jazz europeo. Nei concerti Sound Embraces, in programma tra sabato e lunedì, Damiani metterà in dialogo il contrabbasso con l’ukulele, dando vita a incontri musicali inediti.
Su questo spirito di dialogo tra linguaggi musicali interviene ancora Salvo McGraffio: “Ogni strumento musicale possiede un linguaggio, una cultura. È nel suo DNA cercare altri linguaggi con cui dialogare, mescolarsi, creare insieme. È questa la vocazione della musica più di altre arti, sicuramente più della politica. La forza di questo festival sta proprio nell’incontro. Ogni musicista non impone la sua cultura, il suo linguaggio, ma li mette semplicemente a disposizione. È straordinario, durante il Monopolele festival ascoltare geografie musicali da tutto il mondo, annusare aromi e spezie diverse miscelate armonicamente, gustare musica colma di sapori nuovi”.
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Giovani musicisti e scambio internazionale
Venerdì 29 maggio 2026, sul Sagrato della Cattedrale, circa cento giovani provenienti dagli istituti di Monopoli, Bari e Sulmona si esibiranno insieme all’orchestra giovanile cubana Son de Sol.
Un progetto che unisce formazione e scambio culturale e che tornerà anche nel concerto finale in Piazza XX Settembre.
Non mancano all’appello due grandi protagonisti: inclusione e partecipazione. Nel programma trova spazio anche “Specchi”, progetto ospitato nella Chiesa di Sant’Angelo che coinvolge ragazzi e adulti con disabilità insieme a Daniel Ho. Un’iniziativa che riflette l’impostazione del festival, orientata alla condivisione e all’accessibilità.
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Jam session e street performance
Tra le novità del 2026, quattro jam session notturne consecutive all’aperto, guidate da ensemble internazionali come la Ukulele Big Band di Ankara, Ukulele Tuesday di Dublino e un gruppo proveniente da Galway. Una formula definita dagli organizzatori “una rarità assoluta nel panorama mondiale di settore”.
Restano centrali anche le street performance, distribuite tra Largo Garibaldi, Piazza Garibaldi e Largo Castello: sei sessioni che trasformano il centro storico in un grande palcoscenico urbano, avvicinando artisti e pubblico.
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Una community che cresce anche online
Il successo del Monopolele si riflette anche sui social. In quattro anni si è consolidata una community internazionale attiva, con oltre 12 mila follower su Facebook e quasi un milione di visualizzazioni complessive per i reels pubblicati negli ultimi mesi. Il contenuto più visto ha superato le 643 mila views.
Si tratta di un vero e proprio caso italiano nel panorama musicale globale. Più che un semplice festival, il Monopolele rappresenta oggi un modello capace di unire musica, turismo e partecipazione. Il riconoscimento come miglior festival di ukulele al mondo e la crescente attenzione internazionale confermano il ruolo di Monopoli come crocevia culturale sempre più rilevante.
A chiudere la visione del progetto è ancora Salvo McGraffio: “Innanzitutto, l’ukulele ha bisogno di verità: per anni è stato considerato solo uno strumento esotico, quasi un giocattolo, il ‘chitarrino di Marylin Monroe’ quando è, al contrario, uno strumento che possiede una storia, un bagaglio tecnico e culturale incredibili. Il Festival mira anche a dimostrare questo. Nel mondo ci sono esecutori e virtuosi straordinari, quasi tutti passati dal nostro Festival, ci sono tecniche come il ‘triplet’, lo ‘split stroke’, il ‘clawhammer’ che suonati ad alto livello rivelano l’immensa portata musicale di questo strumento. Ma alla base di tutto c’è la voglia di celebrare la musica come linguaggio universale e aggregativo. Lavoreremo sempre in questa direzione. L’ukulele è una voce fantastica che deve unirsi alle voci di altri strumenti e creare, così, uno splendido coro”.