Lara Dei , album Lara Dei Chi? "Qui ho raccontato me stessa ora racconterò gli altri"
Musica
La giovane artista romana debutta con un disco senza compromessi che racconta del quotidiano lavoro per trovare il proprio posto nel mondo facendo della musica una professione. L'INTERVISTA
Lara Dei Chi? è il primo album di inediti di Lara Dei, un debutto che si presenta come un viaggio identitario e un atto di coraggio dove l’artista sceglie di mettersi al centro della propria storia e di cercare, senza compromessi, il proprio posto nel mondo. Il disco, prodotto insieme a Carlo Di Francesco con musiche firmate Stefano Crialesi, ospita dieci tracce che brano dopo brano restituiscono attraverso uno sguardo intimo e spiazzante l’ultimo anno di vita della cantautrice tra relazioni che mutano forma, ricerca di autenticità e necessità di raccontarsi senza filtri. Il progetto si apre con La musica non è un lavoro, brano-manifesto nato da una domanda ricorrente sulla sua identità artistica e che diventa l’occasione per rivendicare il diritto di esprimersi, nonostante giudizi, ostacoli e aspettative.
Ilaria partiamo dalla storia del tuo debut album e da un titolo, Lara Dei Chi? che forse ha un punto di interrogativo di troppo anche se c'è tanta ironia, Le dieci canzoni raccontano l'ultimo anno della tua vita, più o meno: chi era Lara Dei quando si chiamava Ilaria?
Questo album non mi aspettavo fosse figlio di un percorso di consapevolezza, quella che non hai da ragazzo. Avevo bisogno di ritrovarmi per capire dove andare, cosa fare e combinare. lo ho chiamato così perché all'alba dei 29 anni mi sono domandata, appunto, dove volessi andare. Rappresenta la confusione, la diversità delle canzoni è lo specchio di uno stato confusionale.
Ex insegna a come farsene una ragione di quando in amore le cose non vanno come si vorrebbe? Nella canzone non si sogna più e non ci si ama più?
E' l'incapacità di chiudere i rapporti, storie che si incrociano, un ex che non è mai tale e condiziona nel quotidiano e nell'affettività. E' un'ombra che crea un circuito in cui una persona frequenta un'altra ma restano lì sospesi proprio per via dell'ex. Racconto l'incapacità universale di vivere i rapporti.
Sempre restando a Ex: dopo quello che è successo hai smesso di mangiare panna e cioccolata? E anche pane e marmellata? Che rapporto hai con i dolci? C'è anche il gelato al pistacchio di Infezione.
Nulla è cambiato nel regime alimentare, li mangio ogni volta che lo desidero. Non ho imparato nulla anzi mangio più dolci.
E visto che citi Il Cielo in una Stanza un ricordo di Gino Paoli visto dalla tua generazione? Per altro anche in Dimmi per Favore c'è la vita in una stanza.
Nessuno dei due versi è casuale. Vengo dal cantautorato come sensibilità, un cantautorato vero e romantico, il verismo è nel letto quando vedi pieghe delle lenzuola, i dettagli, i capelli rimasti sulla federa. Non so se arriverò a questo tipo di descrizione. Vorrei essere ancora più autentica nelle sfumature di una relazione.
Infezione è un brano quasi crudele: sono più i quel che mi resta di te che hai tu chiusi in un cassetto o quelli che hanno gli altri di te?
Ci sono state tante relazioni non lo nego, il fascino del cantautore vale anche per le donne. Tante volte mi sono auto sabotata: se sono stata lasciata me lo sono meritata, ora so che arrivarci serena dipende da me.
L'incipit di La Musica Non è Un Lavoro sembra una favola: "vi racconto un segreto di qualche anno fa detto a bassa voce all’Università". Ha una sua poesia dolce la canzone.
E' quasi una ninna nanna di saluto per chiudere la giornata con un segreto o una storia mai detta. C'è stato qualcosa di difficile da dire ad alta voce per tanto tempo. Dissi alla mia amica Francesca a Giurisprudenza che volevo fare musica, mai prima lo avevo detto ad alta voce. Lei mi rispose: è cosa bellissima fallo se te lo senti.
Dove Vanno a Finire è una canzone sui sogni: dove vanno quando ci si sveglia, cosa fanno prima di dormire. Sei una sognatrice?
Sognare è una follia, nella nostra quotidianità tutto è sbagliato: le guerre, l'economia, il clima. Il sogno anche se controproducente lo vivi. Sogno troppo nella vita reale dunque quando dormo...dormo. I desideri hanno un posto dove vivono aspettando qualcosa che non arriva.
Ti capita spesso di arrabbiarti con te stessa per "le cose che avrei voluto dire"? Francesco Guccini parlava di "parole argute dette sempre troppo dopo".
Mi capita ma da persona buona per quanto non mi sono fatta rispettare. Poi arriva la super vendicatrice: mai fare un torto a me, per lo ricorderò per i secoli dei secoli.
Milano Paris è il ritratto dell'amore che non porta pensieri? Che fa solo bam bam o pam pam?
E' una fuga metropolitana dalla noia. Mi godo il weekend, è la spensieratezza fatta canzone.
All'inizio di Come le Star c'è un telefono che si rompe: visto che i cellulari sono i custodi e i testimoni delle nostre vite l'idea di perdere discorsi, foto porno e l'ultima chat ti inquieta o può essere un nuovo inizio?
E' una storia accaduta su un marciapiede della Nomentana, il telefono mi è caduto sull'unico spigolo e io sono impazzita, c'era tutta la mia storia. Ero anche arrabbiata, soffro nel sentirmi legata a un qualcosa di materiale, il ricordo deve restare in testa, cuore e mente non nel telefono. E' sofferenza e disperazione, vorrei essere più matura di così.
"Siamo come animali che ringhiano e si annusano": è così l'amore per la tua generazione? C'è la paura di impegnarsi?
Non mi sento di rappresentare la mia generazione. Per me non è mai stato facile entrare in una relazione e rimanerci per la velocità sociale nell'incontrare persone e alcune possono situazioni essere intergenerazionali. Da figlia di separati fatico a immaginare una storia infinita anche se la vorrei. Alla fine mi piace pensare a Lili e il Vagabondo.
Ho lasciato volutamente per ultima La Musica non è un Lavoro: intanto ti chiedo cosa dicono mamma e papà.
Sono sempre i fan numeri uno. La loro era una paura legata al mondo che frequento, è un mondo che non lascia superstiti, oggi gli do ragione. In modo affettuoso mi piace essere spensierata e sognatrice, sono ancora una adolescete. E' un ringraziamento a tutte le persone che mi hanno sostenuto.
Lara Dei Chi? oggi ha smesso di avere paura e di credere di avere sognato troppo in grande? Si sente più consapevole del suo valore artistico?
Il primo disco è sempre un passo difficile, che ci mette davanti a nuove sfide. Oggi ti dico che potevo fare meglio. Ora vorrei essere più a contatto con le persone con la mia musica, vorrei scrivere canzoni ancora più vicine alle persone uscendo dalla mia storia e cantando quelle degli altri. Ora so chi sono e so che posso essere di aiuto.
Che accadrà nelle prossime settimane?
Ora corro da sola, mi fa paura ma respiro la libertà di nuove contaminazioni, la voglia di collaborare con altri artisti. Vorrei fare un tour a domicilio dove racconto le storie che le persone mi inviano via mail. Scriverò brani su queste esperienze. Cerco l'autenticità nel raccontare gli altri.