Angelina Mango, concerto a Bologna: "Sul palco porto tanto di me e non importa se piango"
MusicaUn viaggio emotivo e artistico intenso lungo novanta minuti che porta nel cuore e nell'anima di una giovane donna che ha (ri)trovato l'abbraccio del suo pubblico. IL RACCONTO
Angelina si riprende il palco, la vita e l'amore. E lo fa partendo dal suo pubblico che la aspetta sul palco mentre lei appare, correndo, dalla platea e sfiora chi l'ha aspettata nella sua notte dell'anima, mentre sul palco una band di giovani, talentuosi musicisti, ci introduce in una versione distorta, quasi punk, di uno dei suoi brani iconici, La Noia. Non so se oggi abbia sconfitto in toto i suoi demoni, ma di certo si è tolta quella "corona di spine" che per un periodo le ha fatto sanguinare la vita. Nuovo look, ossia più street, nuovi sound (oltre La Noia, anche Melodrama e Che t'o dico a fa hanno un rinnovato vestito sonoro) e tanta gioia. La scenografia ricorda quella di un musical per la sua poliedricità: c'è lo specchio per guardarsi dentro, ci sono sedie sparpagliate, librerie e un letto a castello dove insieme a lei, invisibili ma palpabili, siedono i sentimenti che ha messo nella canzone Edmund e Lucy.
Nina canta nei Teatri è un viaggio con Angelina Mango lungo poco più di novanta minuti. L’EuropaAuditorium di Bologna è pieno. La voglia di abbracciare questa giovane donna, che fra pochi giorni, il prossimo 10 aprile, compirà 25 anni, è tanta. È una libellula instancabile: corre, salta, gira su se stessa come in un sabba. Armonicamente sale e scende, fonde e piacevolmente confonde, mostra complicità con i musicisti. Ci sono canzoni come La vita va presa a morsi, dove si avvita su se stessa in totale libertà, e Ioeio, che nell’incipit e nella chiusura la mostra a scrutare se stessa in uno specchio, trasmettendo la percezione che il corpo sia sul palco ma lei in un altrove. Il pubblico sembra capirlo e applausi e standing ovation seguono il ritmo dei suoi sentimenti. Si libera da Ioeio con Ci siamo persi, che, alla fine, la mostra seduta e assorta: dopo il confronto tra sé e la medesima di pochi attimi prima, ora la sua gente ha di fronte "una bambina con troppe storie da raccontare", tra acuti liberatori e un atteggiamento che mi ha ricordato Liza Minnelli nel finale di New York, New York. La scaletta è composta da ventiquattro canzoni e ha un suo sviluppo logico. Ognuna ha momenti caratterizzanti che le danno anima e cuore: Ti ricordi di me la canta sotto un cono di luce che rende l’esecuzione struggente; Melodrama con un foulard che sottolinea il dolore di certi versi ("Era bello il cortile, era bello soffrire con le spalle che scottano, abbracciami ancora"); Tutto è nell’aria è un testo potentissimo che termina da sdraiata al centro del palco; Mylove la dedica a Henna, una cantautrice sua amica che è presente sul palco, e con la quale, pochi istanti prima, ha duettato in cosicosicosicosì, brano dell’artista valtellinese. Nina canta nei Teatri si chiude con Caramé, che è anche il titolo del suo ultimo album. Né più noia né tanto meno ennui per Angelina, che saluta il pubblico dell’EuropaAuditorium con queste parole: "Sul palco porterò sempre tantissimo di me e se questo significa piangere allora piangerò tantissimo".