Patrick Bruel formalmente incriminato per violenza sessuale evita detenzione preventiva

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Il noto cantante e attore francese è stato rilasciato dal tribunale di Nanterre e posto sotto sorveglianza giudiziaria dopo le accuse di violenza sessuale. L’artista è coinvolto in diversi procedimenti e indagini ancora in corso

Il cantante e attore Patrick Bruel, coinvolto in diverse denunce da parte di donne che lo accusano di violenza sessuale, è stato rilasciato dal tribunale di Nanterre e posto sotto sorveglianza giudiziaria, evitando così la custodia cautelare richiesta dall’accusa. A renderlo noto è stata la sua avvocatessa, Fanny Colin.

Le accuse

L’artista 67enne risulta formalmente incriminato in quattro procedimenti per violenze e molestie sessuali, mentre altri quattro casi sono ancora sotto esame, ha precisato il legale senza entrare nei dettagli. Per un ulteriore episodio indicato dall’accusa, è invece intervenuta la prescrizione, ha aggiunto l’avvocatessa. La sua principale accusatrice, Daniela Eltsner, CEO di Unifrance (l’organizzazione che si occupa della promozione del cinema francese all’estero), nel 1997 ad Acapulco, in Messico, avrebbe subito un tentativo di stupro da parte dell’attore del film Una storia dei nostri giorni. Si aggiungono anche le denunce di una giornalista culturale per un tentato stupro che sarebbe avvenuto nel 2000 a Monaco, di una dipendente dell’etichetta discografica di Bruel per due presunti episodi di violenza sessuale che sarebbero avvenuti nel 2002 e nel 2003, e di una donna per un altro presunto stupro che sarebbe avvenuto nel 2012 a un festival cinematografico a Dinard, in Bretagna. Non verrà invece esaminata la denuncia per stupro presentata all’inizio di maggio dalla conduttrice televisiva Flavie Flament, che ha accusato Bruel di averla violentata a Parigi nel 1991, quando lei aveva 16 anni. In un’intervista trasmessa su Mediapart, Flament aveva descritto “un vuoto, un black-out totale” dopo aver bevuto un tè a casa dell’artista. Non verranno inoltre trattate altre denunce già note alla procura di Nanterre, rispettivamente quelle presentate nel 2019 nell’ambito del caso “massaggiatrici” (poi archiviato nel 2020) e quella per stupro e violenza sessuale presentata nel 2015 da Ophélie Fajfer, CEO di Unifrance, a L’Isle-sur-la-Sorgue (nonostante l’archiviazione nel 2022, l’indagine sul caso è stata tuttavia riaperta). 

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