Aldo Cazzullo contro la canzone di Sal Da Vinci: le reazioni social

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Il giornalista e scrttore  ha definito "Per sempre sì" un brano adatto a "un matrimonio della camorra" o simile alle parodie di Checco Zalone

La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 con Per sempre sì continua a far discutere. A riaccendere il dibattito è stato il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, che nella sua rubrica di posta con i lettori ha espresso un giudizio molto critico sul brano vincitore.

Le parole di Cazzullo

La polemica nasce dalla risposta del giornalista a un lettore che gli chiedeva chiarimenti sul suo giudizio negativo sulla canzone. Nel suo intervento, Cazzullo ha citato Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno come esempio di brano popolare capace di rappresentare un momento storico del Paese, sottolineando come, a suo parere, la canzone vincitrice dell’edizione 2026 non possieda lo stesso valore simbolico.

Nel passaggio più discusso del suo intervento, il giornalista ha utilizzato un paragone che ha suscitato diverse reazioni, accostando Per sempre sì alla possibile colonna sonora di un matrimonio della camorra o, in alternativa, a brani parodistici nello stile di Checco Zalone. Cazzullo ha precisato di non avere nulla contro l’artista, estendendo invece la sua riflessione a una considerazione più ampia sull’attuale panorama culturale e musicale italiano.

Nel suo commento ha inoltre citato altri artisti del sud d'Italia presenti al festival, come Samurai Jay e Serena Brancale, indicando le loro proposte come musicalmente più interessanti.

La reazione dei social e di Napoli

Le parole di Cazzullo hanno generato un ampio dibattito sui social network. Molti utenti hanno difeso Sal Da Vinci, sottolineando il grande successo popolare della canzone e la sua diffusione radiofonica.

Il riferimento alla camorra è stato il punto che ha suscitato le reazioni più forti. Alcuni utenti hanno interpretato l’accostamento come uno stereotipo nei confronti del Sud Italia, mentre altri hanno difeso il diritto del giornalista a esprimere una valutazione critica sul brano.

Tra le risposte più commentate c’è quella dello scrittore Maurizio De Giovanni, che sui social ha ironicamente chiesto a quanti matrimoni di camorristi il giornalista avesse partecipato per poter fare un simile paragone.

 

Tra le voci più autorevoli in risposta a Cazzullo c'è quella dello scrittore Maurizio De Giovanni, che ha posto una domanda semplice ma tagliente: a quanti matrimoni di camorristi avrebbe partecipato il giornalista, per poter descrivere con tale sicurezza le loro colonne sonore?

Il confronto in televisione

La discussione è arrivata anche in televisione, durante la trasmissione La Volta Buona su Rai 1. La conduttrice Caterina Balivo ha espresso il proprio sostegno al cantante napoletano, criticando l’accostamento fatto dal giornalista.

In collegamento, Cazzullo ha ribadito il proprio giudizio artistico sulla canzone, precisando al tempo stesso di apprezzare profondamente la tradizione musicale napoletana e citando artisti come Pino Daniele, Edoardo Bennato e Renzo Arbore.

Durante la trasmissione è intervenuto anche Guillermo Mariotto, che ha inserito la vicenda in una riflessione più ampia sul rapporto tra il festival e gli artisti napoletani, citando anche il caso di Geolier.

Il successo del brano

Nel frattempo, Per sempre sì continua a registrare risultati importanti. Il brano è tra i più ascoltati dell’edizione 2026 sulle piattaforme di streaming e, secondo i dati Spotify, è tra le canzoni del festival più ascoltate anche all’estero.

L’11 marzo Sal Da Vinci riceverà inoltre la Medaglia della Città di Napoli, che sarà consegnata dal sindaco Gaetano Manfredi.

Il cantante, intanto, ha scelto di non intervenire direttamente nella polemica. 

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