Rossana De Pace, l'album Diatomee: "Ci salverà la condivisione dei sentimenti"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

L'artista pugliese in undici canzoni racconta il valore di essere parte di qualcosa di più grande e di sapere prendere posizione, nel rispetto delle opinioni altrui. L'INTERVISTA

Rossana De Pace ci racconta il suo mondo interiore attraverso l'album Diatomee, che prende il titolo dalle microalghe antichissime che, trasportate dal vento dal deserto del Ciad fino all’Amazzonia, rendono possibile la vita in ecosistemi lontanissimi tra loro: un movimento invisibile ma essenziale, che diventa metafora di interconnessione, cooperazione e comunità. Partendo da questa ispirazione, il disco registrato in quattro luoghi diversi (Val Pellice, Lunigiana, Torino e colli parmensi) racconta il valore dell’essere parte di qualcosa di più grande. Attraverso la cattura degli impulsi elettrici delle piante con PlantsPlay, trasformati in bordoni eterei, synth pulsanti e archi vibranti negli arrangiamenti, l’album mette in scena individui che, come particelle in viaggio, si contaminano attraversando luoghi, relazioni ed esperienze diverse: un invito a riconoscere che siamo luminosi quando siamo insieme e che anche il più piccolo gesto o movimento può avere un impatto enorme, se inserito in una rete più ampia. L'artista pugliese sarà al Festival di Sanremo  (GUARDA LO SPECIALE SANREMO - LE NOSTRE PAGELLE DOPO I PRE ASCOLTI) protagonista di alcuni appuntamenti che esulano dalla gara ma che, anno dopo anno, offronto palchi ad artisti, emergenti e non, che, come Rossana De Pace, con la loro musica raccontano l'umanità

Rossana raccontami la storia di Diatomee: come è nato, come ci hai lavorato e perché il titolo è dedicato a un'alga unicellulare produttrice di ossigeno?

L'alga ha ispirato il disco sotto diversi punti di vista essendo un progetto nato in viaggio in quattro residenze diverse, ho viaggiato come le diatomee per cercare me stessa dopo un anno durante il quale mi sono messa in discussione e trascorrendo del tempo in comunità. Le diatomee oltre a interconnessione tra le cose per me sono collettività perché quando sono in tante si vedono brillare e significa se siamo in tanti a lottare possiamo fare luce. Le alghe hanno influenzato i contenuti e la musica, essendo un disco vegetale poiché ci sono frequenze di piante trasmesse in suono e campionamenti sonori dei luoghi dove sono stata.

 

L'album è viaggio ma anche cosmo: ti senti un'eretica a raccontare questi due concetti nell'era del massimo individualismo?

Se per questo posso risultare eretica ben venga, bisogna scappare dall'individualismo, è periodo che ci si vede divisi e ciò mi spaventa: tutte le cose più belle della mia vita e della mia carriera sono state fatte insieme. E' il concetto più importante da portare avanti, siamo tempestati da cattive notizie e siamo impotenti di fronte a quello che accade nel mondo. E' salvifica la condivisione dei sentimenti.

 

Apri l'album con Vorrei che Fosse Voglio che è il manifesto dell'album: contiene viaggio, radici e desideri. Ma trasmette anche un senso di irrequietezza intellettuale: ti senti una giovane donna irrequieta? Per altro in Bambola cerchi l'inquietudine.

Sono irrequieta perché faccio musica. Ma forse è la curiosità di volere capire cosa mi succede in relazione agli altri e al mondo, è la ricerca di una mia ricerca di verità. Qui metto a terra le convinzioni e mi metto in dubbio in un percorso di decostruzione.

 

"Desiderare meno e incominciare": è una metafora per invitare l'uomo a spogliarsi delle sovrastrutture sociali ed essere più in pace con se stesso?

Sì ma anche per capire quali sono i desideri veri e quelli indotti. Siamo sempre in corsa verso qualcosa che non sappiamo. In primis capiamo cosa desideriamo e non lamentiamoci. Proviamo a cercare l'essenziale che ci fa stare bene e poi ci lavoriamo.

 

A proposito non di sovrastrutture ma di obblighi sociali: chi oggi può la salvare la Brava Bambina?

Nella canzone non la salvo, la ammazzo quella parte di me. La ho scritta di pancia ed ero arrabbiata con questa bambina che si è presa tanto di me: dover sempre piacere, accondiscendere, non fare torti e dunque si va contro se stessi. Per come sono fatta io per arrivare a sciogliere un nodo devo andare dalla parte opposta per trovare un equilibrio: dunque la brava bambina prima la ammazzo poi ci faccio pace per giungere all'accettazione e alla gestione di quella parte di sé.

 

In Ci Terrà Uniti il Mare è forte il concetto di nostos: e in questa ricerca costante del buon vento la rotta per ascoltare il buon mare che abbiamo dentro?

Se guardiamo all'amor proprio è così ma io la ho dedicata a una persona ben definita e infatti parla all'amor proprio altrui. Se non amiamo abbastanza chi vogliamo bene è difficile credere all'amore, è una canzone senza filtri. Il messaggio è: se sarai capace di vedere la bella persona che sei sarò pronta ad accoglierti.

 

Come sta oggi la tua parte razionale che si chiama Rosaria? Come stanno i tuoi occhi gonfi? Stai facendo pace con rimorsi e rimpianti?

Rosaria è sempre in forma, ogni tanto la devo bendare e metterla in cantina insieme alla brava bambina, sono due alter ego miei prepotenti. Nel disco la ho visualizzata e ci ho fatto pace, poi ci aggiungo che mi preserva e mi permette di fare questo lavoro, di gestire le emozioni, insomma ci ho fatto amicizia dopo la prepotenza iniziale anche perché ora so quando farla tacere.

 

Padre Madre è una canzone potentissima: cosa c'è in te delle braccia che non si sanno aprire di tuo padre e della mani sacre che portano sollievo di tua madre?

C'è tutto. Il lavoro che sto facendo è tutto nella canzone, è esserne consapevoli e poi fare il passetto in più: l'affettività che non è spontanea farla, a volte bisogna farla uscire allenando le braccia. Io punto a fare un passetto in più rispetto a quello che ha fatto mio padre. Avere due genitori è una fortuna perché uno arriva dove non arriva l'altro. Io porto con me la loro somma e ci aggiungo il mio essere.

 

Come Noi Adesso mi ha trasmesso una sensazione di inadeguatezza affettiva che porta però a un compromesso di "un universo diverso": l'amore, in tutte le sue forme, è in primis un pianeta interiore?

Lo è però ognuno ha il proprio universo. Nella canzone ragiono che per entrare in contatto con l'universo dell'altro senza perdersi ce ne vorrebbe uno nuovo, un terzo, con parti di entrambi. L'amore in noi è un universo ma ne serve un terzo come casa comune senza perdere troppi pezzi individuali.

 

Citi, in Magna Grecia, Orfeo che si dice sapesse incantare gli animali e che la sua musica arrivasse all'anima dei morti: è una figura che ti affascina?

Certo, per la dedizione e la passione per la musica e poi perché aveva una musa ispiratrice e una passione che lo mantiene vita. E' bellissimo il rimanere in vita grazie a una grandissima passione.

 

"Ho preso una decisione mi voglio schierare": che sia nel tuo essere bene o nel tuo essere male, il coraggio di schierarsi è il grande latitante di questo periodo storico?

Assolutamente sì ed è il motivo per cui ho scritto la canzone che citi. Ho notato tanta neutralità trai colleghi, tipo io ci vado lì a suonare anche se non condivido il contesto. La posizione deve esserci, certamente non divisiva ma è doveroso chiedersi da che parte si vuole stare. Non pretendo coerenza, si può cambiare idea: credo nello spirito critico delle domande che ci poniamo ogni giorno. Per me schierarmi è avere una mia idea e comunque ascoltare e rispettare quelle altrui.

 

Alla fine possiamo dire che tra i tanti "quello" che citi in Alternativa oggi ti senti on time in assoluto e non solo "nell'emisfero opposto", nel dark side of the soul?

Adesso sono più in orario rispetto a un mio mondo precedente perché questa canzone parla di una me del passato inadeguata perché seguiva un modo di vivere che non la rappresentava credendo che fosse l'unico. Ora so che andando al mio passo sarò sempre in tempo.

 

La prossima settimana avrai alcuni appuntamenti a Sanremo, poi ci saranno altri concerti: la tua missione ora è raccontare Diatomee dal vivo o tornerai in studio?

Devo assolutamente suonare questo disco poiché il live è per me catartico. Nella scrittura ci entro dentro, ci sono le emozioni che talvolta mi appesantiscono mentre il live è una catarsi collettiva. Ci saranno sette date in primavera e poi un tour estivo e a fine anno inizierò a lavorare su cose nuove. Vorrei tornare per un po' nella mia Puglia per fare un nuovo tipo di ricerca. A proposito di on time questo è il primo primo anno che posso affrontare con lungimiranza e non ragionare di settimana in settimana

 

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