Raye in concerto a Bologna, oltre due ore di musica offerta a rate
Musica
La Popstar londinese ha portato il show a Bologna, uno spettacolo molto parlato che frammentava troppo la scaletta togliendo fluidità al viaggio emotivo. Il prossimo 27 marzo uscirà il suo nuovo album. COMMENTO e RECENSIONE
La Popstar di Tooting, area sud di Londra, riempie l'Unipol Arena di Bologna con uno spettacolo che è improprio definire concerto. Raye, che proprio pochi giorni fa ha annunciato l'uscita del nuovo album (This Music May Contain Hope) il prossimo 27 marzo, un popstar globale che può permettersi oltre venti persone sul palco al suo fianco, tra musicisti, coriste, quartetto d'archi, fiati e comparse, per oltre due ore ha incantato i fan con uno spettacolo surreale: il balance tra la musica e il parlato è inopportunamente troppo equo. Il suo parlare, parlare e parlare non ha permesso al live di prendere continuità, la musica era costantemente interrotta da monologhi per lo più introduttivi della canzone in arrivo. E ci aggiungo che essendo i suoi speech in inglese molta parte del pubblico non riusciva a comprendere, restando fortemente penalizzata e subendo ancora di più i vuoti tra un brano e l'altro. Quello di Raye è stato un po' concerto, un po' sproloquio e un po' flirtare con i fan, alcuni dei quali (per fortuna pochi), colta la sensibilità dell'artista, hanno cominciato a usare le luci dei telefonini per attirare l'attenzione, costringendo Raye a stoppare la sua interpretazione poiché credeva, come è convenzionalmente riconosciuto, che ci fosse qualcuno vittima di un malore. Infine una osservazione sulla scaletta: una partenza forte, la super hit Where is My Husband! è arrivata subito e poi una flessione per risollevarsi sul finale; comprendendo che per lo spettacolo per la sua struttura non è modificabile ogni sera, forse una alternanza più equa tra hit e good song avrebbe reso più digeribili i comizi tra un pezzo e l'altro.
LIVE STILE MUSICAL, CON TROPPO PARLATO A TOGLIERE IL RITMO
Raye diva in pelliccia, flashata da migliaia di cellulari e con una scenografica nuvola sopra di lei appare sul palco dell'Unipol Arena puntualissima alle ore 20.45 e l'inizio è romanzesco, con lei moderna (anche nel look, taglio di capelli in primis) Marlene Dietrich, poi appaiono quattro violinisti e piove polvere di stelle su di lei: l'intro si intitola The Girl under The Gray Cloud. All'improvviso si accende di rosso il palco e il colpo d'occhio è pazzesco, quando si disvela la superband: sul palco oltre venti elementi. Raye indossa un abito rosso luccicante e lo stesso è per le coriste, una uniformità di abiti altamente democratica. I Will Overcome e la famosissima Where is my Husband! aprono lo spettacolo poi si scivola in un’altra epoca Skin & Bones. Beware the South London Lover Boy è accolto da un cielo nero e un uomo mascherato che compare a spot, poi si torna a colori con l’amante di Londra sud che non si mostra. Sullo schermo si alternano cromatismi e linee, comunque c'è tanto di bianco e nero o seppiate. Zigzagando tra la scaletta ecco The winner women con la nebbia sintetica che ha un qualcosa di spettrale ritmato dal primo violino che è sul proscenio. Il pubblico le canta "sei bellissima" che lei trasforma in un momento parodistico e intanto il palco si trasforma in un locale d'altri tempi con tanti tavolini e sedie, ovviamente rossi, sui quali prendono posto gli orchestrali. Creano così il Raye’s Jazz Club. E' il momento in cui è più netta la percezione che c'è troppo parlato che smorza il ritmo nonostante quando lei accende la voce sappia fare volare. Ice Cream Man lo esegue da sola al piano. Click Clack Symphony è introdotta a passo di marcia e su video cerchi ipnotici e meccanismi d’orologio. Secrets c'è il momento scatenamento annunciato da Raye che diventa Rave. Termina con Escapism la serata surreale di Lady Raye.