Rox Mere, la deejay creativa: "Col format Bakery Beats faccio ballare anche al pomeriggio"
Musica
La giovane deejay pugliese ha recuperato e reso moderna una formula che funzionava negli anni Sessanta e Settanta, quando nelle balere e in certe discoteche si ballava anche al pomeriggio. All'epoca era una opportunità ghiotta per gli adolescenti che dovevano andare a nanna dopo Carosello, oggi sono soprattutto gli adulti che trascinati dal suo ritmo ne abbracciano l'idea e la ricerca di un linguaggio comune. L'INTERVISTA
La deejay pugliese Rox Mere sta cambiando non solo le regole ma anche gli orari del deejaing col suo format Bakery Beats che porta la gente a ballare al pomeriggio. Un recupero di una abitudine degli anni Sessanta e Settanta in chiave contemporanea ed emozionale: all'epoca, soprattutto nelle balere, si danzava anche al pomeriggio. Rox Mere lo descrive come come uno spazio prima ancora che un evento, come un luogo mentale dove la musica diventa un linguaggio comune. Ma ovviamente pure di notte la sua consolle è attiva: e la gente fluttua libera seguendo i suoi ritmi per ore.
Rox quando per a prima volta ti sei messa a una consolle?
Non ne ho una ufficiale, sono sempre appassionata di musica grazie a mio fratello che ha vissuto il mondo del clubbing. Da piccola mi hanno regalato chitarra ma non c'era la cultura di farmi fare un corso e dunque ho imparato da autodidatta ma è finita lì. Poi ci sono stati l'università, il lavoro ma dopo un viaggio in Brasile ho percepito una connessione particolare con la musica, ho visto due ragazze deejay trasmettere una potente energia e ho capito di avere qualcosa in comune con loro. Rientrata in Italia ho iniziato a studiare musica e poi cercare persone che facessero musica e contatti per entrare in quel mondo.
Come è partita l'avventura?
Prima il pc, poi la consolle quindi le feste degli amici per un anno e mezzo. Nell'estate 2025 mi contatta un lido del Salento he mi ha trovato sui social, gli ho dato la mia disponibilità e quell'evento è stato una vetrina importante che mi ha pure introdotto nel mondo della produzione musicale. Grazie alla musica e alla biciletta ho riscoperto me stessa e a sentire sensazione ed energie mai percepite prima: di quel brio viscerale non posso più farne a meno.
Oggi nel deejng si lavora molto per decenni: ce ne è uno che ti affascina particolarmente e perché?
Gli anni Settanta e Ottanta per la tipologia dei suoni e l'intensità dei testi, non solo in ambito House ma anche Pop. Sono nata nei Novanta e ti dico che ho un corpo datato 1997 ma la tesa è in quei due decenni.
Musica è libertà: quale è il tuo concetto di libertà in un'epoca in cui la libertà ci viene quotidianamente sottratta?
Per me la musica è libera espressione, grazie alla musica puoi farti sentire e il solo ascoltarla è libertà. E' un concetto che mi tocca tanto. Prima di scoprire musica e sport non mi sentivo libera in toto.
Musica è anche condivisione: resta una forma di condivisione nella stagione del super ego?
E' inclusione e condivisione e grazie a questo mio ideale ho pensato a un format di soft clubbing inclusivo per gli artisti che fanno fatica a entrare nei vari format, per fare avvicinare le persone a questo mondo e fare vivere di giorno questa atmosfera: si chiama Bakery Beats.
Sono ancora poche le donne deejay ma la curiosità cresce: ti senti parte di una piccola rivoluzione?
Sì ce ne sono poche rispetto agli uomini ma stanno aumentando e alcune sono importanti a livello mondiale. Nel mio piccolo voglio essere motivo di ispirazione. Più ispirazione che rivoluzione.
Il deejay che è diventato popstar fa bene alla categoria o toglie libertà visto che subentrano le major?
C'è chi è improntato sull'identità, ad esempio Chris Stussy che è esploso ultimamente è una popstar con talento.
Che rapporto hai con i social? Se capita sai gestire gli hater?
Ho un rapporto bellissimo da sempre con i social, ho sempre comunicato tutte le mie passioni, ho raccolto tante soddisfazioni soprattutto da donne su quello che trasmettevo. Gli hater sono pochissimi e li lascio lì, ognuno ha il suo punto di vista.
Oggi si parla spesso di uptempo: come lo spiegheresti a un adolescente? E credi sia un concetto abusato?
Bisogna gestire i bpm, ogni genere ha il suo range. Bisogna studiare le radici della musica e così ne conosci il significato "ambientale".
Parlami dei tuoi brani originali: quanti ne hai? Come li crei? L'ispirazione arriva improvvisa?
A breve rilascerò una traccia minimal deep tech con un dj producer col quale collaboro bene. Sto lavorando anche ad altre ma ora punto a brani solo miei.
Sai cucinare? quale è il tuo piatto forte?
So cucinare avendo genitori siciliani e pugliesi. Le lasagne bianche con la salsiccia e il formaggio al tartufo.
Sei istintiva o razionale?
Istintiva. E impulsiva.
Quale è il capo di abbigliamento cui non sai dire di no?
Le scarpe, in particolare le sneaker.
Vacanze è mare o montagna? E hai un luogo del cuore?
Più mare e la spiaggia del cuore è a Campomarino di Maruggio.
L'ultimo libro che hai letto e che ti ha emozionato?
Tiziano Terzani, Un Indovino mi Disse.
La sera sul divano davanti alla tv: film o serie tv? E un titolo iconico?
Serie assolutamente e Breaking Bad senza dubbio.
Se avessi la macchina del tempo chi vorresti essere e dove vorresti tornare?
Negli anni Ottanta. Vorrei essere per un giorno Whitney Houston o Donna Summer.
La tua vita è un film a colori o in bianco e nero? Nel senso ti senti in debito o in credito con la vita?
In credito. Oggi ho una vita a colori ma lo dico a bassa voce.
Il tuo rapporto con lo sport?
La bicletta da strada ma anche la mountain bike se capita.
Raccontami una tua serata da deejay.
Da divertirsi. I mie set di soft clubbing possono durare ore, la gente mi chiede di continuare.
Che accadrà in questi primi mesi del 2026?
La mia idea è espandere il format Bakery Beats a livello nazionale, accrescere la magia di un pomeriggio trascorso a divertirsi col soft clubbling. Ma sarò anche deejay della notte!