Tutti Fenomeni, l'album Lunedì: "Per durare nel tempo bisogna essere essenziali"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

L'artista romano è capace di guardare con lucidità il contemporaneo sottolineandone le storture, le debolezze e le contraddizioni con cinismo mordace e ironia pungente. L'INTERVISTA

Lunedì segna il ritorno, dopo tre anni di silenzio di Tutti Fenomeni, al secolo Giorgio Quarzo Guarascio, e arriva dopo due album (Merce Funebre e Privilegio Raro) diventati dei piccoli grandi culti della scena musicale indipendente. Anticipato dai singoli Piazzale degli EroiLa ragazza di Vittorio e Vanagloria, l’album è prodotto da Giorgio Poi, che lo ha anche suonato e registrato. Un sodalizio artistico sorprendente, capace di coniugare due mondi in apparenza distanti ma che si ritrovano vicini e complementari, plasmando una cifra espressiva peculiare e potente. Rispetto ai lavori precedenti, Lunedì ha un sound più morbido e chiaro, più ricco, luminoso e arioso, a tratti orchestrale a tratti rarefatto. Una cornice sonora più vicina alla tradizionale forma canzone, che si discosta dal mondo più dichiaratamente rap delle origini, pur senza mai rinnegarlo, muovendosi verso paesaggi musicali immediati ma raffinati, a tratti cinematografici.

Giorgio il tuo album Lunedì, oltre al valore testuale, ci porta verso un mondo più cantautorale, più poetico: come ci hai lavorato e come hai preso consapevolezza di questa migrazioni stilistica?

Volevo stupirmi di me stesso, mi sembrava di avere riempito il contenitore del puro stupore linguistico e ho cercato l'essenzialità: eleganza è anche sottrarre. Per durare nel tempo bisogna essere essenziali, la musica non deve infastidire: magari sei fastidioso per mergere ma per restare occorre rispettare dolcezza ed emozione. Ho lavorato molto sulle melodie.

 

Ora che il disco è pronto oltre alla tua arte e alla complicità di Giorgio Poi possiamo inserire nei crediti quel Dio che ti ha tolto la paura del vuoto? Magari anche creativo?

Nei crediti sì senza essere mitomane o blasfemo. Il tema dell'ispirazione è sempre dominante ed essere sempre originali e difficile.

 

Che rapporto hai con la Fede?

Ho un personal Jesus, credo che crescere sia avvicinarsi a una idea di  io e redenzione, con la caducità del tempo trovi sempre la Fede anche se è un po' da vigliacchi. Dio arriva attraverso le sue manifestazioni letterarie e musicali, non ho ancora cercato spiritualità forte.

 

Lunedì è un titolo orfano di una canzone eponima: perché hai scelto lui per incorniciare le tue dieci storie in forma di musica?

Il titolo incornicia, dici bene, e nasce proprio con quell'esigenza. E' il giorno in cui ti illudi di cambiare, rifai il letto, c'è una presa di responsabilità, compresa la dittatura della routine. Un rigido schema a trent'anni va affrontato e il lunedì è un inizio.

 

Sei tra quelli che credono che l'amore esiste oppure l'amore, e non solo per la ragazza di Vittorio o Vittorio stesso, è più un falso ideologico?

L'amore è mortificato e può mortificare ma esiste e per essere vero devi vedere tutta la bellezza e la bruttezza dell'altro. Non è solo la paura di perdere.

 

"Sesso sotto un albero aspettando Godot" è il ritratto di una generazione che cerca il piacere facendo sexting?

Anche.

 

Il sugo quando viene Natale lo fai meglio tu o Francesco De Gregori?

Mio papà è calabrese, abbiamo una casa in Sila, territorio famoso per i porcini. Meglio io di lui, lui però fa meglio altre cose.

 

"L'amicizia uomo donna è possibile. Sono curioso di sapere se dura": oggi hai una risposta? 

E' come il comunismo: funziona solo in teoria.

 

Mao è la canzone della nostalgia: possiamo considerarla una canzone di formazione? Un po' alla Stand by Me, il film tratto dal romanzo di Stephen King?

Quella canzone mi fa pensare al periodo degli scout ed è proprio di formazione: quelle strimpellate di chitarra erano il motivo per fare musica intercettando canzoni semi-cattoliche anche se poi slitto su altri temi. Il senso nostalgico è nella melodia.

 

"Io t'ho amato sempre non t'ho amato mai" è una citazione di Fabrizio De André: condividete la confusione amorosa? Per altro in Piazzale degli Eroi dici anche "potevo amarti molto di più è vero ma potevo amarti anche molto meno".

Nella vita cercherò di non esserlo, è lo strascico di non volere diventare adulti. Quel sentirsi incastrati...io cerco di sfuggire al lazo. C'è il tema della perdita e del non volere essere definito e definibile: poi giunge il rimpianto.

 

In una serata a due è meglio cacio e pepe o la carbonara per trasformarla in un lungo momento immorale?

Qui c'è un sottotesto: la carbonara se la mangi intera è immorale, quindi propongo la divisione in tre come fosse un antipasto.

 

Come hai costruito La Felicità del Cane, tra Freud, Carmelo Bene, morte dell'Eros, tempo che ritorna, nasi sporchi di cocaina e la maestra Claudia?

Un fan mi ha scritto che poteva essere nata sulle montagne del Tibet o sotto le coperte alle tre di mattina. E in effetti nasce in una notte d'insonnia sotto le coperte ed è recitata dal figlio di mia sorella che si chiama Noe. La abbiamo fatta a tempo col metronomo e lui ha detto che avrebbe esasperato la maestra, altro che Freud, quando pronunciava la parola cocaina. Comunque andando oltre Freud, i problemi sono altri

 

"Mi sono fatto vecchio amandoti parecchio": dire questa frase a una donna è una promessa per la vita o una assicurazione sulla vita che allontana Villa Arzilla?

La ho scritta pensando a una persona che non è più nella tua vita ma che rincontri e rimane nell'ospizio del rimpianto, insomma vai a Villa Arzilla col magone.

 

Un altro tema che affronti spesso è quello dell'età, del diventare vecchi: hai paura del tempo che passa? Dici ancora che noia la giovinezza oppure stai cambiando prospettiva?

Mi sento attraversato dalle frasi che dico e che qui esorcizzo non comportandomi ancora da adulto. Seguo l'estetica e il momento della frase ma non mi sento calcificato da adulto e non capisco quando mi fa male. La giovinezza adolescenziale mi manca nei luoghi e nel motorino ma non mi manca essere quello di quei tempi là. 

 

Infine se Love is the Answer possiamo dire Bob Dylan di smettere di cercare una risposta nel vento?

E' il mio brano preferito dell'album. Ho flirtato con la parodia di una canzone d'amore.

 

Che accadrà nelle prossime settimane?

Ho annunciato le prime date, Roma e il Miami Festival a Milano, poi faremo un bel tour estivo. Dopo tre anni voglio misurarmi con me stesso e ammetto che ho un po' di ansia. Vorrei essere apprezzato ai live da chi non mi conosce.

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