Lei, l'album Attraverso: "Sono una inquieta che cerca la salvezza nella musica"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Il disco della cantautrice calabrese, selezionato tra i migliori indie-emergenti del 2025, è la fotografia di una trasformazione, di uno specchio che restituisce i frammenti di una coscienza in movimento. L'INTERVISTA

Attraverso è l'intenso progetto discografico della cantautrice calabrese Lei, all'anagrafe Luona Fusaro. Sette canzoni che rappresentano un viaggio catartico dentro e fuori di sé, un passaggio dal buio alla luce, dalla caduta al volo. Scritto a partire dalla fine, da un momento di ritrovata felicità, il disco si interroga sul senso della rinascita, della fragilità e dell'identità personale e collettiva. Registrato in studio con la produzione di Nicola Brugnami e la post-produzione di Fabio Arciglione, che ha curato anche mix e master, Attraverso ha preso forma con l’urgenza e l’essenzialità di una registrazione live, senza sovrastrutture. La voce e la scrittura di Lei si fanno materia viva: ogni traccia è un passo di un percorso emotivo e maturo, narrato con intensità ma senza artifici. L’album è la fotografia di una trasformazione, uno specchio che restituisce i frammenti di una coscienza in movimento.

 

Luana partiamo dalla storia Attraverso, un titolo che trasmette movimento eppure l'incipit è Dama di Pietra che invece racconta l'immobilità. Come nasce il viaggio?

Anticipato da due brani che non sono nel disco e si intitolano La Caduta di Lucifero e Uh Ah Ah. Sono partita nel racconto dalla parte più profonda dell'inferno e quella damma sono io. 

 

Sempre in Dama di Pietra parli di vivere negli inferi. In passato hai pubblicato La caduta di Lucifero: ti piacerebbe essere parte dell'Inferno dantesco? Hai un girone che ti attira?

In quale non lo so con precisione ma credo in quello dei golosi o anche degli iracondi visto che sono irascibile, sono entrambi due miei difetti. Dante mi ha ispirato in qualche modo e mi ci sono avvicinata con cautela: comunque l'inferno di Dante scenario suggestivo per tutti in più io sono attratta dalle immagini forti, ne sono innamorata.

 

Tra i significati che la Treccani dà, etimologicamente, al verbo attraversare, dunque ad Attraverso, ci sono sperimentare e, in forma riflessiva, porsi di traverso, contrastare. In quale stagione della vita sei? Quella che sperimenta o che fa diga per tutelarsi?

Sono quella che sperimenta, da tempo sono in ricerca e lo sono in generale, compresa quella emotiva essendo costantemente in cerca di parti di me. In contrasto ci sono stata, entrare nell'età adulta significa superare il fattore adolescenza e introdursi nel mondo adulto.

 

Ti senti una moderna Persefone? Lei stava sei mesi nell'Ade, nell'inferno, e sei mesi sulla terra per farla rifiorire con "i miei respiri di gemme": quindi una giovane donna tra tormento ed estasi?

Credo che dipenda dalla fase della vita in cui mi trovo. Ora sono tranquilla ma vivo continue inquietudini per natura e trovo facilmente la crisi nel mio incessante cercare. La musica è la salvezza perché tiro fuori quello che ho dentro. Comunque mi definisco inquieta. 

 

Restando nel tuo passato La Prima Notte Felice è un titolo ingannevole perché parla di disincanto: "quel passato che ora mi divora" lo hai esorcizzato?

Decisamente. Sono un'altra persona grazie alla crescita che permette di vedere le situazioni in modo diverso. Oggi sono altre le cose che mi divorano avendo un'altra maturità e un'altra consapevolezza. Ho imparare a dialogare tramite la terapia-musica ed è diventato un modo per capirmi: scrivo per comprendermi, per capire il mondo e gli altri.

 

Umanizzi l'ansia e lei si nasconde nella tua tasca, non ti abbandona. A questo si aggiunge una società che ci vuole sempre performanti. Ti senti figlia della tua generazione oppure ti senti prestata e confusa a questa epoca?

Ne sono inevitabilmente figlia anche se ci combatto quotidianamente. Sono figlia della prestazione anche se razionalmente cerco di evitarlo ma inconsciamente questo mi mette in difficoltà. Però oggi ho strategie per convivere con l'ansia.

 

Ritorna spesso nei testi il tema del ricordo: sei una persona di natura nostalgica? Oppure i ricordi li sai tenere a bada?

Tutti tendono a idealizzare il passato e i ricordi. In questo album ho scritto partendo dalla fine e guardando indietro, c'è stato un percorso di ritorno. Oggi i ricordi so gestirli.

 

"Ma che fighi i vestiti neanche li ricordavo": dando al verso un aspetto meno profondo, quale è il capo di abbigliamento cui non sai dire di no? E il tuo armadio è ordinato?

L'armadio è spesso ordinato e amo le giacche. Ma anche gli occhiali da sole, i jeans e gli anfibi.

 

La coppia vulnerabile e bellissima in alto mare che citi in Fragili Stupidi e Umani, al di là di quella solitudine figlia del fiume che ami, è il ritratto di una generazione che si ama sui social e non sa guardarsi negli occhi?

E' il ritratto di una generazione che non sa amarsi o dimentica di farlo. Abbiamo scordato che quello che conta è l'esserci in presenza, non il dare peso alle cose inconsistenti: è un monito ad attribuire il giusto valore al fatto che siamo vivi ed è la sola cosa che conta.

 

Se, come citi, "l'arte è una parola" credi che il mondo della musica sia popolato da millantatori? E siete in pochi "vestiti di coralli" come dici in Signora Musica?

Ne sono assolutamente convinta. Ci sono troppe persone che non ne sono innamorate o non lo hanno come obiettivo reale, molti ne cercano la superficie, ovvero la fama e i soldi tramite un linguaggio e tematiche lontani dalla complessità delle cose e così agendo accontentano le mode facili.

 

Icaro ha le ali di cera e le brucia in un folle volo oltre l'umano, Zefiro soffia da ponente e si dice sia quello che abbia riportato Ulisse a Itaca. Entrambi confondono, entrambi sono la confusione interiore dove trovare pace?

Il mio Icaro ha ali di steatite ed è la chiave di chiusura, è la mia liberazione in contrappeso alla caduta di Lucifero; ma c'è la contraddizione di un finale aperto, non c'è una chiusura emotiva. Mi concedo la possibilità di una futura crisi, in questo sta l'ambiguità. Zefiro mi porta a casa anche se questo non vuole dire essere risolti.

 

Nel tuo ultimo post del 2025 su Instagram hai scritto "musica, famiglia, libertà e rivoluzione": d'accordo sull'idea di musica, ma quali sono i tuoi concetti di famiglia, libertà e rivoluzione?

La famiglia è la mia colonna, sempre sarà con me e rappresenterà la mia grande forza sempre. La libertà è la fatica di una conquista, di ricavarsi uno spazio. Infine rivoluzione perché il 2025 è stato un anno cui ho chiesto tanto e spero che il 2026 mi dia di più. Ci aggiungo che già l'uscita di Attraverso, difficile emotivamente e come stesura, è una rivoluzione.

 

Possiamo dire che se il tuo album uscisse oggi si intitolerebbe "attraversato" perché hai raggiunto una nuova sponda dell'esistenza e sei pronta per una nuova rotta? Insomma "se questa è la storia ci passo attraverso"...e tu lo hai fatto.

Sì, ora ho già voglia di altro.

 

Che accadrà nei primi mesi di questo 2026?

Ci saranno dei live, inseguirò ogni possibilità consapevole di essere una artista indipendente e auto-prodotta. Voglio fare concerti con la mia musica, confido nella primavera; poi è in arrivo la versione in vinile di Attraverso e forse è già tempo di tornare in studio. Ho una nuova tour manager, Lidia Lorelli, cara amica, che con me insegue un sogno.

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