Deep Purple, annunciata una nuova data in Italia

Musica

Lo storico gruppo britannico hard rock inglese è atteso sabato 17 ottobre 2026 all'Unipol Forum di Assago (Milano). Una data, questa, che si aggiunge ai concerti di Pista ed Este

I Deep Purple hanno aggiunto una terza data alle tappe italiane del 2026. Già annunciati il 16 luglio a Pisa in Piazza dei Cavalieri (al Pisa Summer Knights) e il 17 luglio al Castello Carrarese di Este, saranno anche a Milano, all'Unipol Forum di Assago, il 17 ottobre.

Il concerto a Milano

Il concerto milanese dei Deep Purple sarà aperto dai Jayler, e non ci saranno posti in piedi: il pubblico potrà acquistare solo posti a sedere. Sul palco ci sarà Ian Gillan, insieme a Roger Glover, Ian Paice, Don Airey e a Simon McBride, new entry nel 2022 al posto di Steve Morse.

 

Fino alle 11:00 del 20 novembre è attiva la prevendita dei biglietti via Metalitalia.com.

La carriera dei Deep Purple

Formatisi a Londra nel 1968, i Deep Purple sono emersi inizialmente nell'ambito del rock psichedelico e progressivo, per poi virare verso un suono hard rock pionieristico con l’album Deep Purple in Rock del 1970. La line-up "Mark II" (Ian Gillan – Roger Glover – Ritchie Blackmore – Ian Paice – Jon Lord) ha registrato nel 1972 Machine Head, il cui riff immortale di Smoke on the Water ha segnato uno spartiacque per l’hard rock e il metal. Dopo uno scioglimento momentaneo nel 1976, la band si è riformata nel 1984 con la stessa Mark II, dando vita a Perfect Strangers e a una nuova era di tournée e album, con cambi di formazione che videro l’uscita di Blackmore e l’ingresso di Steve Morse nel 1994. Negli ultimi anni i Deep Purple hanno continuato a registrare e a esibirsi: il loro album =1 del 2024 è tornato in classifica nel Regno Unito, testimoniando che la band rimane viva e attiva nonostante gli oltre cinquanta anni di carriera.

I problemi di salute di Ian Gillan

I Deep Purple non accennano a fermarsi, nonostante i problemi di salute che avrebbero colpito il loro frontman, Ian Gillan. Secondo il sito Music News, che cita un'intervista (non ancora pubblicata ad Uncut), a Gillan sarebbe rimasto solo il 30% della vista. "Se non uso la visione periferica non riesco a vedere nulla sullo schermo, riesco a leggere le righe guardandole di traverso. Un modo lo si trova, ci si adatta, ma è molto faticoso. Ci vuole del tempo per fare qualunque cosa", avrebbe spiegato l'artista, senza drammatizzare la situazione. Anzi, scherzandoci sopra: "La vecchiaia è uno spasso. Si ride di continuo. Ok, a volte sì e a volte no (...) In realtà non è cambiato granché, a parte il fatto che non posso più fare il salto con l’asta".

 

Approfondimento

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