
La Prima Estate, secondo giorno con Bon Iver e Kings Of Convenience. FOTO
Il sogno di una notte di inizio estate, circondati da atmosfere delicate e avvolti da romantiche sfumature in musica, si celebra a La Prima Estate. Sono le melodie di Bon Iver, Kings of Convenience, Japanese Breakfast e Guinevere a portarci nei due mondi che William Shakespeare descriveva nella sua celebre commedia, “Sogno di una notte di mezza estate”: quello incantato, popolato da fate ed elfi, ma anche quello reale, tra artigiani e amori intricati. Il racconto del secondo giorno del Festival

Romanticismo, con sfumature indie e folk, è la parola che descrive al meglio la musica di Bon Iver, artista principale del secondo giorno a La Prima Estate. Fondato nel 2007 da Justin Vernon, “introspettivo e sensibile ragazzo di campagna” che tra i boschi del Winsconsin ha dato vita a uno dei progetti indie-folk di maggior successo degli ultimi anni, l’ensemble si chiama “Bon Iver”, storpiatura dal francese “Bon Hiver”, buon inverno

“Mi auguro che, al termine di questo concerto, possiate tornare a casa con tanto amore ed affetto”: è questo il messaggio che Vernon lascia al pubblico poco prima di terminare il concerto, circa un’ora e mezza di musica senza sosta in cui la band ha suonato i suoi principali successi, tra cui “Faith”, “Skinny love”, “Blood Bank” e “Beth/Rest”

Una band di successo amatissima in tutto il mondo, il cui primo album “For Emma, Forever Ago” nasce tra il 2006 e il 2007: isolato nei boschi del suo amato Wisconsin, Vernon inizia a scrivere nuove canzoni e a sperimentare con l’auto-tune e con il falsetto che lo renderà famoso

Il vero trampolino di lancio è di Kanye West. Dopo essersi innamorato di “Woods”, traccia di “Blood Bank”, il rapper contatta Vernon e lo chiama alle Hawaii per partecipare alla registrazione dell’album “My Beautiful Dark Twisted Fantasy”, dove presta la voce ad alcune tracce, tra cui “Monster” con Jay-Z e Nicki Minaj

Prima di Bon Iver, a La Prima Estate è tempo di Kings of Convenience. Il duo norvegese, composto da Erlend Øye e Eirik Glambæk Bøe, inizia il concerto rivolgendosi ai presenti dicendo, in perfetto italiano: “Bellissimo suonare in Italia ad un Festival come questo, così ben organizzato. Si sente che avete portato con voi felicità e buon umore”

Un concerto, come preannunciato dal duo, con canzoni del nuovo album “Peace or Love” uscito nel 2021, ma principalmente quelle dei dischi passati, tra cui “Misread” e “I’d rather dance with you”. Con loro, sul palco, due musicisti che rendono ancora più romantica l’atmosfera che si crea tra il palco e il pubblico (Davide Bertolini, oltre ad essere un bravissimo musicista, è anche il produttore di alcuni album dei Kings of Convenience”)

L’atmosfera che instaura nel live di questo straordinario duo è veramente speciale: il loro suono delicato accompagna tutti i presenti in un viaggio fantastico, capace di unire momenti di divertimento a istanti di morbidezza, quasi a voler accarezzare ogni persona del pubblico. Un concerto per tutti, senza distinzione di età: la bellezza della musica dei Kings of Convenience

Questi gli ultimi istanti del concerto dei Kings Of Convenience, di una bellezza a dir poco unica

Il secondo artista di questo secondo giorno è un ensemble che abbiamo conosciuto lo scorso anno al Festival di Coachella: Japanese Breakfast, gruppo nato nel 2013 dalla musicista coreano-americana Michelle Zauner. Nel 2022 hanno ricevuto una nomination ai Grammy Awards per il loro album “Jubilee”

Il loro suono ricorda moltissimo sonorità pop e indie, ma c’è anche molta ricerca e sperimentazione in questo progetto, molto apprezzato dal pubblico che, incuriosito e ammaliato dalla voce di Zauner, ha ascoltato con molta attenzione tutto il live del gruppo

Un'altra istantanea di Japanese Breakfast: l'ensemble ha terminato il suo concerto tra gli applausi del pubblico de La Prima Estate

Romantica, delicata, quasi sussurrante: la voce di Guinevere, nome d’arte di Ginevra Battaglia, rispecchia tutte queste caratteristiche. La si vede salire quasi in punta di piedi sul palco, in vista del primo concerto di questa giornata di festival. “Essere in Versilia, insieme a voi, è un’emozione fortissima. E, lo ammetto, dopo mesi a Milano, essere al mare è rigenerante” dice, sempre con molta delicatezza la giovane cantautrice milanese

Artista, cantante e cantautrice, Guinevere ha pubblicato lo scorso anno il suo primo EP, “Running in Circles”, coprodotto con Matteo Pavesi negli studi Fonoprint di Bologna. I suoni che porta nelle sue canzoni richiamano il new folk-rock, ma anche pop e musica classica, mélange perfetto che parte dal passato e guarda alla contemporaneità, tra analogico e digitale

Il secondo giorno di questo primo fine settimana del Festival è iniziato con l’incontro e il dialogo tra Michele Boroni e Taketo Gohara, produttore e musicista. Dopo questo talk, spazio al format “Meet the artists”, con un protagonista speciale, anzi un Maestro: Bassi Maestro

Con l’artista, Michele Boroni e Valentina Clemente hanno dialogato sull’evoluzione del rap e dell’hip-hop in Italia, guardato al passato e alla formazione del produttore e “ex rapper”, come ama definirsi Bassi Maestro. Ma anche alle collaborazioni passate (con Guè e Raf, solo per citarne alcune) e a quelle future, su cui Bassi non si è sbilanciato molto…ma ha detto che “è una vera leggenda”