Eurovision 2022, Diodato porta un messaggio di pace e amore con Fai Rumore

Musica

Fabrizio Basso

Il brano col quale vinse in Festival di Sanremo avrà una nuova veste. Intanto l'artista tarantino annucia nuova musica in preparazione e strizza l'occhio nuovamente al cinema. L'INTERVISTA

L'ora è giunta. Un momento atteso da due anni si realizza questa sera a Torino, in occasione della prima delle due semifinali dell'Eurovision (GUARDA LO SPECIALE). Antonio Diodato porterà sul palco Fai Rumore, che doveva partecipare in gara, avendo vinto il Festival di Sanremo, ma la pandemia mondiale ha fermato tutto. E dunque l'artista tarantino sarà presente come ospite.

 

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Antonio finalmente ci siamo. Sei felice?
Sono molto contento di essere qui, sono felice di partecipare a una delle manifestazioni più seguite al mondo. Felice di vivere un momento di così forte condivisione dopo questi anni di isolamento. Le sensazioni a Torino sono molto belle, c’è un clima di festa consapevole, è bello vedere tanti colori e gente entusiasta. Bello essere qui da ospiti, non sono competitivo e viverla serenamente mi fa piacere. E’ anche la chiusura di un cerchio dopo due anni con tutte le trasformazioni che ha vissuto la canzone. Qui si chiude un percorso ma con tutto l’amore che provo per questa canzone si va avanti.
Ti attende un grande abbraccio.
Vedere l'Eurovision Village è stata bellissimo, un momento di liberazione che fa bene all’anima. Ho visto tanta gente sotto un palco durante un dj set, che emozione.
Come vestirai Fai Rumore?
Sarà sempre lei ma volevo creare un viaggio, un racconto in quattro minuti. Appartiene a me ma anche a tanti, si parte da un momento di isolamento ma poi attraversiamo una umanità congelata che piano piano torna alla vita. Sarò circondato da bravissimi ballerini. Passaremo da un momento di freddezza a uno di calore e condivisione e sarà bellissimo farlo con un pubblico davanti. Questa canzone cantata davanti e con migliaia di persone cambia il suo vestito pur restando un canto di liberazione.

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La tua perfomance ha fatto innamorare tutti già durante le prove.
E' stata ideata e pensata da me con Irma Di Paola con la quale lavoro da anni. Poi qui ci siamo confrontati con tutti e trovati in completa armonia. All’Arena di Verona mai mi sono sentito solo, ero parte di un flusso di umanità, ero solo...solo fisicamente. A Eurovision volevo ci fosse uno storytelling nella performance e cercheremo di amplificarla al massimo.
Nuova musica in arrivo?
Sono in studio a registrare e sono contento delle cose che stanno venendo fuori. Non amo passare molto tempo in studio ma ora ho bisogno di isolarmi e mettere a frutto quello che ho vissuto negli ultimi due anni. Secondo me non ci sarà da attendere moltissimo. Ci sarà anche un tour europeo in autunno che mi rimette in connessione con tutto ciò che mi ha portato a fare musica, io nei live mi trasformo e poterlo condividere fuori dai nostri confini è un grande privilegio.
Danno per favoriti gli ucraini Kalush Orkestra: li hai ascoltati?
Ho visto la performance e ammetto che ci sono elementi interessanti seppur distanti dal mio mondo. C’è energia ma anche chiavi nel pezzo che possono affascinare. Mescola il folk col rap e con elementi melodici. Ti resta in mente pur non capendo ciò che dicono.
C'è bisogno di pace.
Questa è una festa consapevole, tutti stiamo condividendo un messaggio di pace. C’è una bellissima atmosfera.
Invece che pensi di Brividi di Mahmood e Blanco?

E’ un pezzo bellissimo, sono fan di entrambi, ci siamo incontrati e abbracciati prima delle prove. Sento in loro una bella tensione emotiva. Il brano ha avuto così successo che il rischio era di sottovalutare la situazione e invece li vedo concentrati e attenti. Ripetersi nelle vittorie non è facile ma quel che conta è che facciano una bella figura, sono tra i migliori.
Franca Modugno dice che sei l'erede di Domenico.
Io erede di Modugno secondo Franca? Che paragone! Per me è un punto di rferimento, mostrava anche una gioia fisica. Resto sempre incantato davanti ai suoi video, sapeva essere un grande attore con una verità che lo ha portato a essere amato nel mondo anche da chi non capiva cosa diceva. E' un punto di riferimento anche per scelte mie, come il volere continuare a cantare in italiano, almeno per ora. Fai Rumore ha una sua forza proprio perché cantata in questa lingua, ha creato un legame interiore profondo che ha costruito ponti con altri esseri umani. La concorrente armena, che ho incrociato nel backstage, mi ha cantato tutte le mie canzoni: così hai la sensazione di avere toccato la parte profonda di qualcun altro seppur non capisce le tue parole. Anche io ho ascoltato canzoni in inglese senza capirle e spesso ho capito che dentro c’era qualcosa di magico, che mi apparteneva. La musica è collegata a una ricerca umana che supera quello che viviamo tutti i giorni. Fai Rumore ha una vita sua che io seguo.

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Il Primo Maggio di Taranto è stato pazzesco.
Anche quella una sensazione bellissima, accendiamo l'attenzione su una situazione inaccettabile per una paese civile; gli artisti vengono tutti gratis. Vivi qualcosa di storico. E’ una realtà che si appoggia alla musica per lanciare messaggi. Vorremmo un mondo normale dove le logiche del profitto non vengono prima dell’essere umano e della natura. Sembrano banalità, lo so…ma no è così.
Ritieni di essere in debito con la fortuna?
Mi sento fortunato perché ho scoperto una grande passione che mi ha permesso di vivere questi ultimi due anni con una certa filosofia di vita. Ho scelto io questo lavoro e non do colpa a nessuno. La musica mi ha insegnato che nei momenti di difficoltà si apre uno spiraglio. Mi ritengo molto fortunato, sono felice di ciò che ho vissuto. Sarà che ho fatto una gavetta lunga, con notti nel letto a guardare il soffitto e farmi domande.
Ti sei tolto soddisfazioni anche col cinema.
E’ una grandissima passione, vorrei continuare a portare la mia musica nei film. In futuro non mi spiacerebbe provare a fare l’attore. Ma anche il regista. Ho studiato cinema ma per ora resta una grande passione. In una canzone c’è uno sguardo su una storia, su un vissuto, sulla società...è lo stesso che fa un regista.

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