Sanremo 2022, sarà un Festival per tutti tra memoria e futuro

Musica

Fabrizio Basso

Tutto è pronto per quello che è già stato ribattezzato come il Festival della ripartenza. Il conduttore e direttore artistico, che almeno la prima sera ritrova Fiorello, racconta e anticipa la sua terza volta all'Ariston. LA CONFERENZA STAMPA SULLA PRIMA SERATA

Rasserenato dall'arrivo del suo sodale Fiorello e dalla certezza di avere il teatro pieno, Amadeus apre il sipario su Sanremo 2022 (IL LIVE - I DETTAGLI DALLA CONFERENZA STAMPA DELLA PRIMA SERATA). Tranquillo, sereno, cosapevole di portare sul palco la contemporaneità della musica italiana si accinge a condurre il suo terzo Festival. Non ci saranno ospiti internazionali a causa della pandemia ma ci sarà comunque una città che torna a respirare musica dopo un 2021 blindato. Per tutelare la manifestazione l'Ariston si adegua ovviamente alle norme: capienza massima come avviene nei teatri nel rispetto delle regole sanitarie, e quindi accesso con green pass rafforzato e mascherina ffp2 obbligatoria.

Entrando nel merito del Festival Amadeus ha così risposto alle domande dei giornalisti.


Amadeus cosa accade in caso di concorrente positivo? 

Per i cantanti in gara che dovessero risultare positivi al Covid "vale il Lodo Irama". Questo significa che verrà mandata in onda la registrazione delle prove. Per questo (prova a sdrammatizzare, ndr) ho detto ai cantanti di pettinarsi perché quando Irama si è rivisto si è rammaricato che si sarebbe potuto acconciare meglio


Nessuno avrebbe scommesso sul ritorno di Fiorello: hai temuto che non venisse? Cosa vi siete detti?
Conosco Fiore da 35 anni, se 20 anni fa mi avessero detto che sarebbe stato tre volte a un eventuale mio Festival non ci avrei creduto, per altro neanche io pensavo di farne addirittura uno. Già nel secondo anno è stato eroico: per cinque sere si è speso anche sostituendosi a ospiti che per covid o paura non sono venuti. Già da agosto, in vacanza, l'ho stressato ma fino alla scorsa settimana credevo non sarebbe venuto e ho fatto preparare una sua sagoma. E’ stata una sorpresa vederlo qui, non mi ha detto che sarebbe venuto…sa che io amo l’imprevedibilità. E’ una persona generosa. Non so dirvi se ci sarà sempre, sarà di certo alla prima sarà sul palco.


In questo Paese non si trovano mai le persone che uniscono: saresti orgoglioso se qui si costruisse il futuro?
Questo è il luogo dove c’è maggior risonanza di tutto. L’Ariston deve portare non solo bella musica ma anche speranza e positività. Qui ognuno che sale sul palco porta qualcosa che fa bene a tutti.


Gli ospiti?
Li sveleremo strada facendo. Ma non ci sarà Claudio Baglioni. Tutto si concretizza negli ultimi 15 giorni. Posso aggungere che giovedì 3 febbraio ci sarà Cesare Cremonini.


Hai temuto che il protrarsi delle elezioni potesse incidere sul Festival?
Vedevo il bicchiere mezzo pieno, ero certo che entro il weekend sarebbe stato eletto.


Ti senti "un po’ Mattarella"? Sei al terzo mandato…
Lasciamolo stare, ha incarichi ben più importanti. Rispecchio il suo non arrendersi alle difficoltà, anche grosse. L’ostacolo va sempre superato.


Dopo il successo dei Maneskin, chi vincerà quest’anno avrà un impatto internazionale?
Non capitava una cosa così credo dai tempi di Domenico Modugno, auguro a chi vince di avere un successo mondiale, la musica italiana ha un valore internazionale. Ma ci tengo a sottolineare che il successo è dei cantanti, auguro il massimo della popolarità non solo a chi vince ma a chi partecipa. La storia del Festival insegna che non solo chi vince ha un futuro.


Condurresti l’Eurovision?
No perché da ragazzino non ho imparato bene le lingue. Mi tengo il mio Festival in italiano.


La presenza del pubblico in sala ti permette più improvvisazione?
Certo, senza pubblico è impossibile. Il pubblico dell’anno scorso per Fiorello sono stati gli orchestrali.


Come è il rapporto tra giovani e anziani, è un Festival intergenerazionale?
E’ fantastico, ognuno è felice che ci sia l’altro in gara. Sono tutte canzoni che rispecchiano le attualità musicali. Io le penso affinché restino in radio il più a lungo possibile.


Le tue compagne di viaggio?
Sono partito con l’idea di omaggiare cinque signore che vengono dal cinema e dal teatro, settori molto penalizzati negli ultimi due anni. Drusilla Foer la conoscevo, ho letto il libro, può essere una grande conferma. Ornella Muti è una donna iconica per il cinema. Lorena Cesarini è una giovane promessa che avrà un bel futuro. Maria Chiara Giannetta mi è piaciuta a pelle da quando è venuta ospite a I Soliti Ignoti. Sabrina Ferilli è una attrice, una donna fantastica e ironica che piace a tutti: la maniera migliore per chiudere.


Ci saranno artisti internazionali?
Purtroppo il covid e la paura di muoversi limita le presenze. Se non ci saranno è solo colpa della pandemia.


Se tu fossi positivo?
Non c’è un piano B, state qui con me dieci giorni finché non guarisco.

UN FESTIVAL PER TUTTI

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Stefano Colletta, direttore di Rai Uno: "C’è sempre grande emozione quando si parla di un lavoro che ci ha accompagnato per quasi un anno. Sono giunto a Rai Uno poco prima della pandemia e questo mi e ci ha dato tenacia. Lo scorso anno abbiamo gestito il Festival in una situazione più drammatica, non che ora lo sia meno ma conosciamo meglio il virus. Dobbiamo gestire i dettagli secondo un protocollo molto serio ma c’è emozione per consegnare alla platea televisiva cinque serate. Potrei partecipare a un quiz su Sanremo perché ci sono cresciuto e dico che le scelte di Amadeus nel triennio sono state fantastiche e stavolta raggiunge una maturità davvero significativa, nei testi e nelle musiche: c’è la massima espressione del Festival. Questa volta è davvero per tutti. Lo scorso anno siamo andati verso una scelta coraggiosa, mai avremmo immaginato il successo dei Maneskin. Quest’anno nei brani ascoltiamo la voglia di innamorarsi, di stare insieme, di leggerezza e di incontrarci: le canzoni raccontano i nostri bisogni primari e segneranno questo tempo difficile. Proponiamo cinque serate di evasione. Guardando le prove mi emozionava vedere insieme vecchie e nuove glorie, lo stare insieme durante le cover, ci sono memoria e futuro. Apprezzo che ci siano tre giovani in gara con i big e il loro talent è alla stregua di tutti gli altri in gara quindi per loro un in bocca al lupo speciale seppur senza favoritismi. Quando ho visto arrivare Fiorello ho ritrovato il senso bello dell’imprevedibilità. Il mio mantra è il Festival per tutti ancora più che gli altri anni. Troverete leggerezza e provocazione. Ci saranno cinque donne che porteranno un registro nuovo che mancava da tempo qui".

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Il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri: "Sono felice per i segnali di ripresa. Ringrazio Amadeus per quanto ha fatto. Quello del 2020 è stato il più partecipato, tra palco e città. Purtroppo la pandemia non ci ha permesso di proseguire su quella strada. Quello del 2021 è stato il Festival delle restrizioni e bravo ancora Amadeus. Questo è il Festival della gioia e della ripartenza: vaccino e green pass sono i nostri alleati che ci permettono di attivare Casa Sanremo, Casa Siae e altre realtà collaterali. Finalmente hotel sold out, bar e ristoranti aperti e aperto anche il Casinò. Ma vigileremo sul rispetto delle regole".

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