Sanremo 2021, Aiello canta Ora, la visione di un mondo cambiato dall'amore

Musica

Fabrizio Basso

Aspettando l'album Meridionale, in uscita il 12 marzo, l'artista calabrese va all'Ariston con un brano che racconta delle scorie lasciate da un amore finito. Nella serata dedicata alla Canzone d'Autore canterà Gianna di Rino Gaetano insieme a Vegas Jones. L'INTERVISTA

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Prima un amore triste, consumato e poi un viaggio gioioso alle radici della sua vita e del suo Sud. Marzo è un mese importante per Aiello che prima affronta il teatro Ariston col brano Ora e poi pubblica l'atteso album Meridionale (accompagnato dal tour che debutta l'8 ottobre dal Vox di Nonantola), che racconta le proprie radici attraverso un nuovo linguaggio frutto di una ricerca in continua evoluzione ricca di contaminazioni. L’album è composto da dieci tracce tra cui i singoli Vienimi (a ballare), Che canzone Siamo e, appunto, Ora, il brano che porterà al 71mo Festival di Sanremo.

Cosa troveremo in Meridionale?
Spero possiate vedere la carnalità e la passionalità di questo viaggio.

L’album si apre con Farfalle che è frutto di un’esigenza personale.
Volevo subito dare uno schiaffo, una scossa con sonorità stronze e forti anche se nel ritornello si vede il mio cuore morbido.
Poi c'è la ballad Scomposto.
E' il pezzo manifesto della mia persona, da sempre mi sento un po’ scomposto, per me essere definito diverso o strano non è mai stata una cosa negativa, anzi lo ritengo un valore aggiunto.

Ora è il brano che porterai a Sanremo, come è nato e come pensi sarà questo Festival?

Sono sempre stato un fan come spettatore dal primo giorno, è l’evento più grande che abbiamo in Italia da sempre. Non ci pensavo fino a qualche mese fa, nemmeno l’anno scorso lo ho preso in considerazione. La canzone risale al primo lockdown (tutto sul coronavirus) e quando la ho scritta non pensavo a Sanremo. A un certo punto ho realizzato che avevo delle colpe e dirselo non è mai facile. Mentre raccontavo di me che sono stato uno stronzo, ho parlato anche di "sesso ibuprofene" ma lascio a te la libertà di vederci quello che vuoi: può essere inteso come sesso curativo o tossico, per me ad esempio non è stato curativo e ne sono scappato.
E di questo Festival che mi dici?
Penso che ci sia un cast molto cool, contemporaneo e giovane. Io ho voluto quindi mescolare pop, classic e urban. Suonare con l’orchestra è un’emozione incredibile.

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Come è nata la collaborazione con Sum?

Nel mio piccolo questa è la mia scommessa, nel disco volevo questi ingredienti:  Napoli, cool, sexy e donna. Sum è perfetta! L’ho scoperta un venerdì sera mentre ascoltavo una playlist; poi l’ho conosciuta personalmente e quando lavoravamo a quel pezzo io sentivo il bisogno di una voce femminile come la sua, l’abbiamo contattata e lei è stata molto entusiasta.

La missione di Meridione è di sdoganare una scena musicale un po’ lontana?

Questo è un po’ il mio obiettivo. Per me meridionale non è un’offesa, anzi io ho sempre trovato in meridionale un valore aggiunto: al Nord nove su dieci sono figli di meridionali. È un piccolo grande tentativo, la scena napoletana è molto più avanti di quella calabrese, noi in Calabria siamo un po più indietro ma non ci demoralizziamo, con la mia musica voglio dare voce anche alla scena calabrese.

Nel disco ci saranno versi nel dialetto calabrese?

No, ho scritto un pezzo in dialetto che non sarà in questo disco, spero di dargli una voce e trovare uno spazio per lui prima o poi. Comunque in Meridionale c’è tutta la Calabria a livello culturale.
Capiti in un Sanremo pieno di difficoltà, magari non quello che sognavi: come ti stai

organizzando?

Non mi sarei mai immaginato di trovarmi in una situazione del genere, sarà veramente complesso. La tensione determinata dal covid si accumula e accavalla a quella del Festival. Zero amici, zero famiglia, zero sesso, dovrò mangiare sempre in camera per limitare i contatti. Non mi sento assolutamente un eroe, c’è chi combatte questo virus in prima linea ogni giorno ma per noi artisti sarà comunque molto pesante. La mia speranza è quella di tornare a vivere il prima possibile.

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Come speri di posizionarti al Festival?

La gara mi interessa fino a un certo punto, ovvio sarei felice di vincere ma anche un ultimo posto come quello di Vasco Rossi va bene, come buon auspicio visto la carriera che ha avuto. Il mio obiettivo è farmi conoscere e portare le persone al mio live.
Sanremo sarà il tuo live di ritorno, come ti senti a riguardo?

Io sono il più piccolo dei big, dovrò impegnarmi e cercare di conquistare tutti, è un ruolo molto più difficile, sarà un’emozione unica.
Come ti stai rapportando con l’orchestra?

Ho un grande problema a cantare con loro, in senso positivo. Mi sono emozionato a ogni prova, da parte loro ho sentito apprezzamento e questo mi emoziona

veramente tantissimo.
Una decina di anni fa ti eri proposto tra le Nuove Proposte e ora arrivi tra i campioni, con che atteggiamento arrivi? Ti senti più forte, più sicuro?

Non ho mai avuto rancore per quel tipo di rifiuto, ovvio ci sono rimasto male ma oggi mi presento all'Ariston più pronto e maturo. L’emozione resta tanta e io ho una maturità artistica più alta e sono consapevole che quello che sto ottenendo me lo sono meritato lavorando duro ogni giorno.

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