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Fulminacci, le canzoni più famose del cantautore italiano

Musica

Il giovane cantautore di Roma Ovest tornerà ad esibirsi al Primo Maggio: ecco le canzoni più famose di Fulminacci

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Fulminacci è il cantautore romano classe 1997 che lo scorso anno ha conquistato pubblico e critica con il suo album d’esordio “La vita veramente”, uscito per Maciste Dischi / Artist First. Il disco è stato pubblicato il 9 aprile 2019 e, nemmeno un mese dopo, il giovane artista della periferia di Casal Lumbroso si è ritrovato a suonare davanti alla folla del Concertone sul palco di Piazza San Giovanni a Roma. Dopo aver vinto la Targa Tenco come “miglior opera prima” nel 2019 e il Premio MEI come “miglior giovane dell’anno”, Fulminacci parteciperà nuovamente allo speciale Primo Maggio romano 2020. Prima di poterlo ascoltare per la seconda volta al Concertone, seppur in collegamento virtuale a causa dell’emergenza Coronavirus (AGGIORNAMENTILO SPECIALELA MAPPA), ecco un veloce ripasso dei suoi brani più famosi, quelli che gli sono valsi paragoni con Daniele Silvestri, Jovanotti e addirittura Rino Gaetano.

  • Tommaso
  • Borghese in borghese
  • La vita veramente
  • Una sera
  • Le ruote, i motori!
  • San Giovanni

Tommaso

“Tommaso” è il singolo più ascoltato di Fulminacci su Spotify, dove conta attualmente più di 4.364.000 streaming. Parlando della canzone, ai tempi dell’uscita del relativo video ufficiale, il cantautore ha commentato: «Questo è il brano del disco che più di tutti si avvicina a una sceneggiatura. È un intreccio d'amore adolescenziale, con tutte le piccole problematiche che quando hai 18 anni sembrano enormi». Nella clip diretta dal collettivo Bendo, infatti, ci ritroviamo davanti a una soap opera anni ’80 in onda su TeleProcida, tra rendez-vous estivi che finiscono per scontrarsi tra loro. “Tommaso” è tra i bis più richiesti ai concerti di Fulminacci.

Borghese in borghese

“Borghese in borghese” è stato il singolo di lancio di Fulminacci, primo brano ad anticipare l’uscita dell’album d’esordio “La vita veramente”. La canzone, pubblicata il 9 gennaio 2019, è un elogio alla mediocrità intesa come l’essere “conforme ai canoni”. Nel video di “Borghese in borghese”, sempre firmato Bendo, a risaltare sono le occhiaie perennemente in primo piano di Fulminacci, accentuate per l’occasione con la color correction.

La vita veramente

“La vita veramente”, title track del disco, è stata pubblicata il 15 febbraio 2019 come seconda canzone ad anticipare l’uscita dell’album. Nel brano Fulminacci canta della difficoltà di vivere la propria vita come si vuole, senza dover pensare alle categorizzazioni imposte dalla società. La vita veramente è quella vissuta in prima persona, senza guardarsi agire come se fossimo un’entità terza, all’esterno di noi stessi.

Una sera

“Una sera” è stata una delle prime canzoni scritte da Fulminacci, nonché terzo singolo estratto da “Una vita veramente”. Si tratta di uno dei brani (e dei testi) più introspettivi del disco, per cui il cantautore non ha voluto che venisse confezionato un videoclip: «Vorrei trattarla soltanto come canzone». E racconta: «"Una sera" è un ritorno a casa, dal centro alla periferia, quello che ho fatto per 5 anni di liceo sul mio motorino. Parla di alberi e asfalto, di qualcosa che è finito ma è anche un brindisi al futuro».

Le ruote, i motori!

“Le ruote, i motori!” è uscita come singolo a novembre 2019 ed è poi stata inclusa nella riedizione in vinile de “La vita veramente”, pubblicata il 6 dicembre 2019. Una canzone dove il cantautorato incontra lo spirito dance, eclettica e spontanea, come racconta Fulminacci: «È un brano nato in poche ore, uno di quei rari casi in cui la canzone è stata scoperta e non creata. Penso che la sua forza risieda in questa caratteristica: tutto quello che senti non è stato pensato ma buttato fuori come l’urlo di gioia di quando finisci gli esami, come le palpitazioni delle prime volte».

San Giovanni

Altra canzone inclusa come inedito nella riedizione in vinile de “La vita veramente” è “San Giovanni”. Per Fulminacci è: «Una piccola storia di città, scritta e prodotta con la pancia, senza cervello». Proprio la storia di quella famosa piazza di Roma dove ogni anno si tiene, da tradizione, il Concertone del Primo Maggio.