Cosa significa Asimbonanga, la traduzione della citazione nella canzone di Leo Gassmann

Musica

Johnny Clegg e il suo inno anti-apartheid sul palco di Sanremo 2020 grazie a “Vai bene così”

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Leo Gassmann e la sua “Vai bene così” hanno fatto breccia nei cuori di pubblico e giuria tra le Nuove Proposte di Sanremo 2020. Sia per la piacevolezza del brano che per l’alone di mistero che ha sollevato la citazione che chiude la canzone: “Asimbonanga”. Da dove viene fuori questa misteriosa parola?

Johnny Clegg per Nelson Mandela

L’espressione, più volta ripetuta dal giovane Gassmann nel testo di “Vai bene così”, appartiene alla lingua zulu e significa: “Non lo abbiamo visto”. Ma soprattutto è il titolo della canzone dedicata a Nelson Mandela dal musicista sudafricano Johnny Clegg, scomparso nel luglio 2019. Clegg, conosciuto anche come “Lo Zulu bianco”, è stato una delle voci più forti nella lotta contro l’apartheid e libertà del popolo sudafricano. “Asimbonanga” è un brano dei Savuka, band capitanata dallo stesso Clegg, contenuta nel disco del 1987 “Third World Child”. Diventò presto un inno del movimento anti-apartheid negli anni in cui il suo leader, Nelson Mandela, era ancora rinchiuso nel carcere di Robben Island e diversi artisti la ripresero per lanciarne delle proprie cover, su tutti quella che portò a Joan Baez una nomination ai Grammy Awards. La canzone arrivò alla numero 1 dei singoli in Francia ma fu un successo un po’ in tutto il mondo. “Asimbonanga Asimbonang’ uMandela thina Laph’ekhona Laph’ehleli khona”, “Non lo abbiamo visto Non abbiamo visto Mandela nel luogo in cui si trova nel luogo in cui lo tengono prigioniero”, questo recita il brano dell’artista sudafricano e il messaggio è decisamente chiaro. Nel 1999, durante un concerto, Mandela salì sul palco con Clegg per cantarla insieme a lui: all’epoca Leo Gassmann aveva appena 1 anno…

Chi è Leo Gassmann

Leo Gassmann è nato a Roma il 22 novembre 1998. La musica è la sua passione quasi da sempre. Studia infatti fin da quando era solo un bambino. Ha anche frequentato il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, lavorando sulle proprie passioni: canto e chitarra. Sono queste le sue armi vincenti, unite a un viso pulito e a modi garbati e gentili. Mai una parola fuori posto e, con grande timidezza, si è presentato nel 2018 sul palco di X Factor. Il suo cognome non poteva che sollevare qualche domanda e, ammettendo di far parte di quei Gassmann, d’essere dunque nipote di Vittorio e figlio di Alessandro, ha iniziato a cantare. Il cognome non conta, il talento è lì e già ad X Factor 12 era sotto gli occhi di tutti. Con il team di Mara Maionchi è giunto fino alla fase live del talent show. Un’esperienza formativa molto importante, così come lo sarà questo suo primo Sanremo. Sua madre è l’attrice Sabrina Knaflitz, figura cruciale nella sua vita artistica, oltre che in quella privata. È proprio lei infatti a intuire molto tempo fa il suo talento. Per questo motivo lo ha sempre spinto a coltivare la sua passione per la musica. A ridosso del festival è uscito anche il suo disco di esordio, “Strike”, che si compone di 13 tracce, compresa quella presentata a Sanremo.

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