Vasco Rossi, gli album più famosi

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Da “… Ma cosa vuoi che sia una canzone…” a “Gli spari sopra”: gli album più famosi di Vasco Rossi

Una carriera che dura da ben 41 anni e che è stata celebrata l’estate scorsa con il concerto evento di Modena Park. 41 anni nel corso dei quali ha inciso un totale di 17 album in studio, a cui bisogna però aggiungere i dischi dal vivo, i dvd, le raccolte e i singoli. Insomma, una produzione enorme per quello che è il cantante rock più conosciuto e apprezzato in Italia: Vasco Rossi. Ripercorriamone la carriera, attraverso i suoi dischi più noti. Ecco quali sono gli album più famosi di Vasco Rossi:

  1. … Ma cosa vuoi che sia una canzone…
  2. Siamo solo noi
  3. C’è chi dice no
  4. Liberi liberi
  5. Gli spari sopra

… Ma cosa vuoi che sia una canzone… (1978)

Partiamo dal primo disco, di cui è da poco stata pubblicata una ristampa. Siamo nel 1978, Vasco Rossi è un ragazzo della provincia modenese che si divertente a fare radio insieme ai suoi amici. Tra questi, Gaetano Curreri (poi cantante e tastierista degli stadio), Maurizio Solieri e Massimo Riva (i suoi futuri “chitarristi storici”). Nel frattempo ci prova anche con la musica. Scrive una manciata di canzoni, da una poetica probabilmente acerba (d’altra parte non aveva neanche 30 anni), ma ancora inattaccabile. In questo disco troviamo “La nostra relazione”, “Silvia”, “Jenny è pazza”: canzoni tuttora tra le più apprezzate dell’intera discografia di Vasco Rossi.

Siamo solo noi (1981)

Facciamo un salto di quattro anni per il quarto disco del Blasco. Un album manifesto, che si apre con una canzone manifesto: “Siamo solo noi”, vero e proprio inno generazionale. Ma sono tanti altri i pezzi estratti da questo lavoro e catalogati tra “gli indimenticabili” del rocker: da “Dimentichiamoci questa città” a “Voglio andare al mare”, da “Brava” a “Incredibile romantica.

C’è chi dice no (1987)

Con “C’è chi dice no” siamo nel 1987 ed ecco un altro inno generazionale. Da molti considerato l’album più bello del Blasco, “C’è chi dice no” contiene solo canzoni che hanno avuto un enorme successo. Per intenderci: non c’è neanche un pezzo “riempitivo”, come spesso vengono definiti i brani inseriti nei dischi solo per raggiungere un “numero corposo” di canzoni. Oltre alla title – track, citiamo “Ridere di te”, “Brava Giulia”, “Ciao” e “Lunedì”.

Liberi liberi (1989)

Un album complessivamente dal successo inferiore rispetto al precedente, ma che contiene una delle canzoni più amate dell’intera discografia del Komandante: “Liberi liberi”, appunto. Un disco “di rottura” per il Blasco, che segna il suo passaggio da “rocker emiliano” a star internazionale. Il primo inoltre senza il suo storico manager Guido Elmi e senza la Steve Rogers Band, allontanatasi dal Blasco per cercare fortuna. E aiutata appunto da Elmi.

Gli spari sopra (1993)

Il ritorno del “gruppo prodigo” si fa sentire. “Gli spari sopra” vende più di un milione di dischi. A suonare insieme a lui alcuni tra i musicisti più gettonati a livello mondiale, oltre ai “soliti” italiani. Ma troviamo anche Pino Daniele nell’assolo di chitarra di “Hai ragione tu”. Nella tracklist dell’album “Gli spari sopra” – cover di “Celebrate” –, “Vivere”, “Delusa”, “…Stupendo”. Solo per citare i brani più conosciuti e tuttora imprescindibili nelle scalette dei concerti del Komandante.

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