Dal 5 febbraio in libreria per Tsunami, nella collana Le Tormente, Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini di Umberto Mentana racconta quindici anni di colonne sonore tra cinema, serie tv e animazione. Dai film di David Fincher a The Social Network, da Mank a Watchmen, un viaggio nel metodo creativo del duo premio Oscar che ha ridefinito il rapporto tra musica e racconto audiovisivo
Trent Reznor e Atticus Ross, il suono delle immagini
C’è un modo di ascoltare il cinema che non passa dagli occhi ma dalle vibrazioni. È lì che si muove il libro di Umberto Mentana, Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini (Tsunami, collana Le Tormente, 230 pagine, 22 euro, in libreria dal 5 febbraio): un saggio che entra nel laboratorio sonoro di uno dei sodalizi più influenti degli ultimi quindici anni.
Al centro, naturalmente, Trent Reznor e Atticus Ross, ormai percepiti come un’unica entità creativa. Il primo, mente dei Nine Inch Nails, ha traghettato l’estetica industrial verso territori sempre più cinematografici; il secondo ne è diventato il partner in crime ideale, raffinando un linguaggio fatto di synth malinconici, pianoforti digitali, texture abrasive e silenzi che pesano quanto una battuta di dialogo.
Dal rock industrial agli Oscar
Il libro ripercorre la loro traiettoria a partire dalla svolta decisiva: l’incontro con David Fincher e la colonna sonora di The Social Network, che valse al duo l’Oscar e ridefinì il suono del cinema contemporaneo. Da lì, un percorso costellato di riconoscimenti – tra Premi Oscar e Golden Globe – e di collaborazioni con alcuni dei più importanti registi della scena internazionale, come Sam Mendes.
Mentana non si limita ai titoli più celebri, ma amplia lo sguardo: da The Girl with the Dragon Tattoo a Mank, fino a opere meno mainstream come Mid90s, la serie The Bear, l’adattamento animato Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutant Mayhem e l’universo disturbante di Watchmen.
Il risultato è una mappa sonora che attraversa cinema, serialità, animazione e persino videogame, mostrando come la musica di Reznor e Ross sia diventata un marchio di fabbrica riconoscibile al primo ascolto.
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Tecniche, tecnologia e atmosfera
Uno degli aspetti più interessanti del volume è l’analisi delle tecniche e delle tecnologie utilizzate dal duo. Mentana racconta come la costruzione delle atmosfere passi attraverso stratificazioni digitali, manipolazioni timbriche e una ricerca costante di suoni “imperfetti”, capaci di evocare inquietudine, fragilità, sospensione.
La loro musica non accompagna semplicemente le immagini: le attraversa. Le incrina. Le contamina. È una scrittura parallela che amplifica sentimenti e tensioni, trasformando la colonna sonora in un vero dispositivo narrativo.
Umberto Mentana, tra saggistica e nostalgia anni ’90
Classe 1987, pugliese, sceneggiatore e docente di Discipline Audiovisive, Umberto Mentana è già autore di numerosi volumi dedicati al rapporto tra cinema, televisione e cultura pop. Tra i suoi libri precedenti figurano saggi su Tom Ford, Aaron Sorkin e R.L. Stine, oltre a incursioni nel fumetto.
Qui, però, il coinvolgimento è anche personale: dopo aver visto live Reznor e i Nine Inch Nails nei primi anni Duemila, Mentana non ha più abbandonato quel mondo sonoro. Il libro nasce da questa fedeltà, ma evita la celebrazione acritica: preferisce un’analisi strutturata, quasi fosse una lunga playlist commentata, capace di accompagnare il lettore attraverso quindici anni di evoluzione musicale e visiva.
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Un viaggio a ventiquattro fotogrammi al secondo
Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini è, in fondo, un invito ad ascoltare il cinema in modo diverso. A riconoscere che certe scene restano nella memoria non solo per ciò che mostrano, ma per ciò che fanno vibrare.
E in quell’eco metallico, malinconico, disturbante, c’è la firma di un duo che ha trasformato la colonna sonora in una forma di racconto autonoma. Un suono che non si limita a stare sotto le immagini, ma le spinge avanti, a più di ventiquattro frame al secondo.