Pinocchio di Matteo Garrone: la recensione del film con Roberto Benigni

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Paolo Nizza

Dal 19 dicembre arriva al cinema Pinocchio diretto da Matteo Garrone. Nel cast Roberto Benigni nei panni di Geppetto, Gigi Proietti in quelli di Mangiafuoco, mentre  Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini e sono rispettivamente il Gatto e la Volpe

Pinocchio di Matteo Garrone: un film fedele a Collodi

Si sa: i sogni solitamente sono d’oro. Tuttavia, talvolta, quelli di legno sono più preziosi. Sicché può succedere che il tronco di un albero valga più mille zecchini. È quello che è accaduto Matteo Garrone, che grazie al cinema (la fabbrica dei sogni per antonomasia) è riuscito a trasformare in un film Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, il romanzo per ragazzi scritto da Carlo Collodi.  Un progetto covato a lungo dal regista che già ‘età di 6 anni era rimasto affascinato da quella marionetta che aspira a diventare un bambino in carne ed ossa.  Con estrema cura per i dettagli, Garrone trasforma in fotogrammi le pagine del libro di Collodi. Il suo Pinocchio e quindi una trasposizione assai fedele del testo. Una pellicola ispirata alle illustrazioni di Enrico Mazzanti, Un film che è una sorta di omaggio al Pinocchio di Luigi Comencini. Un’opera anni luce dalla versione animata realizzata da Walt Disney. Basta guardare quei burattini percorsi da profonde venature lignee, per capire che a Garrone interessa andare in profondità, raccontare una favola che tutti credono di conoscere in maniera originale e coinvolgente. Questo Pinocchio è un florilegio di emozioni materiche, un film in cui si percepisce l’odore della povertà. Tra inquadrature che rimandano ai dipinti di Bruegel o dei Macchiaioli, e un make up straordinario (non a caso realizzato dal due volte Premio Oscar Mark Coulier) il film ci trasporta in un mondo in cui i giudici hanno il volto di una scimmia e i dottori quelli di un corvo o di una civetta. Come nell’indimenticabile Pinocchio di Carmelo, sotto il trucco prostatico, la favola rivela la propria natura universale. E pur denso di momenti dark, la pellicola offre anche situazioni spassose, come quando Geppetto tenta ogni espediente per poter rimediare del cibo all’osteria o come quando il tonno, interpreto dall’eclettico Maurizio Lombardi dice che preferisce morire sott’acqua che sott’olio. Insomma, il film è un abecedario di emozioni per grandi e piccini

Da Roberto Benigni a Massimo Ceccherini: un cast d’eccezione

Per portare sullo schermo una favola immortale come Pinocchio è necessario azzeccare gli attori. E Roberto Benigni è il Geppetto Ideale. Con quella barba incolta, la giubba lisa, l’aria sperduta e innocente, Benigni ha il phisique du role per essere ll padre amorevole della marionetta che voleva essere un bambino. Ma il più bravo di tutti e Massimo Ceccherini (che ha collaborato anche alla sceneggiatura del film).  Nei panni dell’infingarda Volpe, l’attore toscano dimostra tutto il proprio talento e la propria vis comica. Insieme a Rocco Papaleo che interpreta l’’ineffabile formano una coppia al tempo stesso spassosa e perturbante., assolutamente irresistibile quando ritrovano a spizzicare all’Osteria. Notevole anche il Mangiafuoco di Gigi Proietti, orco gentile che starnuta quando si emoziona. Al pari di Marina Watch, la star francese, nota per il suo ruolo trasgressivo in Giovane e bella” di François Ozon, che qui invece ci offre una Fata turchina materna, ma anche volitiva: Infine, davvero eccezionale la performance del piccolo Federico Ielapi, A sol 8 anni è presente in pratica in tutte le scene del film interpretando un burattino credibile e commovente, al netto del trucco prostetico. Perché come scrisse Benedetto Croce: " Il legno, in cui è tagliato Pinocchio, è l'umanità.

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