Roman Polanski compie 88 anni, gli 11 miglior film del regista polacco

Cinema

Paolo Nizza

Roman Polaski si appresta a sfregiare il detective ficcanaso in Chinatown
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Nato il 18 agosto del 1933, Il regista polacco  compie 88 anni. Per l'occasione, ecco la classifica  con le undici migliori pellicole firmate dal  cineasta

ROMAN POLANSKI: IL REGISTA DELL'INCERTEZZA

Per Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Roman Polanski è “maestro della modernità, capace di mescolare il gusto dell’assurdo all’umorismo surreale, il senso dell’angoscia individuale a quello della tragedia storica, il kammerspiel al fantastico, il fascino discreto della violenza all’attrazione irresistibile per l’avventura”. Nelle sue opere, dai primi cortometraggi (girati a soli 22 anni) a Rosemary’s baby, da Chinatown a Il pianista, le cose non sono mai come sembrano.Polanski è un sulfureo demiurgo della settima arte, una beffarda e al tempo stesso autorevole presenza sulla scena. Un genio apolide nato a Parigi da genitori ebreo-polacchi, un sopravvissuto ai lager nazisti, ma pure “un eterno bambino” (la definizione è di Claudia Cardinale) sempre pronto a montare e smontare i cliché di qualsiasi genere cinematografico. E come con le immagini, Roman Polanski ama giocare con le parole.  Come disse il regista in un’intervista ai Cahier du Cinema datata 1969: “Io non voglio che lo spettatore pensi in questo modo o in quest’altro. Voglio solo che non sia sicuro di niente. È questa la cosa più importante: l’incertezza".

 

LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI FILM DI ROMAN POLANSKI

 

Il coltello nell'acqua

Buona la prima. L'esordio nel lungometraggio di Roman Polanski è indimenticabile. Presentato in concorso al Festival di Venezia, dove ricevette il Premio FIPRESCI, Il coltello nell'acqua fu il primo film polacco ad ottenere una candidatura all'Oscar al miglior film straniero (battuto da 8½ di Federico Fellini). Due uomini, una donna e un weekend. Nessuna comparsa. Solo un marito, una moglie e un ragazzo Un triangolo che galleggia su un lago della Masuria. Generazioni a confronto e una lama che taglia gli equilibri e le distanze. Un microcosmo fotografato in un sublime bianco e nero. Un verbale gioco al massacro in cui l'ultima parola spetta a Cristina, il personaggio femminile del film: "Tu sei simile a lui con venti anni di meno. E siete tutti e due delle bestie."

ANNO: 1962

ATTORI: Leon Niemczyk, Jolanta Umecka  Zygmunt Malanowicz


Repulsion

approfondimento

Sharon Tate, 53 anni fa moriva la moglie del regista Roman Polanski

“La follia fa paura perché si sa che si arriva a se stessi”. Bastano queste parole pronunciate da Polanski per comprendere quanto sia disturbante il secondo lungometraggio del cineasta polacco, girato dopo l'episodio La collana di diamanti. Ambientato in Inghilterra e ispirato in parte a una ragazza conosciuta dal regista. Repulsion è un viaggio nei labirinti di una mente dissociata. Un film in cui realtà e allucinazione si confondono sulle note di un'ipnotica colonna sonora che spazia dal jazz modernista alla musica concreta. Crepe sui muri, braccia che escono dalle pareti, conigli in putrefazione, vasche piene di sangue e lo sguardo allucinato e vulnerabile di una giovanissima Catherine Deneuve fanno di Repulsion una raccapricciante e al tempo stesso credibile discesa negli inferi di un'anima persa nella solitudine.

ANNO: 1965

ATTORI: Catherine Deneuve, Ian Hendry, John Fraser. Yvonne Furneaux

Cul-De-Sac

approfondimento

L'ufficiale e la spia, la recensione del film di Polanski

Roman Polanski incontra Samuel Beckett ed Eugéne Ionesco. Ambientato in un castello irlandese un film in cui la tragedia sfuma nella farsa, l'angoscia nel ridicolo e viceversa. I personaggi, al pari dello spettatore si ritrovano imprigionati in una strada, un vicolo senza sbocco. La frustrazione regna fra un irresistibile Donald Pleasance, anziano marito impotente e una perturbante Françoise Dorléac giovane moglie ninfomane. Un gioco al massacro che l'arrivo di due svalvolati rapinatori trasfigurerà in una commedia dell'assurdo grottesca e malinconica. Forse per questo Polanski ha sempre dichiarato che Cul de Sac è il suo miglior film dal punto di vista cinematografico. Premiato con l’Orso d'oro a Berlino.

ANNO: 1966

ATTORI: Donald Pleasence, Françoise Dorléac, Lionel Standr, Jack MacGowran


Per Favore non mordermi sul collo

Un killing Joke firmato Roman Polanski. Il genio polacco rilegge il mito del vampiro con fotografia sottoesposta e gag travolgenti, ambientando il film in una Transilvania che pare dipinta da Chagall. La povera Shaton Tate non è mai stata così bella, in un'epifania di crocefissi, teste d'aglio e fiocchi di neve. Il regista non firma una parodia, ma una commedia sul tema vampiresco. Spassosi il professore Abronsius, eminente vampirologo, e il suo assistente Alfred (interpretato dallo stesso Polanski). Un lungometraggio sardonico e lunare con un finale beffardo sancito dalla voce fuori campo che recita "Quella notte, fuggendo dalla Transilvania, il professor Abronsius non si rese conto che stava portando con sé proprio quel male che voleva distruggere. Grazie a lui il male riuscirà così a propagarsi in tutto il mondo”

ANNO: 1967

ATTORI: Jack MacGowran, Ferdy Mayne, Roman Polański,Alfie Bass, Sharon Tate


Rosemary's baby- Nastro rosso a New York

Il diavolo è promosso in serie A. Per la prima volta il Maligno entra dalla porta principale degli Studios. Merito di Roman Polanski. Dopo Repulsion, il regista polacco sceglie lo zolfo, come elemento per raccontare una paranoia che sfocia nella nascita dell'Anticristo. Satana alberga nell'Upper West Side di Manhattan, nel celebre complesso residenziale Dakota, dove verrà assassinato nel 1980 John Lennon. Una nenia ipnotica e spaventosa accompagna la nefasta gravidanza di Mia Farrow, flebile futura madre della Bestia, mentre una vecchia vicina di casa (una Ruth Gordon premiata con l'oscar) assiste compiaciuta alla genesi del figlio delle Tenebre.

ANNO: 1968

ATTORI: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon


Chinatown

Roman Polanski torna a Los Angeles per la prima volta dopo il massacro di Bel Air (1969) in cui sua moglie Sharon Tate fu assassinata dalla setta di Charles Manson. Ambientato negli anni Trenta, un noir ipnotico e rarefatto. Molti avrebbero voluto Jane Fonda nel ruolo della dark lady, ma il regista impose Faye Dunaway e scelse per l'attrice un make up che gli ricordava la propria madre. Undici nomination all'Oscar e una sola statuetta vinta, quella per la miglior sceneggiatura firmata da Robert Towne. Indimenticabile il cameo del regista nella parte del gangster che affetta il naso del detective Jake Gittes, La produzione spingeva per l'happy end. Ma Polanski con la complicità di Nicholson scrissero l'attuale finale la sera prima di girarlo e chiudendo questo capolavoro epocale con una delle più belle battute di tutta la Storia del Cinema: “Forget it, Jake, it's Chinatown".

ANNO: 1974

ATTORI: Jack Nicholson, Faye Dunaway, John Huston, Perry Lopez


L'inquilino del terzo piano

"Se mi tagli la testa cosa dirai? Me e la mia testa o me e il mio corpo. Che diritto ha la mia testa di chiamarsi me!" Parola dell'inquilino del terzo piano, ovvero Trelkovsky, dimesso travet polacco interpretato dallo stesso Polanski. Ancora una volta il regista indaga tra gli incubi della quotidianità. Tratto dal romanzo Le locataire chimérique di Roland Topor, un film dal coté kafkiano. Un dente nel muro, arcani geroglifici nel bagno e anche la propria dimora non è più casa dolce casa, ma la prigione delle proprie fobie, delle proprie pulsioni, delle proprie ossessioni.

ANNO: 1976

ATTORI: Roman Polański, Isabelle Adjani, Melvin Douglas:, Jo Van Fleet


Luna di fiele

 

Amore e perversione su una nave da crociera in rotta verso Istanbul. Una doppia coppia si perde tra paura e desiderio, tra piacere e dolore. In un gioco delle parti, vittima e carnefice, schiava e padrone si scambiano i ruoli. Flashback prolungati, le musiche di Vangelis, la fotografia di Tonino Delli Colli contribuiscono a trasformare Luna di Fiele in una cartina di tornasole di quanto possa essere amaro l'amore. Come dice Oscar, interpretato da Peter Coyote: "Ogni rapporto tra uomo e donna, anche se armonioso, ha in sé il seme della farsa o della tragedia.

ANNO: 1992

ATTORI: Hugh Grant, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Peter Coyote

 

Il Pianista

Wladislaw Szpilman, brillante pianista polacco di origine ebraica, viene confinato nel ghetto di Varsavia dove soffre infamia ed umiliazione. Al momento dell’evacuazione del ghetto tutta la sua famiglia viene deportata mentre Szpilman si nasconde tra le rovine della città. Rifugiatosi poi in una villa che non sapeva essere usata dall'esercito tedesco, Szpilman viene scoperto da un ufficiale cui confessa la sua situazione. Tre premi Oscar (miglior regia, miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale) per un film sull'Olocausto, ma anche sul potere salvifico dell'arte. Non a caso nel documentario di Laurent Bouzereau, Polanski ha rivelato che è Il Pianista il film che si porterebbe nella tomba.

ANNO: 2002

ATTORI: Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Maureen Lipman

 

Venere in pelliccia

 

In un teatro parigino, dopo una giornata passata a fare audizioni per trovare l’attrice che possa interpretare il lavoro che si prepara a mettere in scena, Thomas si lamenta al telefono del basso livello delle candidate. Nessuna di loro possiede lo stile necessario per il ruolo da protagonista. Mentre sta per uscire appare Vanda, un vero e proprio vortice di energia, sfrenata e sfrontata. Vanda incarna tutto quello che Thomas detesta. È volgare e stupida e non si fermerà davanti a niente pur di ottenere la parte. Praticamente costretto, Thomas decide di lasciarla provare e con stupore vede Vanda trasformarsi. Non solo la donna si procura oggetti di scena e costumi, ma capisce perfettamente il personaggio (che d’altronde ha il suo stesso nome), di cui conosce tutte le battute a memoria. L’audizione si prolunga e diventa più intensa e l’attrazione di Thomas si trasforma in ossessione. Leopold von Sacher-Masoch e la tragedia greca. La Mistress e la baccante. Partendo dalla pièce teatrale di David Ives, Polanski rilegge il concetto di masochismo attraverso il rapporto fra arte e vita, fra finzione e realtà, fra teatro e cinema. Colpi di frusta e battute al vetriolo, per Una Venere in pelliccia a cui è impossibile non essere soggiogati.

ANNO: 2013

ATTORI: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric

L'Ufficiale e la Spia

Si dice che chi non conosce la propria storia, il proprio passato è condannato a ripeterlo. Forse per questo a 87 anni Roman Polanski ha scelto di trasportare sul grande schermo l’affare Dreyfuss.  Parliamo di un caso iniziato 125 anni fa, ma visto il momento storico, si tratta di un avvenimento che è importante raccontare alle nuove generazioni. Senza dimenticare che spesso e volentieri le grandi storie producono grandi film. Come ha dichiarato il regista polacco, “In questo scandalo di vaste proporzioni, forse il più clamoroso del diciannovesimo secolo, si intrecciano l’errore giudiziario, il fallimento della giustizia e l’antisemitismo. Il caso Dreyfus divise la Francia per dodici anni, causando una vera e propria sollevazione in tutto il mondo, e rimane ancora oggi un simbolo dell’iniquità di cui sono capaci le autorità politiche, nel nome degli interessi nazionali.”

Vincitrice del gran premio della  giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e di tre César

ANNO 2019

ATTORI Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner,

 

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