Festa Cinema Roma, Tessa Ross e Edward Berger: "Fidarsi, innamorarsi di storie per creare"
CinemaDopo aver ricevuto ieri l’Industry Lifetime Achievement Award, la produttrice britannica ha incontrato il pubblico insieme al regista di Conclave. Al centro del dialogo, il rapporto tra produzione e regia e il lavoro che trasforma un progetto in un film
Dalla cerimonia di premiazione al confronto sul cinema: per Tessa Ross ed Edward Berger la seconda giornata della 21esima Festa del Cinema di Roma prosegue nel segno di un sodalizio professionale. Ieri sera, durante l’inaugurazione della manifestazione, la produttrice britannica ha ricevuto l’Industry Lifetime Achievement Award, riconoscimento dedicato alle personalità che hanno lasciato un segno nell’industria cinematografica internazionale. A consegnarglielo è stato proprio Berger, con cui ha collaborato a Conclave, presentato alla Festa nel 2024. Oggi, mercoledì 14 ottobre i due sono tornati insieme sul palco dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone per un appuntamento di Paso Doble, il format che mette in dialogo due autori e professionisti del cinema davanti al pubblico. L’incontro è stato l’occasione per ripercorrere le rispettive esperienze e approfondire il rapporto tra produttore e regista, due figure complementari nella costruzione di un’opera cinematografica.
Ross: "Produco soltanto le storie in cui credo davvero"
Per Tessa Ross, il punto di partenza di ogni film è la visione dell’autore e la capacità di riconoscere una storia in cui valga la pena investire. Dopo una lunga esperienza nella produzione, il suo approccio non è cambiato: "Ho l’abitudine di innamorarmi delle cose. Se credo in un progetto, mi impegno per realizzarlo", ha detto nell'incontro con Berger alla Festa del Cinema di Roma.
Non è il potenziale commerciale a guidare le sue scelte, ma la convinzione che una storia meriti di essere raccontata. Ross cita The Millionaire come esempio di un film nato da un punto di partenza lontano dai grandi budget, ma sostenuto dalla fiducia nelle persone e nelle idee. "Fare un film che ha funzionato non significa che ti daranno sempre i soldi per farne un altro" osserva, ricordando quanto il lavoro con le organizzazioni pubbliche abbia contribuito alla sua formazione.
La produttrice racconta anche il lungo percorso di Conclave, che ha richiesto anni di lavoro per trovare le risorse necessarie, e il rapporto con i registi, fondato sulla capacità di abbracciarne la visione senza sovrapporvi la propria. È ciò che ha apprezzato nel cinema di Edward Berger: in Conclave, per esempio, la scelta di evitare un’impostazione teatrale e di costruire la tensione attraverso le immagini e i movimenti della macchina da presa.
Un’attenzione alla precisione che Ross riconosce anche in La zona d’interesse di Jonathan Glazer, da lei prodotta nel 2023: la bellezza dei fiori e del giardino contrasta con le urla che arrivano dal campo di concentramento sullo sfondo, creando una delle immagini più inquietanti del film. Ross cita inoltre Patrick Melrose tra le opere di Berger che continuerebbe a guardare, a conferma di un interesse per un autore capace di muoversi tra linguaggi e formati diversi.
Tessa ross e le grandi produzioni internazionali
Amministratrice delegata di House Productions, società cinematografica e televisiva cofondata nel 2016, Ross ha contribuito alla realizzazione di film che hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Tra i titoli legati al suo percorso figurano Billy Elliot, The Millionaire, L’ultimo re di Scozia, 12 anni schiavo, Carol e La zona d’interesse, per il quale ha lavorato come produttrice esecutiva. Più recentemente ha prodotto Bird di Andrea Arnold, Il prodigio di Sebastián Lelio e Conclave di Berger, che le è valso una candidatura all’Oscar. Nel 2013 ha ricevuto il BAFTA per lo straordinario contributo britannico al cinema ed è stata nominata Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 2010.
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Berger: "le anime devono incontrarsi"
Il rapporto tra Ross e Berger è cominciato nel 2016 a Cannes e si è sviluppato attraverso una fiducia reciproca che il regista considera fondamentale. "Hai bisogno di fiducia reciproca, le anime si devono incontrare", spiega descrivendo il legame con una produttrice capace di comprendere la sua visione e accompagnarla senza limitarla. Berger si definisce un autore profondamente europeo, anche per il suo percorso personale, ma aperto a influenze diverse. Tra i suoi riferimenti cita Ang Lee, di cui amava i film prima ancora di confrontarsi con le logiche del cinema commerciale, e l’esperienza americana, che gli ha insegnato un diverso modo di scegliere e sviluppare i progetti. La sua formazione risente anche degli anni Ottanta, un periodo in cui gli Stati Uniti esercitavano una forte attrazione culturale.
Con Conclave, il suo primo film in lingua inglese, Berger ha riunito interpreti di grande personalità per costruire un thriller politico ambientato in uno spazio apparentemente statico: il Vaticano durante l’elezione di un nuovo pontefice. La sfida era trovare il modo di generare tensione attraverso dialoghi, sguardi e rapporti di potere, mantenendo il racconto ancorato al punto di vista del cardinale Lawrence, interpretato da Ralph Fiennes. Il regista ricorda il lavoro con attori come Sergio Castellitto e Stanley Tucci, capaci di dare spessore ai personaggi anche attraverso una presenza scenica essenziale. In un film costruito soprattutto sul confronto tra figure, la scelta dell’inquadratura diventa decisiva: "Bastava inquadrarli a turno", racconta, sottolineando come la forza degli interpreti permettesse di sostenere la tensione senza ricorrere a soluzioni spettacolari. È anche in questo equilibrio tra controllo formale, talento degli attori e fiducia nella storia che si riconosce il metodo condiviso con Ross.
da "Niente di nuovo sul fronte occidentale" a "Conclave"
Regista, sceneggiatore e produttore, Edward Berger è tra gli autori europei più affermati del cinema internazionale. Il successo arriva con Niente di nuovo sul fronte occidentale (2022), che conquista quattro premi Oscar e sette BAFTA.
L’adattamento del romanzo di Erich Maria Remarque si distingue per la forza visiva e il racconto crudo della guerra. Nel 2024 dirige Conclave, thriller ambientato in Vaticano con Ralph Fiennes, Stanley Tucci e Isabella Rossellini.
Il film intreccia intrighi di potere, fede e segreti, confermando la sua capacità di costruire tensione attraverso immagini e silenzi.
Proprio con Conclave nasce la collaborazione con la produttrice britannica Tessa Ross, protagonista con lui dell’incontro di oggi a Paso Doble alla Festa del Cinema di Roma. Il confronto ha offerto l’occasione per approfondire il rapporto tra visione registica e sostegno produttivo. Due prospettive diverse, ma complementari, che concorrono a trasformare un progetto in un’opera cinematografica. Al centro del dialogo anche le sfide di un’industria internazionale in cui ambizione autoriale e dimensione commerciale devono convivere.