Mostra del Cinema di Venezia, i look delle madrine che hanno fatto la storia del Festival
Sta per incominciare l'83ª edizione della kermesse, che si terrà dal 2 al 12 settembre 2026. La rassegna ha come grande protagonista il cinema, d'accordo, ma pure la moda. E allora concediamoci un flashback nei look più memorabili delle madrine (che dal 2025 si chiamano conduttrici). Ricordiamo che quest'anno ci sarà una doppia conduzione per le serate di apertura e chiusura affidata a Greta Scarano e Nicolas Maupas. Come si vestiranno? Lo scopriremo tra non molto...
A cura di Camilla Sernagiotto
Aspettando l'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 2 al 12 settembre 2026, facciamo un tuffo carpiato nei look più memorabili delle madrine (che dal 2025 sono diventate invece conduttrici) della storia della kermesse. Ricordiamo che quest'anno ci sarà una doppia conduzione per le serate di apertura e chiusura affidata a Greta Scarano e Nicolas Maupas.
Tutte le notizie sulla Mostra del Cinema di Venezia
Isabella Ragonese, madrina nel 2010, inaugurò la Mostra con uno spettacolare abito black and white di Alberta Ferretti. Per la première di Somewhere cambiò completamente registro con un tubino nero Gucci ornato di piume (nella foto), accompagnato da un raccolto morbido ispirato agli anni Cinquanta.
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Vittoria Puccini, madrina nel 2011, alternò il glamour della sera a un'immagine più bohémien. Tra i look dell'edizione spicca infatti un abito bianco Valentino, dall'allure gipsy, mentre per il primo red carpet scelse un abito scintillante, un modello "Twenties" di Versace.
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Kasia Smutniak, madrina nel 2012, scelse per l'apertura un abito rosso in chiffon di seta della maison Valentino (nella foto). Sul red carpet indossò invece Giorgio Armani Privé, completato da gioielli Bulgari in diamanti bianchi.
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Eva Riccobono, nel 2013, inaugurò il suo percorso veneziano con un lungo abito in organza di seta e pizzo, decorato da motivi floreali e firmato Giorgio Armani Privé (nella foto). Per l'arrivo al Lido aveva scelto invece un total look bianco della collezione Resort 2014 di Diesel Black Gold.
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Luisa Ranieri, madrina nel 2014, alternò il bianco e nero del completo da giorno N°21 Alessandro Dell'Acqua alla couture. Per il red carpet scelse infatti un abito Giorgio Armani Privé disegnato appositamente per lei da Giorgio Armani (nella foto).
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Elisa Sednaoui fu la madrina del 2015 e aprì la Mostra in un abito couture Giorgio Armani Privé, una versione multicolore, ricamata con fili di seta, Swarovski e paillettes, con Robbie Spencer come stylist. Qui invece la vediamo con un abito firmato Alberta Ferretti per la tradizionale passeggiata sulla sabbia al Lido.
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Sonia Bergamasco, madrina nel 2016, affidò a Giorgio Armani Privé l'abito della cerimonia inaugurale. La creazione in pizzo ricamato interpretava il glamour del red carpet attraverso una silhouette sofisticata, coerente con il guardaroba Armani scelto dall'attrice per la sua esperienza veneziana.
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Alessandra Mastronardi, madrina nel 2019, inaugurò la Mostra con uno spettacolare Armani Privé. Il look era composto da un bustier e da una grande gonna ricoperti di applicazioni luminose e perle, una costruzione couture dal forte impatto scenografico.
Per il red carpet di Marriage Story, sempre nel 2019, Mastronardi cambiò maison e indossò un lungo abito di raso color ocra firmato Gucci. Il modello aveva un profondo scollo a V ed era impreziosito da ricami e applicazioni, completato da sandali neri e gioielli della maison. Una cintura in stile Batman non è passata di certo inosservata...
Anna Foglietta, madrina nel 2020, fece della moda italiana il filo conduttore della propria presenza al Lido. Per uno dei red carpet più importanti indossò un abito Giorgio Armani Privé con bustino ricamato, frange di cristalli e grande gonna in tulle plissé, una delle creazioni più teatrali della sua esperienza veneziana.
Sempre nel 2020 Foglietta scelse Alberta Ferretti per un look completamente diverso. Il completo era composto da un top e da pantaloni in chiffon nero, entrambi ricamati di strass, per una silhouette più moderna e sensuale rispetto all'abito da sera Armani Privé.
Serena Rossi, madrina nel 2021, scelse Giorgio Armani Privé per la tradizionale passeggiata sulla sabbia. L'abito couture era color corallo, con ricami e intarsi, impreziosito dal bracciale Cartier Just en Clou in oro rosa e pavè di diamanti di Cartier.
Rocío Muñoz Morales, madrina nel 2022, alternò durante la Mostra look più giocosi e creazioni da grande soirée. Tra le sue scelte più importanti ci fu Giorgio Armani. Questo abito bicolore sfoggia una bicromia perfetta di bianco e nero. L'abito lungo fino ai piedi era impreziosito da una cintura con maxifiocco che esaltava il punto vita. Il look era firmato Giorgio Armani Privé.
Caterina Murino, madrina nel 2023, inaugurò la propria esperienza veneziana con un completo verde intenso di Giorgio Armani. La canotta di seta era abbinata a pantaloni palazzo, mentre cappello Borsalino, borsa e décolleté riprendevano la stessa tonalità, creando un look costruito interamente sul colore. Questo abito invece, sempre sui toni del verde ma più tendente allo smeraldo satinato, è firmato da Alberta Ferretti.
Sveva Alviti, madrina nel 2024, inaugurò la Mostra con uno spettacolare Armani Privé nero senza spalline. L'abito, aderente e ricoperto di paillettes, aveva una profonda scollatura e un maxi spacco, completato da una collana Cartier con pantera e décolleté Gianvito Rossi.
Nel corso del 2024 Alviti continuò a cambiare maison, passando dal completo bianco Giorgio Armani dell'arrivo al Lido al long dress rosa shocking Alberta Ferretti per Maria. Per altri appuntamenti scelse invece un abito rosa pesca in raso Atelier Versace e un lungo Gucci plissé degradé nelle tonalità del verde (nella foto).
Con Sveva Alviti si conclude la lista delle madrine ufficiali del Festival. Dal 2025 la Mostra ha scelto di chiamare la figura “conduttrice” e non più “madrina”, e la prima a ricoprire questo nuovo incarico è stata Emanuela Fanelli. Fanelli ha debuttato al Lido con un guardaroba firmato Giorgio Armani, tra cui l'abito della cerimonia di chiusura: un top nero senza spalline, d'ispirazione giapponese, abbinato a una grande gonna decorata da motivi metallici e lunghissime frange scintillanti. Un look teatrale e contemporaneo.