Mostra del Cinema di Venezia 2026, 5 film italiani in concorso per il Leone d’oro
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Introduzione
Pietrangelo Buttafuoco e Alberto Barbera hanno presentato il programma dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, al Lido dal 2 al 12 settembre 2026. Sono 20 i film in concorso, cinque italiani: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, Succederà questa notte di Nanni Moretti, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L’estranea di Paolo Strippoli. Ink di Danny Boyle aprirà la Mostra, Dio ride di Giovanni Veronesi la chiuderà fuori concorso. Tra le novità anche Peccato con Emanuela Fanelli, Film on Films, il documentario di Luca Guadagnino su Bernardo Bertolucci e quello sulla reunion degli Oasis
Quello che devi sapere
Mostra di Venezia, un programma tra maestri, esordi e ritorni
Il programma della Mostra del Cinema di Venezia 2026 ha la forma di un atlante disegnato mentre il mondo cambia confini. Alberto Barbera mette insieme maestri, ritorni, opere prime, cinema politico, memorie private e ossessioni collettive, senza imporre una direzione unica ma affidandosi alla forza delle contraddizioni. Sullo schermo arrivano il potere dei media e le guerre, le migrazioni e l’intelligenza artificiale, le famiglie, gli adolescenti e i fantasmi del Novecento.
Venezia 83 appare così ampia, vorace e talvolta felicemente eccentrica: capace di accostare Werner Herzog alla reunion degli Oasis, un futuro immaginario per Emanuela Fanelli e sette ore di Luca Guadagnino dedicate a Bernardo Bertolucci. Più che limitarsi a srotolare il consueto tappeto rosso, il Lido prova ancora una volta a riflettere il presente attraverso uno specchio deformante: non sempre rassicurante, ma proprio per questo rivelatore.
Venezia 83, i 20 film in concorso
Sono 20 i film selezionati per il concorso principale di Venezia 83. Cinque i titoli italiani in corsa per il Leone d’oro: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera, Succederà questa notte di Nanni Moretti, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L’estranea di Paolo Strippoli.
Accanto agli italiani, il concorso riunisce autori come Danny Boyle, Casey Affleck, Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Shinya Tsukamoto e Florian Zeller. La selezione comprende una sola regista donna, la danese May el-Toukhy, in gara con Woman Unknown.
- Ink di Danny Boyle, film d’apertura
- Company di Casey Affleck
- Kami Nour (A Bit of Light) di Ali Asgari
- Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis
- Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
- Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis
- Kvinde ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy
- Bucking Fastard di Werner Herzog
- 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn
- DAU di Ilya Khrzhanovsky
- Look Back di Hirokazu Kore-eda
- Ga-neung-han sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong
- Wild Horse Nine di Martin McDonagh
- Succederà questa notte di Nanni Moretti
- Primetime di Lance Oppenheim
- The Echo Chamber di Andrea Pallaoro
- Un peu avant minuit di Nicolas Pariser
- L’estranea di Paolo Strippoli
- Nelson san, anata wa hito wo koroshimashita ka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto
- Bunker di Florian Zeller
Da Ink a Dio ride, i film di apertura e chiusura
Ad aprire la Mostra sarà Ink di Danny Boyle, presentato in prima mondiale e in concorso. Il film ricostruisce l’acquisto del quotidiano britannico The Sun da parte di Rupert Murdoch e la sua trasformazione, sotto la direzione dello spregiudicato Larry Lamb, nel tabloid destinato a cambiare il giornalismo popolare inglese. Guy Pearce interpreta Murdoch, Jack O’Connell è Lamb e Claire Foy veste i panni di Jules Davies, su sceneggiatura di James Graham tratta dalla sua omonima pièce teatrale.
A chiudere Venezia 83, fuori concorso e in prima mondiale, sarà invece Dio ride di Giovanni Veronesi, proiettato nella Sala Grande sabato 12 settembre dopo la cerimonia di premiazione. Nel cast Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi.
La giuria internazionale del concorso sarà presieduta da Maggie Gyllenhaal. I Leoni d’oro alla carriera andranno a George Clooney ed Ellen Burstyn, mentre Greta Scarano e Nicolas Maupas condurranno le cerimonie di apertura e chiusura.
La preapertura nel segno di Tinto Brass
Venezia 83 comincerà in realtà con un giorno d’anticipo. Martedì 1° settembre, nella Sala Darsena al Lido, la serata di preapertura renderà omaggio a Tinto Brass con Col cuore in gola, il thriller pop del 1967 girato a Londra e interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin. Il film, liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati e impreziosito dalla consulenza grafica di Guido Crepax, sarà presentato in prima mondiale nella nuova versione restaurata in 4K dal Centro Sperimentale di Cinematografia con il supporto di Netflix. Un’apertura laterale e felicemente anticonformista, nel segno del Brass sperimentale degli anni Sessanta, prima che il concorso accenda ufficialmente gli schermi del Lido.
Orizzonti, i 19 film in concorso
Orizzonti è il concorso dedicato alle nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema internazionale, con particolare attenzione alle opere prime, ai talenti emergenti, alle cinematografie meno conosciute e alle produzioni indipendenti. Sono 19 i lungometraggi selezionati, quattro dei quali italiani.
Ad aprire la sezione sarà La ragazza con la Leica di Alina Marazzi. Gli altri titoli italiani sono Una storia, opera prima di Anna Foglietta, La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini e I figli della scimmia di Tommaso Landucci.
- La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, film d’apertura
- The Burning Giants di Phuttiphong Aroonpheng
- What Belongs to Others di Grzegorz Dębowski
- Una storia di Anna Foglietta
- La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini
- Falling House di Mohsen Gharaei
- Too Much Sugar di Robert Greene
- The Difficult Bride di Rubaiyat Hossain
- La maison du vent di Auguste Bernard e Kouemo Yanghu
- I figli della scimmia di Tommaso Landucci
- A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou
- Oasis di Jannis Lenz
- Until the Day Ends di Jelena Maksimović
- La Moula di Jérôme Pierrat
- Lovers in the Blue Night di Anuparna Roy
- Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni
- The Color of the Sun di Xavier Tera
- Eklipse di Manuel Wetscher
- Big Little Things di Michelle Zhou
Fuori Concorso – Fiction, gli undici film selezionati
La sezione Fuori Concorso – Fiction di Venice Open riunisce undici film, tra cui le nuove opere di Gianni Amelio, Mario Martone, Lav Diaz, Kornél Mundruczó e Paul Schrader. A chiudere l’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica sarà Dio ride di Giovanni Veronesi, presentato in prima mondiale sabato 12 settembre dopo la cerimonia di premiazione.
Tra i titoli italiani figurano anche Nessun dolore di Gianni Amelio, interpretato da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, e Scherzetto di Mario Martone, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone e interpretato da Toni Servillo. Alberto Barbera ha osservato che la collocazione fuori concorso di autori così importanti potrebbe sorprendere, ringraziandoli per aver accettato di presentare i loro nuovi lavori al Lido senza partecipare alla competizione.
- Dio ride di Giovanni Veronesi, film di chiusura
- Nessun dolore di Gianni Amelio
- Let Us Through, Dear Ancestors di Lav Diaz
- Father Joe di Barthélémy Grossmann
- Scherzetto di Mario Martone
- Place to Be di Kornél Mundruczó
- No Paradise If You Are Killed by a Woman di Halkawt Mustafa
- Arrested Memory di SABU
- The Basics of Philosophy di Paul Schrader
- Un bon avocat di Tristan Séguéla
- Jupiter di Alexandre Smia
Fuori Concorso – Non Fiction, i 19 titoli selezionati
La sezione Fuori Concorso – Non Fiction riunisce 19 documentari dedicati a personalità, fenomeni culturali, vicende politiche e questioni della contemporaneità. Tra gli autori presenti figurano Alex Gibney, Amos Gitai, Barbara Kopple, Sergei Loznitsa, Takashi Miike, Tsai Ming-liang, Wim Wenders e la coppia formata da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin.
Tra i titoli italiani figura Be Brave di Francesco Carrozzini, documentario dedicato a Renzo Rosso, fondatore di Diesel. Alberto Barbera lo ha presentato come il primo lungometraggio documentario italiano interamente lavorato attraverso l’intelligenza artificiale, impiegata come strumento di sperimentazione artistica sotto il pieno controllo creativo del regista.
Atteso anche Oasis: Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace, che racconta la riconciliazione di Liam e Noel Gallagher e il tour mondiale della reunion degli Oasis. Barbera ha annunciato che i due fratelli hanno promesso di accompagnare il documentario al Lido.
- Be Brave di Francesco Carrozzini
- What Love Builds di Russell Crowe
- Burgundy di Michael Dweck e Gregory Kershaw
- Musk di Alex Gibney
- The Road to Jericho di Amos Gitai
- Al mowaten Osama (Citizen Osama) di Ahmed Hassouna
- Union Town di Barbara Kopple
- Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky
- Listy (Letters) di Andrei Kutsila
- Biografía de Jorge Luis Borges di Mariano Llinás
- My Undesirable Friends: Part II – Exile di Julia Loktev e Anna Nemzer
- Boatbuilders di Luke Lorentzen
- Imperium di Sergei Loznitsa
- Shumei. The Living Legacy of Kabuki di Takashi Miike
- Queer Edward II di Theo Rollason
- Oasis: Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace
- Dust di Tsai Ming-liang
- Everest: The Other Side di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin
- From Inside Out: The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders
Film on Films, la nuova sezione sul cinema che racconta se stesso
Tra le novità di Venezia 83 c’è Film on Films, la sezione autonoma dedicata ai documentari che raccontano il cinema, i suoi protagonisti e la sua memoria. Nelle precedenti edizioni queste opere erano comprese in Venezia Classici, che da quest’anno resta invece riservata ai restauri dei capolavori del passato.
Tra i titoli più attesi figura Joie de vivre, il documentario di Luca Guadagnino dedicato a Bernardo Bertolucci, della durata di 435 minuti, pari a sette ore e quindici. «Vi assicuro che si rimane inchiodati allo schermo», ha dichiarato Alberto Barbera, descrivendo il film come un viaggio attraverso molte opere del regista, analizzate da Guadagnino insieme ad amici, colleghi, cineasti e critici. Il documentario utilizza il cinema di Bertolucci anche per interrogarsi sull’evoluzione del linguaggio cinematografico e sul ruolo passato e futuro della critica.
- Juso per ferie di Karen Di Porto
- Nino di Walter Fasano
- The Pervert’s Guide to Utopias di Sophie Fiennes
- Joie de vivre di Luca Guadagnino
- Twist and Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur
- Intermission di Yonfan
Peccato, l’unica serie di Venezia 83
L’unica serie annunciata nel programma di Venezia 83 è Peccato, mockumentary diretto da Valerio Vestoso e interpretato da Emanuela Fanelli, prossimamente su HBO Max. Scritta dalla stessa Fanelli insieme a Giulio Somazzi e Vestoso, la serie immagina in chiave surreale la parabola umana e professionale dell’attrice, mescolando materiali d’archivio autentici, ricostruzioni fittizie, interviste e frammenti televisivi.
La storia è ambientata nel 2049. Emanuela Fanelli ha 63 anni, non recita più e vive isolata in un piccolo paese della Valle d’Aosta, lontana dalle telecamere e dimenticata dai media. Un documentario cerca di ricostruire lo scandalo e gli eventi che l’hanno spinta a scomparire dalla vita pubblica. Accanto alla protagonista compaiono, tra gli altri, Stefano Accorsi, Anna Bonaiuto, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì e Paola Cortellesi, insieme a numerose personalità del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della cultura.
Venezia Spotlight, gli otto film della sezione
La selezione Venezia Spotlight comprende otto film senza vincoli di genere o destinazione, scelti per la capacità di confrontarsi con il cinema contemporaneo attraverso linguaggi originali e innovativi. Le proiezioni sono accompagnate da incontri con registi, interpreti e personalità del mondo dell’arte e della cultura.
- Sumo: Spirit Weighs Nothing di Erik Shirai, film d’apertura
- Conversation With the Sea di Muayad Alayan
- Hombre al agua di Gael García Bernal
- Serpenti di Roberto De Paolis Maino
- Furies di Rami Kodeih
- Guria di Levan Koguashvili
- Ground Floor di Gábor Reisz
- I Matter di Alina Șerban
Fuori Concorso, i tre cortometraggi
La selezione Fuori Concorso comprende anche tre cortometraggi. Tra questi spicca Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria internazionale di Venezia 83: un omaggio a Marilyn Monroe nel centenario della nascita, interpretato da Dakota Johnson ed Ellen Burstyn. Quest’ultima veste i panni di una Marilyn immaginaria, invecchiata e mai conosciuta dal pubblico, mentre Johnson incarna la diva all’apice della fama. Il Leone d’oro alla carriera a Burstyn sarà consegnato prima della proiezione del film.
- Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal
- Wild Asparagus di Avi Mograbi
- They’re Here di Laura Poitras e Rachel Mueller
Barbera: «Il cinema è uno strumento di conoscenza del reale»
Prima di presentare le diverse sezioni di Venezia 83, Alberto Barbera ha rivendicato la capacità del cinema di interpretare il presente senza limitarsi alla semplice cronaca. Secondo il direttore artistico, le opere selezionate riflettono le grandi questioni della contemporaneità — dalle guerre al cambiamento climatico, dalle migrazioni alle tensioni sociali, fino ai conflitti familiari, alle speranze e ai timori degli adolescenti — trasformandole in storie attraverso la forza del linguaggio cinematografico. Barbera ha quindi sottolineato la funzione insieme estetica, culturale e sociale del cinema, definendolo «uno straordinario strumento di conoscenza del reale».
Buttafuoco: Venezia spazio di libertà e nuove scoperte
Aprendo la conferenza stampa, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha espresso soddisfazione per la permanenza di Alberto Barbera alla guida della Mostra. Ha quindi sottolineato il ruolo di Venezia come luogo di scoperta e consacrazione di nuovi autori, linguaggi e tendenze del cinema contemporaneo, ribadendo la funzione della Biennale quale spazio di libertà d’espressione, dialogo aperto e valorizzazione della diversità culturale.
Buttafuoco è intervenuto anche sulla decisione della Commissione europea di revocare un finanziamento di due milioni di euro destinato alle attività di Biennale Cinema. Secondo il presidente, l’istituzione ha risposto dettagliatamente a tre lettere della Commissione, senza tuttavia riuscire a evitare il provvedimento. Ha quindi annunciato che la Biennale contesterà la decisione davanti al giudice competente a Berlino, difendendo i propri principi di autonomia, libertà di ricerca e indipendenza da condizionamenti politici.
Il presidente ha comunque assicurato che le attività cinematografiche proseguiranno regolarmente grazie alla solidità economica e istituzionale della Biennale. Ha inoltre ribadito che i programmi dedicati ai giovani autori e alla formazione continueranno, considerandoli un investimento concreto sul futuro e sulla libertà creativa.
Se Venezia 2026 fosse un cocktail: l’Atlante inquieto
Se Venezia 83 fosse un cocktail, non sarebbe il prevedibile Bellini sorseggiato con aria distratta sulla terrazza dell’Excelsior. Sarebbe l’Atlante inquieto: 40 ml di London Dry Gin, 20 ml di Select, 20 ml di vermouth dry e 5 ml di Cynar, mescolati con ghiaccio e serviti in una coppetta gelata con una scorza di pompelmo. Il gin porta con sé il rigore dei maestri, il Select il rosso inconfondibile di Venezia, il Cynar le ombre amare del presente e il pompelmo quell’acidità ironica che impedisce al cinema di diventare una cerimonia imbalsamata. Un drink classico soltanto in apparenza, veneziano senza essere turistico, da bere lentamente