Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, il documentario stasera in prima tv su Sky
Stasera 20 maggio arriva in prima tv su Sky Documentaries Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, il documentario di Simone Manetti vincitore del Nastro d’Argento della Legalità 2026. Per la prima volta parlano i genitori Claudio Regeni e Paola Deffendi insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, ripercorrendo il sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano al Cairo, oltre alla lunga battaglia per la verità e la giustizia. In streaming solo su NOW e disponibile On Demand
La storia di Giulio Regeni e la battaglia della famiglia
Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, diretto da Simone Manetti e scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, è il primo documentario che ricostruisce chi era Giulio Regeni e l’orrore delle violenze subite, dando conto al tempo stesso della lunga battaglia giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del giovane ricercatore italiano, ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. Nel documentario, in prima visione stasera 20 maggio alle 21.15 su Sky Documentaries, in streaming su NOW e disponibile on demand, per la prima volta a raccontare la sua storia sono i genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi: un padre e una madre che, nella ricerca della verità, hanno scelto di sfidare apertamente la dittatura militare guidata da Abdel Fattah al Sisi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocata che li ha affiancati in un percorso legale durato anni e che ha portato, nel 2023, all’apertura del processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Avviato nella primavera del 2024, il procedimento arriverà a sentenza entro la fine del 2026.
Dal Cairo al processo: il racconto del documentario
Giulio Regeni aveva ventisette anni. Cresciuto a Fiumicello Villa Vicentina, in provincia di Udine, in una famiglia di “viaggiatori”, scopre presto il mondo e lo studio come strumento di comprensione della realtà. Frequenta il Collegio del Mondo Unito in New Mexico, consegue il baccalaureato, si laurea in Arabic and Politics a Leeds, ottiene un master in Development Studies a Cambridge e dal 2014 è dottorando nella stessa università. Nel 2015 si trasferisce al Cairo per una ricerca sui sindacati egiziani commissionata dall’Università di Cambridge, in un Paese attraversato da profonde tensioni politiche dopo l’instaurazione della dittatura militare di Al Sisi. Il 25 gennaio 2016, anniversario della Rivoluzione di Piazza Tahrir, Giulio scompare. La famiglia ne viene informata due giorni dopo e parte immediatamente per l’Egitto; la notizia, invece, diventa pubblica solo una settimana più tardi. Il 3 febbraio il suo corpo viene ritrovato ai margini di una strada statale, lontano dal centro della città. I segni delle torture sono evidenti e devastanti. Quando Paola Deffendi lo riconosce, dirà: «Ho visto sul suo volto tutto il male del mondo».
Approfondimento
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Le parole del regista
Nelle parole del regista Simone Manetti, “Il docufilm non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci che compongono la narrazione sono esclusivamente quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda direttamente sulla propria pelle”. Il repertorio viene utilizzato come una vera e propria “macchina del tempo”, capace di restituire gli eventi mentre accadono, attraverso immagini d’archivio, materiali giuridici e found footage quotidiani che costruiscono un racconto immersivo e profondamente umano.