Va in onda su Rai 1, mercoledì 20 maggio, il film del 2023 diretto da Edoardo De Angelis e ambientato durante la II Guerra Mondiale. Al centro della trama, la vera storia di Salvatore Todaro
Pierfrancesco Favino veste i panni di Salvatore Todaro in Comandante, in prima tv su Rai 1 mercoledì 20 maggio. Todaro è il comandante del sommergibile Cappellini della Regia Marina, un ufficiale che ha costruito una reputazione di coraggio quasi temerario: prua rinforzata per speronare il nemico, cannone sparato in emersione, corpo a corpo come ultima risorsa. Ma è la sua bussola morale, più che il coraggio militare, a renderlo una figura fuori dal comune. Quando si trova a scegliere tra gli ordini e la propria coscienza, non ha dubbi.
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Johan Heldenbergh è Georges Vogels, il capitano del mercantile belga Kabalo, la nave affondata dal Cappellini nell'ottobre del 1940. Sopravvissuto al naufragio insieme ai suoi ventisei uomini, viene salvato proprio da colui che lo ha appena attaccato. È lui a rivolgere a Todaro la domanda destinata a restare nella storia: perché si è esposto a un tale rischio per salvare il nemico? La risposta del comandante - "perché siamo italiani" - è il cuore pulsante dell'intero film.
Massimiliano Rossi è Vittorio Marcon, il secondo ufficiale di Todaro, il braccio destro che conosce il comandante meglio di chiunque altro a bordo. Pratico, leale, abituato a seguire gli ordini senza fare troppe domande, si trova a dover fare i conti con una missione che va ben oltre le regole della guerra. La sua presenza è quella di un uomo d'equipaggio che crede nel suo comandante anche quando le scelte di quest'ultimo mettono a rischio tutti.
Arturo Muselli è Danilo Stiepovich, ufficiale dell'equipaggio del Cappellini, uno dei volti della compagine variegata che De Angelis ha voluto rappresentare nel film: accenti diversi, caratteri diversi, ma un senso di appartenenza comune. Stiepovich porta a bordo una ruvidezza di fondo che si scioglie, come quella di molti suoi compagni, nel momento in cui l'equipaggio si trova a fare qualcosa che nessun manuale militare aveva previsto.
Giuseppe Brunetti è Gigino Magnifico, uno dei marinai del sommergibile, uno dei tanti volti anonimi che compongono l'equipaggio del Cappellini. Nel film di De Angelis i marinai non sono uno sfondo: ciascuno porta la propria storia, il proprio dialetto, la propria umanità. Gigino è il lato più popolare e vitale di quella ciurma, il tipo che tiene su il morale anche quando l'oceano e la guerra premono da tutte le parti.
Silvia D'Amico è Rina Todaro, la moglie di Salvatore, la figura che rappresenta ciò che il comandante lascia a terra ogni volta che scende sott'acqua. La sua presenza nel film è quella degli affetti sospesi, di chi aspetta senza sapere se ci sarà un ritorno. In un racconto dominato da uomini e da acciaio, Rina porta il peso silenzioso di chi vive la guerra da lontano, senza per questo viverla meno.
Paolo Bonacelli è Betti, la figura istituzionale che incarna la rigidità del sistema militare e delle sue regole. Di fronte alle scelte fuori dagli schemi di Todaro, Betti rappresenta la voce di chi quelle regole le difende a ogni costo, convinto che la disciplina non ammetta eccezioni, nemmeno quando si tratta di salvare vite umane. Il suo personaggio è il contrappeso necessario all'eroismo solitario del comandante.