Mattarella ai David di Donatello: “Il cinema è il cammino del Paese tra libertà e futuro”
CinemaDal legame storico tra cinema e Repubblica all’impatto economico e culturale del settore, fino alle sfide poste da piattaforme e trasformazioni industriali: nel suo intervento al Quirinale per i David di Donatello 2026 , il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito il valore del cinema italiano come patrimonio collettivo. Un appello al dialogo tra istituzioni e industria per sostenere qualità, giovani talenti e competitività in un momento di cambiamento
Nel cuore del Quirinale, il cinema italiano torna a specchiarsi nella propria storia e nel proprio futuro. In occasione dei David di Donatello, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito il valore profondo della settima arte come strumento di racconto, identità e crescita collettiva. Un intervento che attraversa memoria e trasformazioni, tra il neorealismo di Sciuscià e le sfide delle piattaforme, fino a toccare il nodo centrale del presente: sostenere un’industria che è insieme cultura, lavoro e visione del Paese
David di Donatelllo 2026, il discorso del presidente Mattarella
"L’incontro al Quirinale in occasione dei premi David di Donatello è ormai una tradizione. Una felice tradizione. Il cui inizio – come ricordiamo ogni anno con riconoscenza - si deve all’appassionata intraprendenza di Gian Luigi Rondi che, ideando un evento italiano, volle contestualmente stabilire una connessione tra il cinema e le istituzioni, tra il cinema e la Repubblica. Negli anni questo appuntamento si è arricchito di partecipazione e di significati. Tra momenti memorabili, importanti successi su scala mondiale, ma anche tra difficoltà e cambiamentiimpegnativi. Perché il cinema vive nella società e nella storia, e, a suo modo, ne è anch’esso artefice".
Approfondimento
David 2026, Una battaglia dopo l’altra miglior film Internazionale
I ringraziamenti e i premi: da Gianni Amelio a Vittorio Storaro
"Il cinema ha accompagnato e interpretato la crescita del nostro Paese, - ha aggiunto il presidente Mattarella - contribuendo a sospingerne il cammino nell’orizzonte della libertà e della democrazia. Ha aiutato a formare il linguaggio degli italiani, a percepirlo come un patrimonio prezioso e condiviso. Non sono poche le immagini del cinema divenute vere e proprie icone.
Ringrazio tutti gli intervenuti: il Ministro della Cultura, Giuli, la presidente De Tassis, il nostro conduttore, Claudio Bisio - che ci hagradevolmente condotto nell’impervio percorso del lungo elenco dei candidati - Stefano Di Battista e la sua giovane band, che ci hanno donato preziosi momenti musicali. Ringrazio Rai Teche per il coinvolgente filmato.
Rivolgo i miei complimenti ai destinatari dei premi già assegnati: il regista Gianni Amelio, per i suoi film di successo, Vittorio Storaro, che aggiunge questo prestigioso premio italiano ai suoi tre Oscar, Bruno Bozzetto, straordinario disegnatore e creatore di storie.
Saluto Ornella Muti - è un piacere averla tra noi per ritirare il premio conferitole dello scorso anno - e Checco Zalone – ormai, contro l’anagrafe, dobbiamo chiamarla così - vincitore del premio dello spettatore, per simpatia e anche per incassi".
Approfondimento
David di Donatello 2026, premio alla carriera al regista Gianni Amelio
Da Sciuscià alla Repubblica: il cinema specchio della storia italiana
Mattarella ha poi aggiunto: "Ricorre quest’anno l’ottantesimo di“Sciuscià”, di Vittorio De Sica, punta tra le più alte del neorealismo, che l’anno dopo vinse il primo Oscar italiano. In quello stesso anno, nasceva la Repubblica. L’Italia nutriva volontà di ricostruire dalle macerie della guerra e della dittatura e, attraverso lo schermo del cinema, guardava sé stessa senza nascondere le realtà più problematiche e senza rinunciare ai valori umani più profondi; quelli checonsentono di progredire".
Cinema italiano nel mondo: un patrimonio culturale ed economico
"Il cinema ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, ha emozionato, ha catturato attenzioni, ha trasmesso idee, ha provocato divertimento e commozione.
Il cinema è stato anche il volto, e un vanto, del nostro Paese lungo questo percorso. Ne è stato testimone eccellente e apprezzato.
Ha fatto conoscere il genio e il gusto italiano. Ha attratto simpatia, curiosità, amicizia. Ha mostrato al mondo la nostra bellezza, i nostri paesaggi, il nostro modo di vivere, la nostra socievolezza. Il diffuso apprezzamento per la qualità italiana si deve, in buona misura, alle immagini e alle parole dal cinema", ha ricordato il capo di Stato nel suo discorso.
Cinema e piattaforme: da minaccia a nuova opportunità
"Nei decenni il cinema è cambiato con l’Italia. Nelle forme narrative, nell’estetica, nelle tecnologie, nei generi, nei contenuti. Non molto tempo fa - era già cominciato il nuovo secolo – cisi chiedeva se il cinema sarebbe sopravvissuto, e come, alla potenza della televisione, e poi alla moltiplicazione delle piattaforme e dei canali di comunicazione.
La tv e le multi-piattaforme sembravano avversari insuperabili. Invece non è stato così. L’interrelazione tra cinema, televisione e piattaforme ha presentato nuove opportunità. Ha spinto registi, autori, sceneggiatori, artisti a dare nuovi ritmi alle loro narrazioni, nuove espressività ai loro personaggi.
Il cinema ha varcato alcune delle proprie frontiere ed è stato capace di mantenere continuità alla sua poetica, di preservare le sue professionalità, la sua capacità di dialogo con il pubblico, integrandosi nelle nuove dimensioni tecniche e strumentali.
Questo è il cinema che gli italiani amano, e che i giovani hanno imparato a conoscere nelle modalità rinnovate. Un patrimonio del Paese che come tale va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato. Incoraggiato nelle produzioni, come anche nelle sperimentazioni", ha detto Mattarella.
Il cinema è lavoro: oltre 100mila occupati nell’audiovisivo
"Il cinema è anche lavoro. L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa più di centomila persone, tenendo conto dei tanti - davvero tanti - mestieri indispensabili alla realizzazione dei prodotti. Ad essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv.
Una ricchezza culturale e sociale, com’è noto. Ma anche economica. Che può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico.
Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino".
Preoccupazione per il futuro del cinema italiano
"Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro.
A questo riguardo, ho ricevuto - e letto convero interesse - un documento delle associazioni del settore cinema e audiovisivo. Sono sicuro -anche dopo aver ascoltato le parole del ministro Giuli - che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze.
Condivido la considerazione che sarebbe improprio trattare il tema del futuro dell’audiovisivo come una mera richiesta di sostegni. Il punto cruciale è come essere all’altezza dei nostri momenti migliori, come esprimere ancora qualità e pluralità in una competizione sempre più difficile e in presenza di mutamenti sempre più veloci".
DI FRONTE A DIFFICOLTÀ SERVE DIALOGO
"Occorre dialogo, confronto aperto, senza pregiudiziali. Di fronte a difficoltà l’intesa tra le istituzioni e le componenti del settore può essere un moltiplicatore di risorse e di energie.
Abbiamo le forze e le competenze per veder nascere nuovi prodotti italiani. Per realizzare altre co-produzioni importanti. Per attirare produzioni straniere nei nostri studi e nei nostri luoghi. Per sperimentare ancora, dando spazio a giovani registi e giovani autori. Sarebbe paradossale far pagare ai giovani il prezzo di questa fase di trasformazioni.
C’è tanta voglia di esprimersi, ci sono tante nuove idee nel cassetto, c’è un cambiamento d’epoca che va raccontato, vissuto, approfondito, ci sono sogni che cercano le loro sequenze e le loro parole.
Ovviamente, evito parole fuor di luogo sulle aspettative per la premiazione di domani.
Auguro però a tutti voi, e anche ai vostri colleghi che non sono qui oggi, a tutto il cinema insomma, di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti.
Buona festa del David!", ha concluso il discorso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.