Bif&st, Kasia Smutniak: "Raccontare le donne è il mio motore"

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Dal grande schermo al documentario, un percorso guidato dall’urgenza di raccontare. Al Bif&st di Bari, l’attrice e regista ripercorre la sua carriera e guarda al futuro

"Ho cercato sempre, a volte consapevolmente a volte no, di raccontare le donne, donne diverse: questo è il mio motore", ha detto Kasia Smutniak incontrando il pubblico del Bif&st, il festival internazionale del cinema inaugurato ieri a Bari. Ospite del primo appuntamento e premiata in serata con il riconoscimento "Arte del cinema", ha ripercorso i suoi inizi partendo da Nelle tue mani di Peter Dal Monte (2007), proiettato al teatro Petruzzelli. L’attrice ha ricordato la sua crescita in una piccola città polacca, tra cineclub e film d’autore, e le incertezze degli esordi: "Non facevo tante domande, a volte mi sentivo persa". Proprio quell’esperienza, segnata dalla "pura passione" del set, le ha fatto capire cosa cercare davvero nel suo mestiere.

Raccontare le donne e il bisogno urgente di nuove storie

Smutniak ha poi riflettuto sull’evoluzione del racconto del femminile, sottolineando come non siano solo le donne a dover raccontare le donne, ma come sia fondamentale continuare a farlo con sguardi curiosi e autentici. Da qui anche la scelta di passare dietro la macchina da presa con Mur (2023), documentario nato da un’urgenza personale per raccontare il muro al confine tra Polonia e Bielorussia e il dramma dei migranti. "Mi sono sentita responsabile", ha spiegato, raccontando un’esperienza che ha cambiato il suo modo di scegliere le storie. "Ho smesso di cercarle nel cinema e ho deciso di diventare parte creativa di un racconto diverso". Un percorso che intende proseguire con energia, perché - ha concluso tra gli applausi - "questo è un mestiere magico: ogni film è, in qualche modo, per sempre".

La prima giornata del festival

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha aperto il Bif&st al teatro Petruzzelli sottolineando l’emozione e la responsabilità di un festival che da 17 anni rappresenta un punto di riferimento culturale, grazie soprattutto al pubblico che ne è “anima e motore”. Ha evidenziato come Bari e la Puglia siano diventate un grande palcoscenico internazionale e un set a cielo aperto, capace di raccontare storie e identità attraverso il cinema. Alla serata inaugurale erano presenti, tra gli altri, il direttore artistico Oscar Iarussi, la presidente dell’Apulia Film Commission Anna Maria Tosto e il sindaco di Bari Vito Leccese, che ha definito il festival un elemento identitario della città. L’evento si è aperto con un omaggio a Claudia Cardinale e con l’anteprima del film Il Dio dell’amore di Francesco Lagi, mentre il premio “Arte del cinema” è stato assegnato a Kasia Smutniak.

Il programma della seconda giornata

Spazio a Amadeus di Milos Forman, seguito dal dialogo con Alessandro Baricco, e all’omaggio a Claudia Cardinale con La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini, alla presenza di Patrick e Lucilla Cristaldi. Il programma prosegue con eventi speciali e proiezioni, tra cui il corto Quella saletta sul mare di Alessandro Piva, accompagnato dal cast. Ampio spazio anche al concorso e alle sezioni parallele, con A War On Women di Raha Shirazi, preceduto dal corto di Anna Foglietta, e titoli come Orchestra Plurale di Pierluigi Ferrandini e Don Chisciotte di Fabio Segatori, con ospiti in sala e momenti di confronto.

Nel corso della giornata si alternano anteprime, retrospettive e incontri: al Petruzzelli viene presentato Tutta vita di Valentina Cenni con Stefano Bollani e Daniele Sepe, mentre trovano spazio anche opere come La salita di Massimiliano Gallo e Cattiva strada di Davide Angiuli. Non mancano gli omaggi d’autore, con la retrospettiva dedicata a Giuseppe Tornatore (Il camorrista e La leggenda del pianista sull’oceano) e gli eventi speciali come Lo svitato di Carlo Lizzani con l’intervento di Jacopo Fo. La giornata si chiude con la consegna dei premi, tra cui il riconoscimento “Arte del cinema” ad Alessandro Baricco, seguita dalla sezione “Rosso di sera” con Köln 75 di Ido Fluk, e con uno sguardo al cinema di genere grazie alla rassegna “Notti horror” e la proiezione di Demoni di Lamberto Bava.

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