Introduzione
Nouvelle Vague, film di Richard Linklater del 2025, sta accendendo l'attenzione del pubblico sul movimento cinematografico francese da cui il lungometraggio prende il nome, nato nei tardi anni Cinquanta, che ha rivoluzionato il modo di intendere il cinema d'autore. Jean-Luc Godard, rappresentato nel film di Linklater, è considerato uno dei padri della corrente, nonché uno dei registi simbolo dell'intero movimento.
Nouvelle Vague (Leggi anche LA SCHEDA DEL FILM - LA RECENSIONE)
Quello che devi sapere
Cosa significa Nouvelle Vague e quando nasce
Nouvelle Vague, dal francese, letteralmente, "Nuova Ondata", è il nome della corrente cinematografica nata in Francia tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, comparsa per la prima volta nel 1957 in una pubblicazione di François Giroud sul settimanale L’Express.
Il termine, che identificava la nuova gioventù francese del Dopoguerra, indicò poi la riflessione e la produzione cinematografica francese tra gli anni compresi tra il 1959 e il 1963. La stagione d'oro fu quella tra il 1959 e il 1960.
I padri fondatori e i registi di riferimento
La Nouvelle Vague fa capo a una serie di autori considerati i padri del cinema francese moderno: François Truffaut, Jean-Luc Godard, Claude Chabrol, Jacques Rivette ed Éric Rohmer.
Critici cnematografici poi passati dietro la macchina da presa, grandi appassionati di cinema e amici, passarono al vaglio il cinema esistente distinguendo la produzione dei padri da quella che esprimeva una voce autoriale.
La loro "politica degli autori" si estendeva al cinema d'Oltreoceano ed elevava titoli considerati di intrattenimento ad opere d'arte da studiare appronfonditamente. Alfred Hitchcock diventò un punto di riferimento, così come Orson Welles. Jean Renoir e Roberto Rossellini furono celebrati per la loro attenzione al realismo come massimo espediente poetico, estetico e narrativo.
Tutti gli autori della Nouvelle Vague avevano scritto sulla rivista specializzata di critica Cahiers du Cinéma ed erano animatori del dibattito sui film e il lavoro dei registi del passato e del presente alla Cinémathèque Français.
Nouvelle Vague, poetica ed estetica
Nei tardi anni Cinquanta i giovani cineasti furono incoraggiati a produrre nuovi fim grazie ad un sistema di incentivi statali che avrebbero finanziato anche opere delle quali non era certo il riscontro commerciale.
I regisiti della Nouvelle Vague decisero in maniera spontanea ed unanime di dedicarsi alla realizzazione di pellicole che raccontassero la vita per come era.
Un cinema senza troppo artificio e realizzato con mezzi ridotti al minimo, senza set colossali di stampo hollywoodiano e spesso con sceneggiature ridotte all'osso e dialoghi lasciati al confronto quotidiano con gli attori.
La Nouvelle Vague si caratterizzò fin da subito per la sovversione nei confronti dell'arte cinematografica e del set come erano stati concepiti fino a quel momento.
Gli esterni furono favoriti agli interni. Le storie spesso mostravano il lato imprevedibile della vita e le sue svolte tragiche e noir. Il cinema stesso diventò un oggetto privilegiato da rappresentare sul grande schermo.
Jean-Luc Godard, padre fondatore e maestro
Jean-Luc Godard, nato a Parigi, classe 1930, è uno degli autori simbolo della Nouvelle Vague, nonché uno dei registi più influenti della sua generazione e della storia del cinema mondiale.
Nato come critico cinematografico, passò dietro la macchina da presa nei tardi anni Cinquanta e continuò a girare fino a poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2022, dedicandosi allo studio teorico del cinema come mezzo per raccontare la società e le sue dinamiche anche politiche.
Il suo cinema mise in pratica tutto ciò che la Nouvelle Vague professava. I film venivano girati con troupe leggere, si faceva uso della camera a mano.
Le persone erano il soggetto privilegiato. L'immagine era naturale ma il senso dell'opera e i suoi significati venivano suggeriti da diversi espedienti.
Scritte e suoni potevano essere aggiunti per favorire una certa comprensione dell'opera. Il montaggio, concepito in maniera assolutamente anticonvenzionale per i tempi, aveva un ruolo essenziale per dare alla narrazione un ritmo inaspettato.
Godard ha firmato nel 1960 la sua opera seminale, À bout de souffle, Fino all'ultimo respiro. Nel 1963 arriva Il Disprezzo con Brigitte Bardot. Due o Tre Cose Che So di Lei è del 1967. Si salvi chi può (la vita) è del 1980. L'ultimo lavoro è del 2018, Le livre d'image.
I film capolavoro della Nouvelle Vague
Nella lista molto lunga di titoli da conoscere e da recuperare per approfondire la cinematografia francese alcune opere sono considerate essenziali per il loro valore cinematografico, estetico e storico.
Oltre ai citati Fino all'ultimo respiro e Il disprezzo di Godard, si aggiungono Hiroshima Mon amour e L'anno scorso a Marienbad di Alain Resnais.
Jules e Jim, I 400 colpi ed Effetto notte di François Truffaut. La mia notte con Maud di Éric Rohmer. Le beau Serge e Il tagliagole di Claude Chabrol. Cleo dalle 5 alle 7 e Senza tetto né legge di Agnès Varda.