San Valentino, torna al cinema Pretty Woman con Richard Gere e Julia Roberts

Cinema
Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

©Webphoto

In concomitanza con la festa dei cuoricini che si celebra il 14 febbraio di ogni anno, l'iconica pellicola diretta da Garry Marshalltorna in sala. Ciò contribuisce a sottolineare come, a più di trent’anni dall’uscita, un'opera del genere continui a esercitare un fascino trasversale, capace di coinvolgere pubblici diversi e di confermarsi come uno dei titoli più riconoscibili della storia del cinema popolare

Pretty Woman si prepara a tornare sul grande schermo in concomitanza con San Valentino, riaffermando il proprio ruolo di pietra miliare della commedia romantica. A più di trent’anni dall’uscita, il film diretto da Garry Marshall continua a esercitare un fascino trasversale, capace di coinvolgere pubblici diversi e di confermarsi come uno dei titoli più riconoscibili della storia del cinema popolare.

 

Il ritorno nelle sale in occasione della Festa degli Innamorati ne è una riprova.

Il 9, 10, 11 e 14 febbraio la commedia romantica del 1990 firmata da Marshall tornerà al cinema nell’ambito della rassegna Back to Cult di Nexo Studios. La riproposizione è pensata per celebrare San Valentino, offrendo al pubblico l’occasione di rivedere sul grande schermo una delle storie d’amore più celebri del cinema contemporaneo. Protagonisti del film sono Julia Roberts e Richard Gere, coppia diventata emblematica grazie a questa interpretazione.

Un fenomeno globale che ha segnato un’epoca

All’uscita nelle sale nell'ormai lontano 1990, Pretty Woman ottenne un successo planetario, superando i 463 milioni di dollari di incasso al botteghino. Il film ha rappresentato un momento decisivo nella carriera di Julia Roberts, contribuendo al suo lancio definitivo, e ha inaugurato una nuova stagione di attenzione verso il genere della commedia romantica.

 

Al centro della narrazione, la relazione tra Vivian ed Edward si è trasformata in un modello narrativo capace di attraversare i decenni, imponendosi come un classico intramontabile e influenzando costume, immaginario e tendenze.

Approfondimento

Julia Roberts a Venezia 82: da Pretty Woman ad After the Hunt

La chimica tra Richard Gere e Julia Roberts

Richard Gere ha ricordato in più occasioni il primo incontro con Julia Roberts, avvenuto prima di accettare definitivamente il ruolo.

“Non ero ancora sicuro che avrei fatto questo film, quando ho conosciuto Julia Roberts”, ha raccontato l’attore. “Lei era lì, con me, dall’altra parte della scrivania, ma non ci conoscevamo ancora. C’era una forte chimica tra noi: c’erano i flirt, c’erano i sorrisi… tutto scorreva perfettamente. A quel punto Garry Marshall mi guarda e mi chiede se va tutto bene. Io gli rispondo di sì. E a quel punto prende un foglio di carta, scrive qualcosa e me lo passa: c’era un messaggio in cui mi chiedeva di dire di sì, di accettare quel ruolo. Ho provato tenerezza e ho accettato senza pensarci troppo”.

 

In un’altra occasione, l’attore ha anche espresso una critica nei confronti del film, contribuendo ad arricchirne la lettura nel tempo, come ricordiamo nel prossimo paragrafo.

Approfondimento

Pretty Woman, Richard Gere apre al sequel. Ma a una condizione

La critica di Gere al proprio ruolo in Pretty Woman

Durante una masterclass all’81° Festival del Cinema di Venezia, Richard Gere, 75 anni, ha rivisto una scena di Pretty Woman, film che ha ammesso di non rivedere spesso.

 

Nella sequenza proiettata, Edward, il suo personaggio, è al pianoforte quando Vivian, interpretata da Julia Roberts, entra e viene fatta sedere in cima allo strumento. Commentando con ironia, Gere ha detto: “Voglio dire, non c'è chimica. Questo attore e questa attrice ovviamente non avevano chimica tra loro… Non lo vedevo da tempo. È una scena sexy”, provocando le risate del pubblico.

 

L’attore ha poi aggiunto una critica più seria al proprio ruolo: “Era fondamentalmente un vestito e un buon taglio di capelli”, ha confessato, sottolineando la superficialità con cui il personaggio di Edward era stato scritto. Nonostante ciò, Pretty Woman ha consacrato Julia Roberts al successo internazionale e ha contribuito a rendere Edward uno dei ruoli più iconici nella carriera già brillante di Gere, mentre anche Laura San Giacomo, interprete di Kit De Luca, ha lasciato un segno con il ritratto dell’amica di Vivian, segnata da problemi di dipendenza. Tra gli elementi che hanno reso il film un fenomeno duraturo figurano la colonna sonora, con la celebre Oh, Pretty Woman di Roy Orbison del 1964, l’umorismo brillante e un cast indimenticabile. Il film ha incassato 463 milioni di dollari nel 1990 ed è stato trasmesso innumerevoli volte in televisione.

Approfondimento

"Pretty Woman" compie 35 anni, 15 frasi indimenticabili del film

Un classico che continua a essere discusso

Nel corso degli anni, Pretty Woman è stato più volte oggetto di riletture, confronti e analisi, sia per la sua portata culturale sia per alcuni dettagli diventati celebri tra gli spettatori. Tra questi, c'è per esempio un errore al minuto 32, considerato uno dei più incomprensibili della storia del cinema. Si tratta di una gaffe di continuità, un dettaglio che cattura l’attenzione soltanto degli spettatori più attenti.

Durante una scena in cui Edward e Vivian fanno colazione insieme in albergo, il personaggio di Julia Roberts prende inizialmente un cornetto dal tavolo; pochi secondi dopo, esattamente al minuto 32:10, lo stesso dolce appare magicamente trasformato in un pancake.

Questo dettaglio è frutto della decisione del regista Garry Marshall di privilegiare la performance dell’attrice nelle riprese finali della scena, senza accorgersi della discrepanza.

 

Nelle varie inquadrature successive, il pancake cambia di morso e posizione: in un momento ne manca uno, nell’altro cambia la forma, rendendo evidente che si tratta di due oggetti diversi. L’errore, pur essendo evidente, non diminuisce l’appeal della pellicola: al contrario, contribuisce a rendere Pretty Woman ancora più affascinante, confermandone lo status di commedia romantica iconica degli anni Novanta.

Il film continua inoltre a essere messo in relazione con opere successive e a stimolare riflessioni sul proprio lascito.

 

Il ritorno di Pretty Woman nelle sale, a distanza di decenni, conferma la capacità del film di rimanere vivo nell’immaginario collettivo, riaffermandosi come un racconto sentimentale che continua a parlare al presente senza perdere la propria identità originaria.

Approfondimento

Richard Gere scherza su Pretty Woman: "Zero chimica con Julia Roberts"

Spettacolo: Per te