Melania, anteprima alla Casa Bianca del documentario sulla moglie di Donald Trump
CinemaLa proiezione privata ha accolto ospiti illustri, dalla regina Rania di Giordania a Mike Tyson. L'opera segue la campagna presidenziale del 2025 del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Il 24 gennaio, Melania Trump ha aperto le porte della East Room della Casa Bianca per una cena speciale e una proiezione riservata a 70 persone tra amici, familiari e personalità di spicco per la proiezione del documentario Melania di Brett Ratner prodotto da Amazon, che segue la campagna presidenziale del 2025 del marito Donald Trump fino al giorno dell’insediamento come Presidente degli Stati Uniti. L’evento, che non è stato pubblicizzato, ha preceduto così sia la prima ufficiale per VIP e dignitari attesa al Kennedy Center di Washington il 29 gennaio (insieme a una tempesta di neve), sia l’uscita nei cinema prevista il 30 gennaio. In contemporanea con la proiezione al Kennedy Center, sono in programma anche anteprime di minori dimensioni in altre 20 città, incluse Nashville, Boston, San Francisco e Las Vegas, per personalità locali e sostenitori della First Lady, che secondo una fonte avrebbe trascorso per le riprese diversi mesi a Mar-a-Lago.
GLI OSPITI, DA RANIA DI GIORDANIA A MIKE TYSON
Una banda militare ha accolto gli ospiti alla Casa Bianca con la canzone Melania’s Waltz, che il compositore di Hollywood Tony Neiman ha creato appositamente per il film. La banda ha suonato anche brani tratti da celebri pellicole e, come riporta The Hollywood Reporter, l’evento ha incluso anche eleganti scatole commemorative in bianco e nero per i popcorn (che i camerieri hanno servito in guanti per non lasciare impronte) e biglietti incorniciati. Gli ospiti comprendevano il regista Brett Ratner e la madre, la regina Rania di Giordania, il Ceo di Zoom Eric Yuan, il Ceo di Apple Tim Cook, la Ceo della Borsa di New York Lynn Martin, la Ceo di Advanced Micro Devices Linsa Su, l’ex campione di boxe Mike Tyson, la figlia di Giovannino Agnelli e nipote dell’Avvocato Virginia Asia Agnelli, il guru dell’aiuto-aiuto Tony Robbins, la fotografa Ellen von Unwerth (che ha scattato la foto per la locandina del documentario), il figlio di Donald Trump e Melania Trump Barron Trump, Mike Hopkins di Amazon Studios, il Ceo di Amazon Andy Jassy e il consigliere senior e manager di lunga data della First Lady Marc Beckman (coinvolto in ogni aspetto del progetto). Dal momento che la sala proiezioni nell’Ala Est della Casa Bianca è stata chiusa per costruire la sala da ballo Trump, Melania ha allestito un teatro improvvisato con attrezzature audio e video all’avanguardia (sotto la supervisione dello stesso Ratner) e un maxischermo portato per l’occasione. Secondo alcune fonti citate da The Hollywood Reporter, nessuno oltre alla First Lady, a Ratner e a un ristretto gruppo di collaboratori aveva ancora visto il documentario, compresi il Presidente e i suoi consiglieri, che l’hanno gustato per la prima volta in occasione della proiezione speciale.
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I COSTI E LE INCERTEZZE SULLA DISTRIBUZIONE
Sul sito Puck, il noto insider di settore Matt Belloni ha riportato che Amazon/MGM avrebbe speso 35 milioni di dollari solo per il marketing del documentario Melania, che sarebbe stato poi acquistato per 40 milioni di dollari. In totale, quindi, Amazon/MGM avrebbe speso 75 milioni di dollari per un titolo che, però, potrebbe non guadagnare nemmeno 5 milioni di dollari in tutto il mondo nel weekend di apertura. Inoltre, il piano originale avrebbe previsto la proiezione di Melania in oltre 2000 sale in tutto il Paese, numero che sarebbe stato però ridotto a 1400. EmpireCity Box ha poi aggiornato ulteriormente il dato: la distribuzione sarebbe stata ulteriormente ridotta da un’uscita su larga scala a una più limitata. Sebbene il team di Melania Trump non abbia commentato la spesa pubblicitaria per il progetto, ha comunque smentito la cifra di 35 milioni di dollari riportata da Belloni.