I 4 film preferiti di papa Leone XIV, da Benigni a Frank Capra. FOTO
In vista dell’udienza con il mondo del cinema del 15 novembre 2026, il pontefice ha comunicato quali sono le sue pellicole del cuore. Tra i suoi titoli più amati, spiccano il capolavoro italiano "La vita è bella" e, tra gli altri, "Gente comune". Le opere citate dal papa sono quattro, scopriamole tutte
A cura di Camilla Sernagiotto
In vista dell’udienza con il mondo del cinema del 15 novembre, papa Leone XIV ha comunicato i suoi film preferiti. L’incontro, promosso dal Dicastero per la cultura e l’educazione in collaborazione con il Dicastero per la comunicazione e i Musei Vaticani, rientra nel Giubileo. Il Papa desidera approfondire il dialogo con attori e registi e mostrare come la creatività artistica possa sostenere la missione della Chiesa e promuovere i valori umani. Tra i suoi film del cuore spiccano l’italiano La vita è bella e Gente comune. Scopriamo i film citati dal pontefice.
Le parole del Papa sui suoi fim preferiti
La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra racconta la crisi morale di George Bailey, interpretato da James Stewart, deciso a gettarsi dal ponte. L’angelo Clarence gli mostra com’è il mondo senza di lui, svelando l’intreccio invisibile che tiene insieme gli esseri umani. Capra, regista italoamericano che aveva già raccontato l’America del New Deal con ottimismo civico, mette in scena una riflessione sull’empatia e sulla solidarietà. Il messaggio del film, "nessun uomo che abbia amici è un fallimento", è tra le frasi più radicali per Leone XIV.
La vita è meravigliosa insieme con Frank Capra
La vita è meravigliosa è un film sul valore etico della gentilezza e dell’empatia. Ambientato nel 1946, parla della società americana del dopoguerra, dove il benessere rischia di soffocare la solidarietà. L’opera è una parabola sulla possibilità di annullamento e redenzione dell’individuo. Capra fa cinema teologico con discrezione, mostrando come la bontà possa essere rivoluzionaria.
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Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music, 1965) di Robert Wise sembra, a prima vista, un semplice musical, ma contiene una profonda resistenza civile e spirituale. Maria, interpretata da Julie Andrews, sceglie la gioia come atto politico in un’Austria piegata all’Anschluss. I numeri musicali non sono decorativi, ma gesti di libertà collettiva e strumenti di educazione sentimentale. La famiglia Von Trapp attraversa le montagne in fuga dal nazismo, trasformando la musica in armonia e resistenza alla violenza.
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Tutti insieme appassionatamente offre un’estetica della grazia e della bontà come armonia, non come dovere. Il film, ambientato in un’epoca di Guerra Fredda e consumo di massa, evoca una nostalgia consapevole di un mondo dove cantare insieme poteva cambiare qualcosa. Wise trasforma la gentilezza in canto e in resistenza morale. Leone XIV apprezza la capacità del film di unire bellezza artistica e valori umani profondi.
Tutti insieme appassionatamente a Robert Wise
Gente comune (Ordinary People, 1980) di Robert Redford mostra l’America post-Vietnam e il disincanto della psicoanalisi domestica. La famiglia Jarrett, agiata e rispettabile, è distrutta dalla morte del figlio maggiore e dal senso di colpa del sopravvissuto. Redford dirige con rigore quasi bergmaniano, evidenziando la fragilità dell’amore in un mondo incapace di perdono. Mary Tyler Moore, Donald Sutherland e Timothy Hutton interpretano personaggi che non riescono a piangere, capire o vivere.
Gente comune rovescia l’ottimismo dei film precedenti di Capra e Wise. Il silenzio tra i personaggi diventa un linguaggio e il vuoto un nuovo modo di raccontare le emozioni. Non c’è miracolo, ma un atto di parola quando il padre finalmente abbraccia il figlio. L’amore diventa un gesto di verità e una tenue possibilità di redenzione, secondo Leone XIV.
La vita è bella (1997) di Roberto Benigni racconta la Shoah attraverso una favola senza negare il dolore. Guido Orefice, ebreo toscano deportato con il figlio, costruisce un gioco per proteggere il bambino. L’ironia diventa l’ultimo baluardo dell’amore paterno e un atto di resistenza spirituale. Il film unisce clown e martire, innocente e testimone, mostrando come dare senso al dolore sia ciò che salva davvero.
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La vita è bella celebra la capacità dell’immaginazione di preservare l’umanità in un mondo disumanizzante. Benigni, come Capra e Wise, crede nella bontà come forza sovversiva; come Redford, sa che la bontà da sola non basta. L’opera dimostra che la creazione artistica può essere un gesto di sopravvivenza. Leone XIV riconosce nel film una lezione potente e sovversiva per i tempi moderni.
Papa Leone XIV, in vista dell’udienza con il mondo del cinema del 15 novembre, ha condiviso i suoi film preferiti. L’incontro, inserito nel Giubileo e promosso dai Dicasteri per la Cultura, la Comunicazione e dai Musei Vaticani, mira a favorire il dialogo con attori e registi, sottolineando il valore della creatività artistica nella missione della Chiesa.