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La vita è bella, le storie vere dietro il film di Roberto Benigni stasera in tv

Cinema

Oscar al Miglior film straniero, al Miglior attore protagonista (Roberto Benigni) e alla Migliore colonna sonora (Nicola Piovani), la pellicola che racconta l'orrore dell'Olocausto va in onda su Canale 5 martedì 28 gennaio

La vita è bella, uscito nelle sale cinematografiche nel 1998, va in onda su Canale 5 martedì 28 gennaio.

 

Diretto da Roberto Benigni, che per il ruolo del protagonista vinse l'Oscar, si aggiudicò un Oscar anche per il Miglior film straniero e per la Migliore colonna sonora.

 

A ispirare la trama della pellicola, sono state alcune storie vere.

Il titolo

Il titolo del film, La vita è bella, fu scelto per l'atteggiamento del protagonista, deciso a trovare la felicità anche nelle situazioni più drammatiche. A confermare che quella fosse la scelta giusta, furono però due testimonianze: la frase "Io pensavo che la vita fuori era bella, e sarebbe ancora stata bella, e sarebbe stato veramente un peccato lasciarsi sommergere adesso" in Se questo è un uomo di Primo Levi. E il testamento del politico rivoluzionario Lev Trockij: "La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore".

 

La storia di Rubino Salmonì

A fornire a Roberto Benigni lo spunto per La vita è bella fu Rubino Salmonì, la cui storia di deportazione e sopravvivenza è raccontata nel libro Ho sconfitto Hitler. Scrittore e superstite dell'Olocausto, scomparso nel 2011, sfuggì al rastrellamento nazista nel ghetto di Roma nel 1943 ma, l'anno dopo, fu arrestato e rinchiuso nel carcere Regina Coeli, prima d'essere trasferito al Campo di Fossoli e poi deportato ad Auschwitz. I suoi due fratelli morirono nella prigionia, mentre lui sopravvisse. Nonostante i lavori forzati a cui era costretto, Salmonì non perse mai il suo ottimismo e il suo carattere gioioso, che dava agli altri conforto e speranza. Un atteggiamento, questo, che ritroviamo nel protagonista de La vita è bella. Trasferito da Auschwitz a Nassen, Rubino Salmonì riuscì a fuggire. E, attraversando una Germania in guerra, una volta tornata la pace tornà finalmente a Roma.

Gli zii di Nicoletta Braschi

I nomi dei protagonisti de La vita è bella sono presi da Dora De Giovanni e Guido Vittoriano Basile, zii di Nicoletta Braschi. Avvocato italiano, Basile fu arrestato per la sua attività antifascista e - esattamente come il protagonista de La vita è bella - morì nel campo di concentramento di Mauthausen.

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