La zona d'interesse, trailer, trama e cast del film stasera in tv

Cinema
©IPA/Fotogramma

La pellicola, premiata alla 96esima edizione degli Oscar, va in onda su Rai 3 venerdì 23 gennaio. Capace di raccontare il dramma dell’Olocausto senza mai mostrarlo direttamente, racconta la storia di una famiglia apparentemente felice, che vive in una villetta con un giardino fiorito che confina con un muro: siamo negli anni Quaranta, e il muro è quello del campo di concentramento di Auschwitz

Una storia d'amore dentro l'orrore di Auschwitz, una vita serena in una casa vista lager. Parla di questo La zona d'interesse, il lavoro di Jonathan Glazer premiato come Miglior film internazionale agli Oscar 2024, in onda su Rai 3 venerdì 23 gennaio.

 

Al centro della trama troviamo una famiglia apparentemente felice, che vive in una villetta con un giardino fiorito e una piscina. Una villetta che, però, confina con un muro: siamo negli anni Quaranta, il muro è quello del campo di concentramento e sullo sfondo si vede tanto fumo.

La trama

Film del 2023 diretto da Jonathan GlazerLa zona d'interesse racconta il dramma dell’Olocausto senza mai mostrarlo direttamente. Girato ad Auschwitz in lingua tedesca e polacca, è la prima pellicola di Glazer non inglese, ed è ispirato all’omonimo romanzo del 2014 di Martin Amis (lo scrittore britannico è morto il 19 maggio del 2023, lo stesso giorno in cui la pellicola è stata presentata in anteprima mondiale al Festival di Cannes). 

 

Il titolo del film si riferisce alla cosiddetta zona d’interesse (interessengebiet) intorno al campo di Auschwitz, in Polonia: un’area di circa 25 miglia amministrata e controllata dalle SS, delimitata da un muro sottile, in cui si trovavano i loro uffici e le case in cui vivevano con mogli e figli.

 

La storia è ambientata durante la Seconda guerra mondiale e segue la vita quotidiana di Rudolf Höss, comandante del campo di concentramento di Auschwitz, e della sua famiglia. Rudolf vive con la moglie Hedwig e i figli in una grande casa con giardino, situata letteralmente accanto al muro del campo. La famiglia conduce un’esistenza apparentemente serena e borghese: pranzi all’aperto, giochi dei bambini, feste con amici, ambizioni sociali e cura maniacale della casa e del giardino, che Hedwig considera il coronamento dei suoi sogni. Mentre la routine domestica procede con inquietante normalità, il lavoro di Rudolf nel campo di sterminio continua senza che vi sia alcuna frattura tra la sua vita privata e la sua responsabilità nell’organizzazione della morte di massa. Le conversazioni tra i personaggi rivelano progressivamente l’assoluta disumanizzazione delle vittime e l’adesione cieca all’ideologia nazista, trattata come un fatto amministrativo e logistico.

 

Il film costruisce la sua tensione attraverso i suoni provenienti dal campo - spari, urla lontane, forni crematori .- che invadono la quiete della casa, ricordando costantemente allo spettatore ciò che accade oltre il muro. 

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La zona d'interesse
Alcune scene del film, la locandina e il regista insieme ai due attori protagonisti - ©IPA/Fotogramma

Il cast

A interpretare Rudolph Höss è Christian Friedel, mentre sua moglie Hedwig è Sandra Hüller. Nel cast ci sono anche Ralph Herforth, Johann Karthaus, Luis Noah Witte, Nele Ahrensmeier, Lilli Falk, Max Beck, Sascha Maaz, Marie Rosa Tietjen, Stephanie Petrowitz, Freya Kreutzkam, Ralf Zillmann, Wolfgang Lampl, Imogen Kogge, Daniel Holzberg, Christopher Manavi, Anastazja Drobniak, Medusa Knopf, Andrey Isaev, Martyna Poznanski, Zuzanna Kobiela, Julia Polaczek, Kalman Wilson, Cecylia Pekala. Per quanto riguarda il cast tecnico, il responsabile della fotografia è Lukasz Zal, del montaggio Paul Watts, della scenografia Chris Oddy, del sonoro Tarn Willers e Johnnie Burn. Le musiche sono di Mica Levi, che ha collaborato con Glazer anche per la colonna sonora del film Under the Skin. Molte scene sono state girate piazzando le telecamere sul set e manovrandole da remoto, senza operatori visibili: in questo modo, gli attori sono stati liberi di muoversi in modo più naturale e spontaneo.

Il suono

Ne La zona d'interesse il sonoro ha un’importanza straordinaria. Il regista non mostra quello che succede al di là del muro, ma lo fa sentire, lo fa capire attraverso il suono. Gli spettatori sentono gli stessi rumori degli Höss e dei loro vicini. Gli uccellini che cinguettano, certo. E poi gli spari, le urla, il tintinnio delle catene. Inoltre, fin dall’inizio c’è un rumore di fondo costante. Un rumore che arriva da oltre il muro e che continua, a volte quasi impercettibile, per tutta la pellicola. È il rumore della fabbrica in cui bruciano gli ebrei. Questi suoni mostrano l’invisibile, oltrepassano i confini che la macchina da presa sceglie di non superare. E vengono amplificati dalla colonna sonora della compositrice Mica Levi.

 

Glazer ha spiegato che il film è “diviso su due tracce: una è il film che senti, una è il film che vedi”. Due processi distinti, pensati sin da subito insieme al supervisore al sound design Johnnie Burn. “L’esperienza completa – ha aggiunto il regista – è nell’intersezione tra le due tracce, ma quello che volevo comunicare è che in questo caso le orecchie sono più importanti degli occhi”.

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Il regista

In altre interviste, Jonathan Glazer ha raccontato com’è nato il film. Durante una visita ad Auschwitz, ha detto, è rimasto molto colpito dalla villetta della famiglia del comandante nazista Rudolf Höss, che si trovava poco distante dal campo di concentramento. Grazie alla collaborazione con il Museo di Auschwitz, è riuscito a consultare gli archivi con le testimonianze delle persone che avevano lavorato in quella casa, ricostruendo una fotografia verosimile di quella che poteva essere la quotidianità della famiglia Höss.

 

“Erano persone ordinarie, noiose, familiari: per questo dovevo fare il film su di loro, non sulle vittime”, ha aggiunto Glazer. “La storia – ha detto ancora – è destinata a ripetersi. Per questo parlo di Olocausto, ma non lo faccio mai vedere se non con gli occhi della mente. Bisogna fermare il circolo vizioso, distaccarci dalla sofferenza per riflettere. Anche se l'Olocausto è successo ottant'anni fa, questo non ci deve far sentire sicuri. Questa sicurezza è sbagliata perché la cosa importante è affrontare la violenza dentro di noi”.

 

La zona d'interesse è il quarto lungometraggio diretto dal regista britannico, dopo Sexy Beast (2000), Birth (2004) e Under The Skin (2013). Ha firmato anche video musicali per, tra gli altri, Radiohead, Jamiroquai, Nick Cave, Massive Attack e Blur.

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