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"Profeti" il film di Alessio Cremonini con Jasmine Trinca

Cinema

Denise Negri

Due donne, due mondi a confronto. Alessio Cremonini presenta al cinema "Profeti" con Jasmine Trinca e Isabella Nefar.

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Dopo il David di Donatello come miglior regista esordiente per “Sulla mia pelle”, Alessio Cremonini torna a raccontare temi universali, seppur partendo da un particolare. Arriva in sala il 26 gennaio “Profeti” con Jasmine Trinca che interpreta una giornalista italiana andata in Medio Oriente per raccontare la guerra dello Stato Islamico. Rapita dall'Isis e fatta prigioniera, in quanto donna e quindi inferiore e sottomessa, verrà data in custodia ad un'altra donna che si chiama Nur ed è interpretata da Isabella Nefar, sposata con un miliziano e ora nel Califfato. La fede, la prigionia, i diritti delle donne: tematiche che il film affronta attraverso il confronto, quasi impossibile, tra due donne che riusciranno ad andare oltre il silenzio e il ricatto.

JASMINE TRINCA

“Alessio Cremonini riesce sempre a portare una storia all’attenzione del pubblico senza mai assumere una posizione troppo giudicante, cosa che era riuscito a fare anche in “Sulla mia pelle”.

Racconta sempre tutto con verità, racconta i disgraziati come disgraziati e non come dei santi. Detto questo il fatto che lui inserisca i personaggi in un contesto di prevaricazione, ovviamente ti da nuove chiavi di lettura.

Il suo è un cinema che ti chiede di stare in ascolto.

Ascolti le tesi di queste due donne senza ritrovarti nella loro posizione.

Il mio personaggio, non a caso, prova a raccontare al personaggio di Isabella, come si aiutano le donne in Occidente, tra di loro”.

ISABELLA NEFAR

“Nur crede in molte cose, che noi consideriamo atroci, ma ha anche un senso di spiritualità molto profondo, cosa che le permette di trovare il proprio centro, di rimanere molto ancorata a se stessa.

Viviamo in una società dove credo si sia un po' perso il senso di spiritualità, che puoi anche trovare non necessariamente in una religione.

Nur, nel film, in qualche modo può anche diventare un esempio per il personaggio di Jasmine.”

NOTE DI REGIA E SINOSSI

 

“Profeti “è la storia del confronto tra Sara (Jasmine Trinca), una giornalista italiana andata in Medio Oriente per raccontare la guerra dello Stato Islamico, e Nur (Isabella Nefar), una foreign fighter radicalizzata a Londra che ha sposato un miliziano e ora vive nel Califfato. Sara viene rapita dall’Isis e in quanto donna, in quanto essere inferiore che ha dignità solo se sottomessa al maschio, non può stare in una prigione dove sono presenti anche degli uomini.

Per questo motivo viene data in custodia ad una sua “pari”: ad una donna.

Nur diventa la sua carceriera. La casa di Nur, la sua prigione. E sarà proprio quella casa nel mezzo di un campo di addestramento dello Stato Islamico il luogo dove Sara e Nur si confronteranno.

Un confronto quasi impossibile che si trasforma in guerra psicologica mentre attorno scoppiano le bombe e i nemici vengono bruciati vivi per vendetta.

Un confronto fatto di silenzi, di sottili ricatti, e dal progressivo tentativo di Nur di convertire Sara.

Dopo aver raccontato le vicende di Stefano Cucchi in Sulla mia pelle, Alessio Cremonini si confronta con temi altrettanto attuali: la prigionia, i diritti delle donne, il Medio Oriente, la religione, lo scontro di civiltà. «Sono questi i temi della mia indagine: lo strumento è il cinema. Un cinema inteso come “viaggio” che svela storie, che percorre strade poco battute. Un cinema politico. Un cinema radicale. Un cinema essenziale» - ha dichiarato Cremonini - «Un film su due donne occidentali che hanno fatto scelte diametralmente opposte. Sara, una giornalista italiana rapita dall’Isis durante un reportage di guerra in Siria, e Nur che la tiene prigioniera per mesi in una casa costruita in un campo di addestramento dello Stato Islamico. Quello che il cinema può e deve fare, è mettere in scena la vicenda di Sara e Nur senza manicheismi o semplificazioni retoriche. Questa storia, infatti, non soltanto è metafora di quello che accade in molte parti del Medio Oriente, ma ci riguarda da vicino. Poiché, ormai lo sappiamo, se nell’altra sponda del Mediterraneo inizia un incendio poi le fiamme arrivano anche da noi».

Il film inizia con le parole di una combattente curda intervistata da Sara, la giornalista italiana interpretata da Jasmine Trinca:  «Combatto per i curdi, per la libertà e per le donne. In Medio Oriente, se sei una donna, devi imparare a difenderti il prima possibile. Qui, la maggior parte dei regimi è basata sulla sottomissione, sull’oppressione delle donne. È per questo che le uniche persone che possono cambiare questa mentalità sono le donne», parole che portano subito la mente quanto sta accadendo in Iran.