Jamie Lee Curtis, Leone d'Oro alla carriera al Festival di Venezia, si racconta a Sky Tg24

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La grande attrice, che alla Mostra del Cinema di Venezia presenta "Halloween Kills", rivela a Denise Negri di essere rimasta sorpresa del premio alla carriera. Poi parla del valore della libertà di esprimersi che ogni essere umano dovrebbe poter avere e della sua più grande conquista personale: quella di "essere sobria da 23 anni" - SEGUI LA DIRETTA

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Jamie Lee Curtis, 63 anni il prossimo novembre portati con la sua consueta eleganza e semplicità, confessa di essere sopresa dal Leone d’oro alla carriera. Intervistata da Denise Negri dichiara, senza troppi giri di parole, di “non essere più di tanto dentro il mondo dei festival, e di non essere mai stata a Venezia né come ospite, né come giurata, né come attrice di un film in gara. "Poter portare un film qui (Halloween Kills), e addirittura essere premiata, è l’ultima cosa che credevo accadesse eppure è successo” dice.  

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Potere del cinema e capacità di una grande diva modesta e con i piedi per terra che per spiegare la sua filosofia di vita parte da una canzone o meglio da una frase scritta da Chrissie Hynde, cantante e leader del gruppo storico dei Pretenders:  “Portate avanti la rivoluzione, voglio morire per qualcosa”. L'attrice, resa famosa dalla saga di "Halloween" (il primo film risale al 1978),  la pensa allo stesso modo: “Io sono una persona che vuole morire per qualcosa, cioè voglio dire lo so che alla fine dobbiamo morire tutti e non puoi certo programmare come, ma se potessi programmarlo vorrei morire per qualcosa. Mi piacerebbe pensare che è quello il nostro fine ultimo, lottare per qualcosa. Non sono una combattente ma sto cercando di impegnarmi sempre di più per lottare a favore della verità, della giustizia e per la libertà del pensiero umano, cosa che è diventata sempre più importante per me andando avanti con l’età”. 

Quella che sembra spaventare e nello stesso tempo far arrabbiare la Curtis ì è che "ci sono  ancora molte società dove alle persone non è consentito esprimere liberamente le proprie idee. E per me è terrificante. Ogni giorno, sin dall’inizio della civilizzazione, ci sono state persone a cui è stato negato il diritto di parlare e di esprimersi. Adesso lo stiamo vedendo in Afghanistan ma lo abbiamo visto anche durante il Capodanno ebraico che era ieri, o durante l’Olocausto : la libertà dell’essere umano di esprimere la propria opinione, a mio avviso è la libertà più grande che ci possa essere" .
 

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Rispetto alla sua carriera dice di essere "un'attrice che ha avuto soltanto fortuna".

La  sua più importante conquista riguarda però "l'essere sobria da 23 anni".

"C’è un modo di dire  - confessa la Curtis  - nel gergo della riabilitazione, e cioè che quando ti svegli al mattino e guardi nello specchio stai guardando il problema. E io mi sveglio sobria, guardo allo specchio la mia faccia sobria. E la accetto. E tutto il resto è semplicemente… bellissimo".

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