Cops, la banda di poliziotti sfida il boss Anaconda, tra ricette e risate

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Paolo Nizza

il secondo e ultimo appuntamento con la commedia  Sky Original diretta da Luca Miniero è un florilegio di gag e momenti action, tra boss schizzati, chef improvvisati e santi che volano

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Cops - Una banda di poliziotti, le foto del secondo appuntamento

Si sa: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare.  E questo secondo e ultimo appuntamento con “Cops” la banda di poliziotti più esilarante della tv non poteva che iniziare con il più duro di tutti, ovvero Benny. Come avvenuto nel primo episodio, Benedetto Starace Usmate si palesa in tutta la sua abilità stealth. Tra un “fuck e un “bastard” (l’inglese è d’obbligo, quando si è in missione) il poliziotto immobilizza e arresta la sua simpatica e paciosa nonnina tra le mura domestiche del salotto di casa. Ça va sans dire, si trattava solo di un’esercitazione. Ma bisogna sempre tenersi in forma, per essere pronti a ripulire le strade di Apulia dal crimine.  E ancora una volta il personaggio interpretato da Francesco Mandelli si dimostra il più slapstick e quello con più affinità con gli eroi in uniforme della commedia demenziale a stelle e strisce, dal tenente Frank Derbin della saga della Pallottola spuntata al cadetto Eugene Tackleberry di Scuola di Polizia.

Gianni Fiorito

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Cops, il secondo appuntamento è con "La stretta dell' Anaconda"

Tra una fetta dell’appetitoso e tradizionale ciambellone e  una indolente pausa caffè, c’è da arrestare "Tore", il pericoloso boss,  tornato a delinquere. E ora che la volitiva Margherita Nardelli è diventata commissario capo non è più tempo di scherzare. A cominciare dall’insegna del commissariato a cui manca sempre la lettera O. Insomma, siamo la polizia, mica la "plizia". Così seguendo le tracce della statua di San Giuseppe da Copertino, il santo che vola, amatissimo, spesso citato da Carmelo Bene, il commissario Cinardi e la sua squadra tentano di confondere le acque, tra finti cadaveri, e cadaveri riesumati. Tuttavia, non basta una battuta sul patto stato-mafia e l’idea di un cold case a ingannare la commissaria. A parte quelle preparate da Margherita. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Il personaggio interpretato da Claudio Bisio e il paninaro Tonino rischiano di finire dietro le sbarre. Perché San Giovanni non fa inganni, anche se viene da Copertino.

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Cops, il cast: Giovanni Esposito è il boss Anaconda

“Il cobra non è un serpente”, cantava Donatella Rettore. E non lo è nemmeno l’Anaconda, almeno per quanto riguarda Cops. L’oblungo rettile squamato, infatti, è il soprannome del fratello minore di Zu Tore. Un boss che regna a Perdivita, la città del riso patate e cozze. Nella tradizione dei fratelli coltelli, il criminale brama mettere le proprie mani, insieme con la sua cosca, su Apulia. La trovata brillante è trasfigurare Anaconda in una sorta di alter-ego dello Zingaro di “E lo chiamavano Jeeg Robot”. Quindi spazio alle unghie smaltate, agli anelli, alle sgargianti giacche da smoking. E soprattutto ai disturbi da personalità multipla. Sicché l’aspirante Scarface, tra una citazione dei Sepolcri di Foscolo e una botta di cocaina, parla da solo, litiga con se stesso si contraddice, talvolta con uno spassoso accento del nord-est. Insomma un criminale da strapazzo, ma che, in virtù della sua follia può essere letale quanto il serpente a cui si ispira

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Cops - Una banda di poliziotti, l'intervista a Stefania Rocca

Con intermezzi più action rispetto a Le forze del disordine, La stretta dell’anaconda non lesina riferimenti alla realtà (la coca spacciata nelle statue dei santi), ma sempre in chiave leggera. E i momenti migliori sono quelli comici. Soprattutto la sequenza in cui Pietro Sermonti deve spacciarsi per chef e cucinare i pizzoccheri, visto che Anaconda è in fissa con l’impiattamento e con in programmi di cucina. Così, si resta tutti ad Apulia tra Dino Abbrescia, che suona e canta al piano Calabrisella mia, Filomena D’ Andrea, in arte (Makardia) si esibisce nella sua canzone “E girerò per la città”, e da un apecar si sentono le note di Ti Aspetto all’altare di Toni Colombo. In fondo sono poliziotti da ridere ed è gratificante che i problemi di delinquenza di Apulia possano tornare agli elettrodomestici dispettosi della signora Pestalozzi. Almeno in tv, è rilassante concedersi un’ora e mezza di divertimento e serenità

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