Gli anni più belli di Gabriele Muccino tornano al cinema

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Il film ritorna nelle sale cinematografiche a partire dal 15 luglio. Ecco il commento  in video del regista italiano

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Gli anni più belli, il cast del film

Gabriele Muccino ha commentato con queste parole il ritorno al cinema della pellicola con  Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria 

"Considero Gli Anni Più Belli uno dei miei film più riusciti. Il risultato ottenuto quando è uscito al cinema lo scorso 13 Febbraio è stato fantastico e così la reazione del pubblico. Il suo viaggio, sospeso dopo pochi giorni a causa della Pandemia s  (AGGIORNAMENTI - SPECIALE - LA MAPPA) e dalla chiusura forzata delle sale, riprende il 15 luglio. Il pubblico che non ha fatto in tempo a vederlo sul grande schermo avrà questa bellissima seconda opportunità. Ringrazio per questo sinceramente i produttori, Marco Belardi, Rai Cinema, Leone Film Group e la 01 che lo distribuisce, per credere ancora tanto nel film di cui vado così fiero e nel quale sono stato accompagnato da straordinari talenti”.

Gabriele Muccino racconta Gli anni più belli

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Gli anni più belli, la trama del film

"Gli anni più belli racconta quarant’anni di vita di quattro adolescenti che diventano uomini. Racconta le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e i loro fallimenti specchio dell’Italia e anche degli italiani dagli anni ’80 ad oggi. Il film è un grande affresco che racconta chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni ed epoche differenti. Il vero motore del film è il tempo. Siamo modellati dal tempo. Crediamo di essere in controllo delle nostre vite quando invece l'unico grande burattinaio è il tempo che passa e ci modifica lentamente, ci fa accettare le cose che ci parevano inaccettabili, ci disillude, ci disincanta eppure poi ci incanta di nuovo all'improvviso facendoci sentire adolescenti anche quando non lo siamo più. Il tempo segna i personaggi del film, li definisce, li trasforma in qualcosa che trascende dal loro stesso controllo. E’ così che gli anni scivolano via e si susseguono mentre si cerca di cavalcare gli eventi, spesso senza riuscirci. Giulio, Paolo, Riccardo e Gemma sono nati alla fine degli anni ’60, sotto l’ombra delle grandi ideologie che hanno accompagnato la crescita e i mutamenti del Paese dalla ricostruzione del dopoguerra al tempo delle rivoluzioni studentesche del ’68; la loro è una generazione percepita come nata troppo tardi, troppo tardi per cambiare il mondo, cresciuta col complesso di non essere abbastanza reattiva, abbastanza colta, abbastanza rivoluzionaria. Una generazione che si è arresa sentendosi inferiore ai fratelli maggiori e ai suoi padri. E’ stata una generazione sostanzialmente passiva e transitoria. Le relazioni umane però non hanno tempo e all’interno della cornice della grande Storia, la “piccola storia” dei protagonisti narra di una grande amicizia, di un grande amore e di tutte le sue declinazioni: il tradimento, la delusione, la corruzione dei sogni, lo smarrimento delle certezze dell’adolescenza e della realizzazione di ciò che siamo realmente stati, una volta entrati nell’età più adulta."

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